{"id":245666,"date":"2025-07-16T10:42:46","date_gmt":"2025-07-16T08:42:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=245666"},"modified":"2025-07-16T10:42:50","modified_gmt":"2025-07-16T08:42:50","slug":"i-dazi-di-trump-e-la-sicilia-a-rischio-grasso-azione-servono-risposte-serie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/16\/i-dazi-di-trump-e-la-sicilia-a-rischio-grasso-azione-servono-risposte-serie\/","title":{"rendered":"I dazi di Trump e la Sicilia a rischio, Grasso (Azione): &#8220;Servono risposte serie&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Il presidente provinciale di Azione Messina, <strong>Letterio Grasso<\/strong>, interviene con una nota sui dazi imposti dagli USA di <strong>Donald Trump<\/strong> e le ripercussioni che avranno sulla Sicilia. <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;L&#8217;ennesima tempesta perfetta sull&#8217;economia dell&#8217;Isola. L\u2019America di Donald Trump torna a brandire il protezionismo come un\u2019arma geopolitica, imponendo dazi pesanti che colpiscono al cuore le esportazioni italiane e minacciano di travolgere, con effetti devastanti, le gi\u00e0 fragili economie regionali del Mezzogiorno. In prima linea, ancora una volta, la Sicilia. Non per meriti, ma per esposizione: penalizzata da una struttura produttiva poco diversificata, da una scarsa protezione nazionale e da una politica estera europea che \u2013 quando non balbetta \u2013 resta inerte&#8221;.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Secondo i dati forniti dalla Cgia di Mestre, la Sicilia ha in assoluto uno dei peggiori indici di diversificazione delle esportazioni: l\u201985%: ci\u00f2 significa che la gran parte dell\u2019export siciliano si concentra in pochi settori. Tra questi spicca principalmente il settore dei prodotti della raffinazione del petrolio, ma anche la cantieristica navale e l\u2019enogastronomia di qualit\u00e0, come il vino e i liquori tipici risultano gravemente colpiti direttamente o indirettamente dalle nuove tariffe statunitensi. Quando i mercati diventano ostili, le regioni poco flessibili nell\u2019export barcollano prima delle altre. E la Sicilia \u2013 pur ricca di potenziale \u2013 \u00e8 tra le prime a cadere. Quindi, il nuovo pacchetto di dazi imposto dagli USA che impone, ad es., il 50% su acciaio, alluminio e derivati; 25% su auto e componentistica; 10% su altri prodotti \u2013 pu\u00f2 apparire in apparenza marginale per l\u2019isola, ma la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa. Anche perch\u00e9 i dazi non peseranno solo sull&#8217;export verso gli USA, ma si faranno risentire anche su quello verso gli altri Paesi europei&#8221; spiega Grasso. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250715-WA0073.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-245669\" width=\"533\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250715-WA0073.jpg 406w, https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250715-WA0073-230x300.jpg 230w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><figcaption>Letterio Grasso <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;In Sicilia, ad es, i cantieri nautici (anche l\u00ec paventati nuovi dazi) stanno vivendo una rinascita, combinando sapientemente tradizione e innovazione per rispondere alle sfide del mercato globale. Citt\u00e0 come Palermo, Trapani e Messina sono state per secoli centri nevralgici per la costruzione di imbarcazioni. Le antiche maestranze locali, con il loro know-how tramandato di generazione in generazione, hanno saputo adattarsi ai tempi, mantenendo alta la qualit\u00e0 delle loro creazioni. Sul sito companymarine.it trovate i migliori cantieri nautici sparsi per l&#8217; Isola: splendide realt\u00e0 produttive! A Messina, ad esempio, \u00e8 nata di recente l\u2019impresa Zancle 757 Yacht Village, fondata da Rocco Finocchiaro, che esporta yacht di lusso ed \u00e8 alla ricerca di spazi nei nostri porti per ampliare la produzione: un settore ad alto valore aggiunto, che garantisce occupazione specializzata e indotto locale. Basterebbe un dazio mirato su questo comparto \u2013 come gi\u00e0 ventilato \u2013 per metterlo in ginocchio&#8221; approfondisce. