{"id":246776,"date":"2025-07-28T20:09:22","date_gmt":"2025-07-28T18:09:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/28\/consulta-illegittimo-tetto-240-mila-euro-lanno-per-stipendi-pubblici\/"},"modified":"2025-07-28T20:09:22","modified_gmt":"2025-07-28T18:09:22","slug":"consulta-illegittimo-tetto-240-mila-euro-lanno-per-stipendi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/28\/consulta-illegittimo-tetto-240-mila-euro-lanno-per-stipendi-pubblici\/","title":{"rendered":"Consulta \u201cIllegittimo tetto 240 mila euro l\u2019anno per stipendi pubblici\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La <strong>Corte costituzionale,<\/strong> con la sentenza n. 135 del 2025, pur ribadendo che la previsione di un <em>&#8220;tetto retributivo&#8221;<\/em> per i pubblici dipendenti non contrasta di per s\u00e8 con la Costituzione, ha dichiarato l&#8217;illegittimit\u00e0 dell&#8217;articolo 13, comma 1, del decreto-legge n. 66 del 2014, che l&#8217;ha fissato nel limite di 240.000 euro lordi anzich\u00e8 nel trattamento economico onnicomprensivo spettante al primo presidente della Corte di cassazione. <em>&#8220;E&#8217; in base a tale parametro, come fino al 2014, che il &#8220;tetto&#8221; dovr\u00e0 essere definito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti&#8221;,<\/em> spiega la Consulta in una nota.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Il limite massimo retributivo era stato introdotto con il decreto-legge n. 201 del 2011, per tutti coloro che ricevono emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche, mediante rinvio allo stipendio del primo presidente della Corte di cassazione.<br \/>\nCon il decreto-legge n. 66 del 2014 il &#8220;tetto retributivo&#8221; \u00e8 stato invece determinato nel suo ammontare in misura fissa, con una significativa decurtazione del trattamento economico di alcuni magistrati.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><em>&#8220;Per i primi anni in cui la norma ha trovato applicazione essa \u00e8 stata ritenuta non costituzionalmente illegittima poich\u00e8 considerata una misura straordinaria e temporanea, giustificata dalla situazione di eccezionale crisi finanziaria in cui versava il Paese &#8211;<\/em> sottolinea la Consulta -. <em>Con il trascorrere del tempo, tuttavia, essa ha definitivamente perso quel requisito di temporaneit\u00e0, posto a tutela della indipendenza della magistratura e necessario ai fini della sua compatibilit\u00e0 costituzionale. L&#8217;odierna pronuncia si pone in linea con i principi ai quali si ispirano plurimi ordinamenti costituzionali di altri Stati. Nello stesso senso, del resto, si \u00e8 espressa la Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea, con la sentenza del 25 febbraio 2025 (grande sezione, cause C-146\/23 e C-374\/23), nella quale \u00e8 stata analogamente censurata la riduzione del trattamento retributivo dei magistrati&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>La Corte costituzionale ha inoltre ritenuto che <em>&#8220;l&#8217;incostituzionalit\u00e0 della citata norma, in ragione del carattere generale del &#8220;tetto retributivo&#8221;<\/em>, non possa che operare in riferimento a tutti i pubblici dipendenti. Trattandosi di una incostituzionalit\u00e0 sopravvenuta, la declaratoria di illegittimit\u00e0 non \u00e8 retroattiva e produrr\u00e0 i suoi effetti solo dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana&#8221;.<\/p>\n<p>&#8211; Foto IPA Agency &#8211;<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La Corte costituzionale, con la sentenza n. 135 del 2025, pur ribadendo che la previsione di un &#8220;tetto retributivo&#8221; per i pubblici dipendenti non contrasta di per s\u00e8 con la Costituzione, ha dichiarato l&#8217;illegittimit\u00e0 dell&#8217;articolo 13, comma 1, del decreto-legge n. 66 del 2014, che l&#8217;ha fissato nel limite di 240.000 euro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":246777,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/20250728_1517.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246776"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=246776"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246776\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/246777"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=246776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=246776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=246776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}