{"id":244272,"date":"2025-06-30T15:09:25","date_gmt":"2025-06-30T13:09:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/06\/30\/icons-gli-scatti-di-elliott-erwitt-in-mostra-a-palazzo-bonaparte\/"},"modified":"2025-06-30T15:09:25","modified_gmt":"2025-06-30T13:09:25","slug":"icons-gli-scatti-di-elliott-erwitt-in-mostra-a-palazzo-bonaparte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/06\/30\/icons-gli-scatti-di-elliott-erwitt-in-mostra-a-palazzo-bonaparte\/","title":{"rendered":"\u201cIcons\u201d, gli scatti di Elliott Erwitt in mostra a Palazzo Bonaparte"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Fino al 21 settembre, Palazzo Bonaparte a Roma rende omaggio a uno dei maestri pi\u00f9 amati della fotografia del Novecento: Elliott Erwitt. La mostra &#8216;Icons&#8217; racconta attraverso oltre 80 scatti iconici la lunga e brillante carriera di un artista capace di cogliere l&#8217;anima del Novecento e di trasformare attimi ordinari in immagini indimenticabili, con uno sguardo profondamente umano ma sempre sorprendente. In mostra a Roma icone di un&#8217;epoca, di un modo di guardare il mondo con leggerezza e intelligenza. <br \/>&#8220;Icons&#8221; perch\u00e8 ogni scatto di Erwitt \u00e8 diventato un simbolo, della sua poetica e della nostra stessa memoria collettiva.<br \/>Erwitt non \u00e8 solo un fotografo: \u00e8 il cantore della commedia umana, l&#8217;infallibile testimone delle piccole e grandi assurdit\u00e0 della vita, che sa raccontare con un&#8217;ironia disarmante, una poesia sottile e una grazia senza tempo. Le sue immagini riescono a essere al tempo stesso leggere e profonde, intime e universali. Sono scatti che fanno sorridere, riflettere, emozionare.<br \/>Elliott Erwitt \u00e8 stato &#8211; ed \u00e8 &#8211; un protagonista assoluto della cultura visiva del nostro tempo. Le sue immagini, i suoi libri, i reportage, le illustrazioni e le campagne pubblicitarie hanno attraversato i decenni, apparendo su testate internazionali e influenzando generazioni di fotografi e artisti. Questa mostra \u00e8 un viaggio attraverso la sua opera e insieme un invito a guardare il mondo con occhi nuovi: con leggerezza, con empatia, con meraviglia. <br \/>Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum &#8211; fondata tra gli altri da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa &#8211; Erwitt ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sessant&#8217;anni di storia e di civilt\u00e0 contemporanea, cogliendo gli aspetti pi\u00f9 drammatici ma anche quelli pi\u00f9 divertenti della vita che \u00e8 passata di fronte al suo obiettivo.<br \/>&#8216;Nei momenti pi\u00f9 tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso pu\u00f2 cambiare l&#8217;aspetto delle cose, il tuo stato d&#8217;animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l&#8217;istante, \u00e8 molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal null\u00e0. Con queste parole Erwitt sintetizza lo spirito e la poetica con cui filtra la realt\u00e0, la rappresenta con la sua maestria, cogliendone gli aspetti a volte giocosi, a volte irriverenti o quasi surreali, che ne fanno un maestro indiscusso della commedia umana.<br \/>Curata da Biba Giacchetti, una delle massime conoscitrici di Erwitt a livello internazionale, con l&#8217;assistenza tecnica di Gabriele Accornero, Elliott Erwitt. Icons \u00e8 uno spaccato della storia e del costume, un percorso sintetico e completo della sua genialit\u00e0, del suo sguardo sul mondo, dai suoi cani antropomorfi ai potenti della terra, dalle grandi star del cinema, una su tutte Marilyn, ai suoi bambini. Ma \u00e8 anche un omaggio all&#8217;uomo che, con uno sguardo gentile e disincantato, ha saputo raccontare il mondo per quello che \u00e8: tragicomico, tenero, assurdo, irripetibile.<br \/>La mostra Elliott Erwitt. Icons, \u00e8 prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con Orion57 e Bridgeconsultingpro. Main partner della mostra la Fondazione Terzo Pilastro &#8211; Internazionale con Fondazione Cultura e Arte e Poema.<br \/>Afferma Iole Siena, Presidente di Arthemisia: &#8216;Accogliere le fotografie di Elliott Erwitt a Palazzo Bonaparte, il luogo delle pi\u00f9 grandi mostre a Roma e in Italia, \u00e8 per noi non solo un onore, ma anche una grande emozione. Le sue immagini &#8211; ironiche, eleganti, a volte pungenti, sempre profondamente umane &#8211; ci ricordano che lo straordinario si nasconde nell&#8217;ordinario, e che la bellezza pu\u00f2 essere anche un sorriso lieve, colto al volo prima che svanisca. Erwitt &#8211; spiega &#8211; non ha mai alzato la voce, eppure ha detto moltissimo. Con il suo sguardo gentile e arguto ha raccontato il mondo per come \u00e8, senza mai forzarlo. Ha fotografato presidenti e passanti, cani e bambini, amanti e solitudini, sempre con lo stesso rispetto, con la stessa curiosit\u00e0. In queste sale romane, dove la storia si affaccia su Piazza Venezia, la sua fotografia trova uno spazio naturale: perch\u00e8 anche qui convivono il rigore e la sorpresa, la memoria e il gioco, l&#8217;istante e l&#8217;eternit\u00e0. Il nostro augurio \u00e8 che Erwitt e questa mostra vi facciano sorridere, riflettere, e magari anche commuover\u00e8.