{"id":244668,"date":"2025-07-04T12:19:28","date_gmt":"2025-07-04T10:19:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/04\/mafia-a-messina-sequestro-per-beni-da-30-milioni-a-due-soggetti\/"},"modified":"2025-07-04T12:19:28","modified_gmt":"2025-07-04T10:19:28","slug":"mafia-a-messina-sequestro-per-beni-da-30-milioni-a-due-soggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/04\/mafia-a-messina-sequestro-per-beni-da-30-milioni-a-due-soggetti\/","title":{"rendered":"Mafia, a Messina sequestro per beni da 30 milioni a due soggetti"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>MESSINA (ITALPRESS) \u2013 Beni per un valore complessivo di circa <strong>30 milioni di euro<\/strong> \u2013 tra questi anche un tipico podere nobiliare immerso nel verde della Toscana \u2013 sono stati sequestrati da militari del <strong>Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina<\/strong> \u2013 su decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica \u2013 nei confronti di due persone ritenute <em>\u201csocialmente pericolose\u201d<\/em> ai sensi del Codice Antimafia.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Il provvedimento, spiega una nota delle Fiamme Gialle, \u00e8 il risultato di mirate investigazioni patrimoniali che hanno riguardato un ex avvocato originario di Messina, attualmente affidato in prova ai servizi sociali ed un legale originario della provincia di Vibo Valentia, ma attivo nel comprensorio peloritano.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>Gli accertamenti svolti hanno fatto emergere fin da subito il ruolo di rilievo svolto dall\u2019ex avvocato che per anni <em>\u201cha messo a disposizione le proprie competenze professionali a favore di esponenti della criminalit\u00e0 organizzata. Da qui \u00e8 partita l\u2019analisi puntuale di tutte le attivit\u00e0 investigative che lo avevano riguardato ed \u00e8 stato possibile ricostruire un complessivo profilo di pericolosit\u00e0 sociale. <\/em><em>Partendo da questo presupposto si \u00e8 poi potuto determinare che i beni di cui lo stesso disponeva direttamente o indirettamente, non trovavano giustificazione nei redditi nel tempo dichiarati, facendo quindi presumere che gli stessi siano stati accumulati perch\u00e9 frutto di attivit\u00e0 illecite\u201d. <\/em><\/p>\n<p>In dettaglio, <em>\u201cla pericolosit\u00e0 sociale\u201d<\/em> risulta chiaramente <em>\u201cdalle evidenze giudiziarie emerse nell\u2019indagine \u201cBETA\u201d, risalente al 2013 e condotta dalla Procura di Messina, con la quale \u00e8 stato accertato, nei confronti del principale proposto, il concorso esterno nel delitto di associazione mafiosa per aver fornito uno specifico contributo al perseguimento degli scopi di una consorteria appartenente a cosa nostra e collegata al clan Santapaola Ercolano\u201d<\/em>, fanno notare gli inquirenti.<\/p>\n<p>L\u2019avvocato \u2013 successivamente radiato dall\u2019albo, ha quindi assicurato nel tempo all\u2019associazione mafiosa <em>\u201cun\u2019assistenza tecnico legale completa, oltre ad avere partecipato direttamente alla commissione di taluni reati. Lo stesso si \u00e8, inoltre, impegnato ad elaborare una serie di strategie societarie e legali volte ad eludere le disposizioni in materia di prevenzione intestando fittiziamente svariate societ\u00e0 a terze persone proprio per sfuggire a provvedimenti come quello da poco eseguito. <\/em><em>In aggiunta, \u00e8 stato possibile ricostruire il profilo di pericolosit\u00e0 di un ulteriore soggetto grazie alle risultanze emerse dalla pi\u00f9 recente operazione \u201cDefault\u201d, eseguita nel 2019 dalla Procura di Messina con personale della Guardia di Finanza, che hanno fatto emergere un\u2019associazione a delinquere costituita da una serie di professionisti, compresi i destinatari della odierna misura, creata allo scopo di commettere pi\u00f9 delitti contro il patrimonio, quali, tra gli altri, bancarotta, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, riciclaggio e auto-riciclaggio, falso ideologico in atto pubblico e appropriazione indebita\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In particolare, continua la nota, anche i partecipanti a questa associazione <em>\u201coffrivano le proprie competenze a imprenditori insolventi che si rivolgevano a loro per preservare in modo illecito i patrimoni societari dalle procedure esecutive, a scapito dei creditori e del fisco. Nel corso di tale procedimento, era stata gi\u00e0 applicata una misura cautelare ai due proposti in qualit\u00e0 di promotore e partecipe\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La misura di prevenzione patrimoniale ha avuto ad oggetto complessivamente, 7 compendi aziendali comprensivi dei relativi beni patrimoniali, 1 partecipazione di capitale sociale, 1 polizza, 1 conto corrente, 49 beni immobili tra cui alcuni di notevole valore e pregio, 1 motociclo, nella disponibilit\u00e0 diretta e indiretta o comunque riconducibili ai proposti, per un valore complessivo di stima pari a 30 milioni di euro.<\/p>\n<p>Tra i beni sequestrati anche un tipico podere nobiliare, immerso nel verde della Toscana, composto da una casa colonica ed abbellito da una pregevole cappella sconsacrata che si ritiene possa coincidere con un\u2019antica rocca risalente al Medioevo. In base alle ricerche storiche, l\u2019immobile sarebbe appartenuto alla famiglia Chigi che su questa rocca fece erigere anche la chiesa ancora esistente dedicata a San Bartolomeo. La Chiesa, ad unica navata, risale al 1200.<\/p>\n<p>\u2013 Foto screenshot Guardia di Finanza \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSINA (ITALPRESS) \u2013 Beni per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro \u2013 tra questi anche un tipico podere nobiliare immerso nel verde della Toscana \u2013 sono stati sequestrati da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina \u2013 su decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":244669,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/gdf-messina.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244668"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=244668"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244668\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/244669"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=244668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=244668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=244668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}