{"id":246488,"date":"2025-07-25T22:09:23","date_gmt":"2025-07-25T20:09:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/25\/longevita-leva-sviluppo-a-scilla-convegno-di-fondazione-magna-grecia\/"},"modified":"2025-07-25T22:09:23","modified_gmt":"2025-07-25T20:09:23","slug":"longevita-leva-sviluppo-a-scilla-convegno-di-fondazione-magna-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/25\/longevita-leva-sviluppo-a-scilla-convegno-di-fondazione-magna-grecia\/","title":{"rendered":"Longevit\u00e0 leva sviluppo, a Scilla convegno di Fondazione Magna Grecia"},"content":{"rendered":"<div>SCILLA (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;Italia \u00e8 un laboratorio globale per l&#8217;invecchiamento, con sfide uniche legate allo spopolamento dei territori e alla necessit\u00e0 di ripensare il welfare. Nel nostro Paese si fanno sempre meno figli, per una serie di fattori interconnessi tra loro; e il Mezzogiorno, da questo punto di vista, vive la pi\u00f9 grande fragilit\u00e0. E&#8217; fondamentale quindi capire come gestire un fenomeno ormai in divenire e cambiare la narrativa ponendosi domande diverse. O, meglio, integrando al quesito del &#8220;come aiutiamo i giovani a fare famiglia&#8221;, quello di &#8220;come trasformare l&#8217;invecchiamento della popolazione da un onere percepito a una leva positiva per il Paese, stimolando la &#8216;silver economy&#8217; e creando nuove opportunit\u00e0 economiche e sociali a beneficio di tutte le generazioni&#8221;. E&#8217; con questo interrogativo che si sono chiusi i lavori della prima giornata di dibattito &#8220;Generazioni in mutamento &#8211; 2\u00b0 Focus Sud e futuri&#8221; organizzato da Fondazione Magna Grecia a Scilla (RC). E da cui oggi, 25 luglio, si \u00e8 riaperta la discussione tra esperti, economisti, specialisti del terzo settore, mondo sanitario, ma anche esponenti del mondo culturale e digitale, per capire come l&#8217;innovazione, in particolare la salute digitale e l&#8217;intelligenza artificiale, possano garantire una &#8220;longevit\u00e0 in salute&#8221;.<br \/>\n&#8220;La sfida della denatalit\u00e0 e quindi le politiche per la longevit\u00e0 chiedono grande innovazione e creativit\u00e0, ma si fondano anche sul rinnovamento di un patto di solidariet\u00e0 intergenerazionale. In questo, i territori sono ovviamente al centro, e quelli del nostro Mezzogiorno, che si contraddistinguono per una particolare forza e solidit\u00e0 delle reti informali, lo sono ancora di pi\u00f9&#8221;, ha commentato, aprendo i lavori, Fiammetta Pilozzi, responsabile del Centro di Ricerca di Fondazione Magna Grecia. Come &#8220;sfruttare questa positivit\u00e0?&#8221; Lo spunto viene da Fabio Miraglia, imprenditore e presidente GIOMI RSA: &#8220;possiamo usare un milione di metri quadri di borghi che le persone stanno abbandonando per creare veri e propri villaggi, sul modello anglosassone&#8221;. Luoghi che possono essere incubatori di modelli di silver economy unici in grado di attrarre anziani di tutto il Paese. &#8220;Un sistema &#8211; ha aggiunto &#8211; che non sia basato solo sul volontariato e che sia in grado di creare anche occupazione, grazie anche alla rivoluzione del digitale&#8221;. Il risultato sarebbe &#8216;esplosiv\u00f2 con conseguenze a cascata: porterebbe una riqualificazione dei territori e soprattutto il consolidarsi della domiciliazione dei servizi, in spazi abitativi personalizzati, monitorati dal digitale e sostenibili economicamente. L&#8217;idea \u00e8 configurare nuovi modelli dell&#8217;abitare in cui unire le dimensioni della condivisione a quello della preservazione della privacy e della personalizzazione degli spazi, il tutto in luoghi densi di storia e di bellezza. Guardando cos\u00ec ai bisogni della persona che, spesso, nelle strutture RSA si perde. &#8220;La tecnologia inoltre aiuterebbe ad avvicinare figli e nipoti: nuovi care giver nati con la tecnologia, e in grado di assumere il ruolo di veri e propri alfabetizzatori&#8221;, ha concluso Miraglia.