<br \/>&#8216;Sono molto lieta che la solida partnership tra Arthemisia e la Fondazione Terzo Pilastro prosegua, nel periodo estivo, con la grande mostra dedicata ad Elliott Erwitt, uno dei fotografi del Novecento pi\u00f9 amati dal pubblico in tutto il mondo. In primo luogo, perch\u00e8 &#8211; come insegna il mio illustre predecessore, il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, che ha promosso in passato svariate mostre fotografiche di successo &#8211; ormai dalla fine del secolo scorso la fotografia \u00e8 a tutti gli effetti considerata una forma d&#8217;arte autonoma, che non imita la pittura o la scultura ma indaga la realt\u00e0 e i temi della bellezza, del dolore, della vita attraverso un linguaggio proprio e altrettanto autorevole &#8211; commenta Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilatro &#8211; Internazionale -. In secondo luogo, perch\u00e8 la fotografia di Erwitt rappresenta un unicum nel panorama internazionale: con un approccio tra il neorealismo e il minimalismo, l&#8217;uso prevalente del bianco e nero, un intuito e una sensibilit\u00e0 fuori dal comune e una tecnica sopraffina (egli ha lavorato quasi sempre con macchine 35mm, come la Leica M3, che gli hanno permesso di catturare momenti autentici e senza pose), Elliott Erwitt ha saputo lasciare una propria, peculiare visione del mondo, cogliendone l&#8217;ironia, come nella bellissima serie dedicata ai cani, ma anche le fragilit\u00e0, le imperfezioni, lo stupore e le verit\u00e0 sottese, come nel caso dei ritratti dei personaggi famosi o della variegata serie delle immagini urbane. Degna di nota, poi, \u00e8 la sezione dei &#8220;Self-Portrait&#8221;: scatti a tratti giocosi, burleschi, privi di qualsiasi autocompiacimento, attraverso cui l&#8217;artista gioca con la sua identit\u00e0 di fotoreporter, osservando il mondo con candido disincanto. Si tratta dunque, per concludere, di una mostra che indaga, attraverso la forza delle immagini, i grandi temi della vita: un&#8217;impresa che richiede una sensibilit\u00e0 e una capacit\u00e0 narrativa fuori dal comune, due doti che indubbiamente Erwitt possedev\u00e0.<br \/>Nel percorso espositivo si incontrano i famosi ritratti di Marilyn Monroe, di Che Guevara, di Kerouac, di Marlene Dietrich, Fidel Castro, Sophia Loren, Arnold Schwarzenegger e fotografie che hanno fatto la storia, come il diverbio tra Nixon e Krusciov, il funerale di Kennedy, il grande match tra Frazier e Al\u00ec, cos\u00ec come le icone pi\u00f9 amate dal pubblico per la loro forza romantica, come il California Kiss, o quelle pi\u00f9 intime e private, come lo scatto della sua primogenita neonata, osservata sul letto dalla mamma.<br \/>Su tutte, Erwitt posa uno sguardo incisivo e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge non soltanto l&#8217;ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessit\u00e0.<br \/>Con lo stesso atteggiamento, d&#8217;altra parte, Erwitt riserva la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto, portando all&#8217;estremo la qualit\u00e0 democratica che \u00e8 tipica del suo mezzo. Il suo immaginario \u00e8 infatti popolato in prevalenza da persone comuni, uomini e donne, colte nel mezzo della normalit\u00e0 delle loro vite.<br \/>Dai ritratti di personaggi famosi alle immagini pi\u00f9 ironiche e talvolta irriverenti, si passa ad alcuni autoritratti dove Erwitt non lascia pi\u00f9 niente al caso o all&#8217;intuizione, ma costruisce un altro da s\u00e8, dove l&#8217;eccentricit\u00e0 fine a se stessa \u00e8 metafora e puro divertimento surreale.<br \/>Una particolare attenzione poi \u00e8 destinata ai cani, di cui Erwitt apprezzava l&#8217;atteggiamento irriverente, libero e svincolato dalle comuni regole che condizionano gli esseri umani.<br \/>Moltissimi sono gli scatti &#8220;dal punto di vista dei cani&#8221;, lasciando comparire nelle sue composizioni solo le scarpe o una parte delle gambe dei loro padroni. Erwitt voleva che queste fotografie risultassero buffe e per questo metteva in atto ingegnose strategie, come suonare una trombetta o emettere una specie di latrato, per ottenere dagli animali una reazione il pi\u00f9 naturale possibile.<br \/>L&#8217;esposizione &#8211; visitabile fino al 21 settembre &#8211; segna, dopo il recente grande successo della retrospettiva di Edvard Munch, l&#8217;apertura della stagione espositiva estiva di Palazzo Bonaparte.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro &#8211; Internazionale a sinistra una delle opere in mostra, a destra Alessandra Taccone &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Fino al 21 settembre, Palazzo Bonaparte a Roma rende omaggio a uno dei maestri pi\u00f9 amati della fotografia del Novecento: Elliott Erwitt. 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