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Stesso discorso per l\u2019agroalimentare. Il vino siciliano ha conquistato una posizione di rilievo nei mercati statunitensi. Secondo recenti sondaggi, il 70% dei consumatori USA predilige il vino italiano, e oltre il 60% riconosce almeno un\u2019etichetta siciliana. Questo non \u00e8 folklore, \u00e8 economia reale. La Sicilia si \u00e8 guadagnata credibilit\u00e0 sui mercati con la qualit\u00e0 dei suoi vitigni autoctoni, con eventi come Sicilia en Primeur e con prodotti di eccellenza come l\u2019amaro etneo Amaranca, appena premiato lo scorso giugno a Londra quale miglior amaro del mondo; a decretarlo il WDA World Liqueur Awards.  Ma da citare anche, tra i tanti, anche pi\u00f9 noti e che &#8220;esportano qualit\u00e0&#8221;, la Distilleria Russo, i F.lli Pistone o la Paesano, giovane startup che si \u00e8 rapidamente affermata nel mercato internazionale.In questi casi anche solo un dazio del 10% rischia di rendere questi prodotti meno competitivi, a favore di etichette californiane o cilene. Inutile ribadire che il danno non lo subirebbe solo l\u2019esportatore, ma l\u2019intero comparto agricolo, i lavoratori, i trasportatori, i fornitori locali&#8221; continua il presidente provinciale di Azione Messina.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Pi\u00f9 in generale, l\u2019economia siciliana, gi\u00e0 fiaccata da carenze infrastrutturali e da politiche industriali centrali disattente, \u00e8 incapace di assorbire l\u2019urto di nuove barriere doganali. Il Mezzogiorno, rispetto al Nord, ha un export meno robusto e meno articolato: se Milano esporta per oltre 6 miliardi verso gli USA, la Sicilia resta incagliata in numeri modesti, ma fondamentali per la propria sopravvivenza. Ecco il paradosso: a essere pi\u00f9 esposte sono proprio le realt\u00e0 che avrebbero pi\u00f9 bisogno di apertura commerciale e investimenti strutturali. Non si tratta di protezionismo sano, ma di cinico opportunismo politico che ignora volutamente gli effetti collaterali fuori dai propri confini. Come ha giustamente rilevato Carlo Calenda, leader di Azione, \u201cTrump sta facendo saltare il commercio internazionale\u201d. E lo fa con una logica da bullo globale: distorcere i numeri, gonfiare le barriere non tariffarie, usare le tasse doganali come un manganello per piegare l\u2019Europa. Di fronte a questo scenario, serve una reazione immediata, coordinata e intelligente. Non bastano i controdazi simbolici. Occorre, come proposto da Azione, un vero \u201cbazooka\u201d europeo: un piano straordinario di investimenti pubblici, la cancellazione delle misure inefficienti come Transizione 5.0, il ripristino degli incentivi del piano Industria 4.0, una moratoria fiscale e creditizia per le imprese colpite e l\u2019estensione della cassa integrazione&#8221; afferma Grasso. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;E ancora: serve una risposta politica degna di questo nome. L\u2019Europa \u2013 insieme a Giappone, Canada, Corea e Vietnam \u2013 dovrebbe dichiarare chiusa l\u2019era della sudditanza diplomatica e commerciale. Come ha scritto Calenda, &#8220;\u00e8 il momento di reagire con fermezza e risolutezza, come si fa con i bulli&#8221;. Basta comprare titoli del debito statunitense. Basta subire in silenzio le vessazioni di un sistema in cui Trump gioca al protezionismo e gli altri pagano il conto. Nel frattempo, il governo italiano dorme. Si rincorrono le polemiche tra destra e sinistra come in un teatrino da scuola materna, mentre \u2013 come ammonisce ancora Calenda \u2013 &#8220;qua sta cadendo il mondo&#8221;. E con esso rischiano di cadere le imprese, i lavoratori e le speranze di rinascita economica del Sud. La Sicilia non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi un\u2019altra stagione di parole vuote. Se non si agisce ora, quando la crisi sar\u00e0 esplosa del tutto sar\u00e0 troppo tardi. E questa volta, nessuno potr\u00e0 dire che non era prevedibile&#8221; conclude la nota. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente provinciale di Azione Messina, Letterio Grasso, interviene con una nota sui dazi imposti dagli USA di Donald Trump e le ripercussioni che avranno sulla Sicilia. &#8220;L&#8217;ennesima tempesta perfetta sull&#8217;economia dell&#8217;Isola. 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