<br \/>\nUn approccio condiviso da Rocco Mammoliti, responsabile Sicurezza informatica di Poste italiane che ha raccontato come le Poste non abbiano abbandonato nessun borgo &#8220;perch\u00e8 crediamo sia nel mondo fisico che nel mondo digitale, che per\u00f2 vanno connessi&#8221;. Tanto che Poste italiane ha avviato un progetto &#8211; Polis &#8211; che porta dentro l&#8217;ufficio postale la garanzia di avere, oltre a quelli gi\u00e0 inclusi, l&#8217;erogazione di tutti i servizi della Pubblica amministrazione compresi quelli legati al sistema sanitario, &#8220;Creando cos\u00ec un unico punto di accentramento di prenotazione e consegna dei referti, per esempio. L&#8217;ufficio postale resta quindi vivo e integrato, sede di una rete di relazioni di cui gli anziani hanno bisogno&#8221;.<br \/>\nIn Italia, 14 milioni di persone oggi sono over 65, il 24% della popolazione totale. E il trend \u00e8 in crescita. Con esso aumenteranno anche i problemi di salute correlati all&#8217;invecchiamento. Non solo, dobbiamo considerare che oggi di questi over 65, il 42% vive in coppia senza figli, il 31% \u00e8 solo e un esiguo 13% vive con i figli. Pi\u00f9 del 70% del totale quindi \u00e8 rappresentato da anziani soli. Come aiutarli allora nella loro reale esigenze di salute? Una delle soluzioni viene proposta da Pietro Rossi, cardiologo, co-founder di Policardio una startup che produce il primo device patch in grado di fare ECG e holter a casa con la qualit\u00e0 ospedaliera: &#8220;abbiamo pensato ad una piattaforma che monitora, analizza dati e mette in comunicazione in modo automatico l&#8217;anziano e il medico. E, nel caso di necessit\u00e0, contatti il figlio o chi per lui&#8221;. Un sistema totalmente automatizzato, interconnesso e attento alla parte sanitaria ma anche a quella psicologica. &#8220;Abbiamo previsto infatti la possibilit\u00e0 di avere consulti veloci e sempre disponibili, superando il problema che il medico non risponda al telefono con il conseguente senso di abbandono nell&#8217;anziano&#8221;.<br \/>\nMa la digitalizzazione pu\u00f2 cambiare l&#8217;assistenza sanitaria e andare verso la silver economy anche nel sistema assicurativo e finanziario, &#8220;che sta ripensando prodotti e servizi centrati sempre pi\u00f9 sulla prevenzione, con app per i vari monitoraggi, e incentivi economici per chi aderisce a stili di vita sani. Va promossa una trasformazione assicurativa che finanzi, per esempio, l&#8217;assistenza domiciliare continuativa e la gestione dei farmaci. Insieme ad una educazione finanziaria per una longevit\u00e0 consapevole tramite l&#8217;erogazione di corsi per over 60 su come gestire patrimoni, pensioni e tecnologie per una connessione diretta con i servizi sociali&#8221;, ha detto Alberto Polverino, Direttivo cluster C.H.I.C.O.<br \/>\n&#8220;Non va dimenticato che qualsiasi processo di sviluppo sostenibile deve essere equo, in particolare in un&#8217;ottica di genere, e ancor di pi\u00f9 se si parla di silver economy&#8221;. Le donne sono pi\u00f9 longeve degli uomini, ma sono anche quelle che soffrono maggiormente il rischio di trovarsi in condizione di fragilit\u00e0, soprattutto sotto il profilo economico. Il monito, che arriva dalla voce autorevole e appassionata di Rossana Oliva De Conciliis, Presidente onoraria della Rete per la Parit\u00e0, ha l&#8217;obiettivo di sensibilizzare politica, mondo economico e societ\u00e0 a puntare su misure che pongano al centro il principio di garantire parit\u00e0 di diritti e opportunit\u00e0, anche in et\u00e0 anziana, e anche nei processi di progettazione di politiche di sviluppo di prodotti e servizi che guardino a un pubblico &#8220;silver&#8221;.