{"id":246341,"date":"2025-07-24T11:08:52","date_gmt":"2025-07-24T09:08:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=246341"},"modified":"2025-07-24T13:02:31","modified_gmt":"2025-07-24T11:02:31","slug":"studiosi-unime-a-mezzogiorni-gli-studenti-rendono-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/24\/studiosi-unime-a-mezzogiorni-gli-studenti-rendono-di-piu\/","title":{"rendered":"Studiosi UniMe, a mezzogiorno gli studenti rendono di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p>Un team internazionale di ricerca condotto da studiosi dell\u2019Universit\u00e0 di Messina e dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, in collaborazione con il Leibniz Research Centre for Working Environment and Human Factors (Dortmund, Germania), rivela che il momento della giornata in cui si svolge un esame orale pu\u00f2 influenzarne significativamente l\u2019esito. Analizzando oltre 100.000 esami universitari, i ricercatori hanno scoperto che gli studenti ottengono risultati migliori a met\u00e0 giornata, mentre hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di fallire se l\u2019esame si svolge prima delle 9:00 o dopo le 15:00.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology, lo studio \u00e8 stato coordinato da Carmelo Mario Vicario, professore Ordinario in Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive e direttore del Laboratorio di Neuroscienze Cognitive e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 di Messina.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbiamo dimostrato che i risultati degli esami variano sistematicamente nell\u2019arco della giornata, con un picco evidente nelle probabilit\u00e0 di successo intorno a mezzogiorno\u201d, ha spiegato Vicario. \u201cGli studenti hanno maggiori probabilit\u00e0 di superare l\u2019esame in tarda mattinata rispetto alla prima mattina o al tardo pomeriggio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un effetto legato ai ritmi biologici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i ricercatori, questi risultati potrebbero essere spiegati da ritmi fisiologici che regolano la vigilanza e la stanchezza mentale. Fenomeni simili sono gi\u00e0 stati osservati in altri ambiti, come nei tribunali, dove i giudici tendono a prendere decisioni pi\u00f9 favorevoli dopo le pause o all\u2019inizio delle sessioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRiteniamo che questo andamento possa estendersi anche ad altri contesti valutativi, come i colloqui di lavoro\u201d, aggiunge Vicario. \u201cSarebbe interessante indagare se anche le decisioni di assunzione variano in base all\u2019orario della giornata.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Uno studio su larga scala<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I dati provengono dall\u2019Universit\u00e0 di Messina e includono 104.552 esami orali svolti tra ottobre 2018 e febbraio 2020 da 680 docenti su 1.243 corsi. Gli esami, della durata di 10-30 minuti, sono stati analizzati tenendo conto della loro difficolt\u00e0 (misurata tramite i crediti universitari), in modo da isolare l\u2019effetto dell\u2019orario sul risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati mostrano una curva a campana, con il tasso di superamento pi\u00f9 alto intorno alle ore 12:00. Le probabilit\u00e0 di successo erano significativamente pi\u00f9 basse alle 08:00-09:00 e alle 15:00-16:00, mentre non c\u2019erano differenze rilevanti tra le 11:00 e le 13:00.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conseguenze per l\u2019equit\u00e0 delle valutazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesti risultati hanno implicazioni molto ampie\u201d, afferma Alessio Avenanti, professore Ordinario in Neuropsicologia e neuroscienze cognitive dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, co-autore senior dello studio. \u201cSottolineano come i ritmi biologici \u2014 spesso trascurati \u2014 possano influenzare in modo sottile ma significativo l\u2019esito di valutazioni cruciali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il calo di performance nel pomeriggio potrebbe riflettere un peggioramento delle funzioni cognitive, ma anche una crescente \u201cfatica decisionale\u201d da parte dei docenti. Al mattino presto, invece, si potrebbe verificare un disallineamento tra il cronotipo degli studenti (in genere \u201cnottambuli\u201d) e quello degli esaminatori (spesso pi\u00f9 \u201cmattinieri\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Raccomandazioni e prospettive future<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per ridurre gli effetti dell\u2019orario, gli autori suggeriscono di:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Evitare l\u2019esame nei propri momenti di \u201cbasso rendimento\u201d;<\/li><li>Garantirsi un sonno adeguato;<\/li><li>Fare pause mentali prima di prove importanti;<\/li><li>Ripensare la programmazione degli esami da parte delle universit\u00e0, privilegiando la tarda mattinata per le valutazioni pi\u00f9 critiche.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u201cAnche se abbiamo controllato la difficolt\u00e0 degli esami, non possiamo escludere completamente altri fattori come il livello di stress o le abitudini di sonno\u201d, conclude il Massimo Mucciardi, Professore Associato di Statistica Sociale e co-autore senior. \u201cServono ulteriori studi, anche con misure fisiologiche e comportamentali, per chiarire i meccanismi alla base di questo effetto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai professori Vicario, Avenanti e Mucciardi, gli autori dell\u2019Universit\u00e0 di Messina sono Pietro Perconti, Simona Massimino e Francesco Tomaiuolo insieme a Chiara Lucifora dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, e Md A Salehinejad e Michael A. Nitsche del Leibniz Research Centre for Working Environment and Human Factors di Dortmund.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un team internazionale di ricerca condotto da studiosi dell\u2019Universit\u00e0 di Messina e dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, in collaborazione con il Leibniz Research Centre for Working Environment and Human Factors (Dortmund, Germania), rivela che il momento della giornata in cui si svolge un esame orale pu\u00f2 influenzarne significativamente l\u2019esito. 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