<br \/>\nL&#8217;intera due giorni ha preso spunto da una ricerca promossa da Fondazione Magna Grecia e curata dai sociologi Emiliana Mangone e Giuseppe Masullo, che ha mostrato come, fra le varie preoccupazioni che &#8220;bloccano&#8221; i giovani nello sviluppare la propensione alla genitorialit\u00e0, vi sia il timore &#8220;di perdere occasioni, non solo professionali, ma di vita e culturali&#8221;. Il patrimonio culturale del resto \u00e8 uno strumento potentissimo attraverso cui generare identit\u00e0, ma anche apprendimento, sviluppare categorie di interpretazione della realt\u00e0, e quindi imparare anche la cittadinanza. Da qui la necessit\u00e0 che il nostro patrimonio culturale sia &#8220;family friendly&#8221;, fruibile da genitori e figli. &#8220;Pensiamo ai bambini &#8211; ha detto Francesco Pisani, professore di Neuropsichiatria infantile, Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza di Roma &#8211; a quanto in loro la cultura, come la visita in un museo o di un sito archeologico, stimoli la meraviglia che a sua volta spinge alla voglia di conoscere. Le neuroscienze ci dicono che in un museo il bimbo impara a guardare, a interpretare, anche a stare fermo. E la stessa cosa vale per i genitori. Dobbiamo tenere presente che anche solo una singola esperienza culturale \u00e8 fondamentale per essere educati al bello&#8221;.<br \/>\nDaniele Carnovale \u00e8 CEO e fondatore di Guides4You, stratup che nasce sul territorio calabrese: un esempio di come i temi dell&#8217;accessibilit\u00e0, del &#8220;design for all&#8221;, della necessit\u00e0 di rendere i beni del nostro patrimonio &#8220;per tutti&#8221;, a volte sia una necessit\u00e0 che nasce dal mercato in modo potente. &#8220;Avevamo pensato ad un dispositivo che servisse per &#8216;legger\u00e8 le opere e le strutture museali. Spinti dalla richiesta di mercato, ad oggi abbiamo funzioni per non vedenti e ipovedenti, per bambini ancora piccoli&#8221;. Non da meno l&#8217;esperienza della &#8220;Fondazione Medicina a misura di donna&#8221; che ha creato forse lo strumento pi\u00f9 simbolico che sia stato ideato in Italia per costruire un patto inscindibile fra i nuovi nati, le famiglie, e il patrimonio culturale: un passaporto della cultura. &#8220;L&#8217;idea ci \u00e8 venuta partendo dalla consapevolezza che la cultura aiuta a vivere di pi\u00f9 e soprattutto meglio, come dimostrano anche numerosi studi&#8221;, ha detto Chiara Benedetto, presidentessa della Fondazione. &#8220;Il passaporto \u00e8 stato tradotto in diverse lingue, viene dato alle mamme che hanno appena partorito ed e dedicato al nuovo nato e alle mamme al terzo mese di gravidanza. Offre la possibilit\u00e0 a tutto il nucleo famigliare di vistare gratuitamente i 48 musei della rete piemontese ed \u00e8 diffuso in tutti i presidi ospedalieri dell&#8217;area metropolitana di Torino&#8221;. Nel 2024 sono stati scaricati dal sito 15mila passaporti e la best practice oggi \u00e8 stata adottata anche a Brescia, Pavia e Val Canonica<br \/>\n&#8220;Affrontare oggi la denatalit\u00e0 &#8211; ha concluso Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia &#8211; significa ripensare l&#8217;intero sistema Paese alla luce dell&#8217;invecchiamento, delle nuove insicurezze sociali e del bisogno di dare ai giovani un futuro desiderabile. Con questa iniziativa, pertanto, vogliamo rimettere al centro le persone, i territori e le connessioni tra le generazioni. La genitorialit\u00e0 si sostiene con politiche abilitanti, e il calo demografico si affronta anche guardando al nostro Mezzogiorno come a una piattaforma di sperimentazione per uno sviluppo inclusivo. Parlare di cultura inclusiva, significa anche capire che il nostro patrimonio \u00e8 il pi\u00f9 potente strumento di legame intergenerazionale. Ogni museo o sito storico va reso davvero fruibile per famiglie, anziani e bambini, \u00e8 cos\u00ec che si diventa realmente attrattivi e si costruiscono fiducia nel futuro e coesione tra generazioni. La Fondazione Magna Grecia lavora perch\u00e8 Sud e futuro non siano pi\u00f9 due parole in contrasto, ma una sola visione condivisa&#8221;.<br \/>\n-foto ufficio stampa Fondazione Magna Grecia-<br \/>\n(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCILLA (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;Italia \u00e8 un laboratorio globale per l&#8217;invecchiamento, con sfide uniche legate allo spopolamento dei territori e alla necessit\u00e0 di ripensare il welfare. 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