{"id":241454,"date":"2025-05-29T19:48:32","date_gmt":"2025-05-29T17:48:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/05\/29\/alla-gam-di-palermo-una-mostra-in-occasione-dei-120-anni-de-i-carusi\/"},"modified":"2025-05-29T19:48:32","modified_gmt":"2025-05-29T17:48:32","slug":"alla-gam-di-palermo-una-mostra-in-occasione-dei-120-anni-de-i-carusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/05\/29\/alla-gam-di-palermo-una-mostra-in-occasione-dei-120-anni-de-i-carusi\/","title":{"rendered":"Alla GAM di Palermo una mostra in occasione dei 120 anni de \u201cI Carusi\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 In occasione dei 120 anni dalla realizzazione de <em>I carusi<\/em>, capolavoro del pittore Onofrio Tomaselli (Bagheria, 1866 \u2013 Palermo, 1956), il\u00a0<strong>Comune di Palermo<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>GAM, Galleria d\u2019Arte Moderna Empedocle Restivo<\/strong>\u00a0\u2013 che conserva alcuni suoi dipinti \u2013 dedicano una mostra al celebre artista, valorizzandone la produzione verista e il contesto siciliano in cui si svilupp\u00f2 la sua opera.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>La mostra\u00a0<strong>\u201cOnofrio Tomaselli pittore nella Sicilia verista\u201d<\/strong>,\u00a0<strong>curata dalla storica dell\u2019arte Daniela Brignone<\/strong>, prodotta e organizzata dall\u2019Associazione I-design, potr\u00e0 essere visitata\u00a0<strong>dal 12 giugno al 6 settembre 2025<\/strong>. Civita Sicilia ne cura i servizi museali.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>L\u2019esposizione, realizzata grazie al contributo dell\u2019Assessorato regionale al Turismo e di Agos spa, rappresenta un\u2019occasione unica per una rilettura critica del percorso artistico di Tomaselli, approfondendo la sua figura all\u2019interno del sistema dell\u2019arte tra Otto e Novecento. Grazie a recenti ricerche, \u00e8 stato possibile aggiornare il catalogo delle sue opere, con nuove attribuzioni e contestualizzazioni che ne ampliano la portata artistica e storica.<\/p>\n<p>La mostra, che sar\u00e0 arricchita da un catalogo, pubblicato da 40due edizioni, presenta 56 tra opere, datate tra il 1860 e il 1945, e oggetti che ne ampliano la lettura, in parte provenienti da collezioni pubbliche. Tra queste, Mandorli in fiore, che appartiene alla collezione del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, recentemente rintracciata, e le opere veriste di Natale Attanasio, Antonino Gandolfo, Filippo Liardo, Luigi Di Giovanni, Antonino Leto, Alessandro Abate, concesse in prestito dal Museo Civico di Castello Ursino, dal Comune di Leonforte e dalla stessa GAM. Molte di queste, inedite, fanno parte di collezioni private. Ad arricchire l\u2019esposizione anche l\u2019opera Zolfatarello ferito, proveniente dalla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma, realizzata dal suo allievo pi\u00f9 noto, Renato Guttuso, autore anche della celebre La zolfara, un racconto-denuncia di uomini oppressi dal peso del duro lavoro e dello sfruttamento minorile. Un\u2019opera che, all\u2019interno della mostra, rappresenta l\u2019evoluzione nel tempo di questo tema sociale.<\/p>\n<p>A completamento della narrazione, nella sezione verista saranno esposti alcuni oggetti di propriet\u00e0 del Comune di Caltanissetta e del Museo etnografico interattivo della Miniera del Comune di Serradifalco, gi\u00e0 utilizzati dai minatori nell\u2019attivit\u00e0 mineraria (lampade, caschetti e maschere antigas, respiratori, contenitori per il pranzo e alcune fotografie di carusi), che rivestono un valore storico e documentario rilevante. Chiude il percorso espositivo l\u2019installazione interattiva di Fabio Tomaselli Paolizzo, erede dell\u2019artista e ricercatore di profilo internazionale presso istituzioni quali Universit\u00e0 della California e Occidental College Los Angeles, il cui lavoro pionieristico si colloca all\u2019intersezione tra Arte, Informatica e Scienze Cognitive. La sua opera, Sufru (zolfo), \u00e8 frutto di oltre vent\u2019anni di ricerca e collaborazioni con il suo progetto VIVO \u2013 un\u2019intelligenza artificiale dotata di autonomia creativa \u2013 e rappresenta una diretta espressione della sua continua indagine volta a esplorare nuove forme espressive e a stimolare riflessioni sulle sfide della societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>La curatela \u00e8 affiancata da un comitato scientifico, composto da Carola Arrivas Bajardi, Elio Adelfio Cardinale, Tiziana Crivello, Dora Favatella Lo Cascio, Rosario Lentini, Fabio Tomaselli Paolizzo, Sergio Ruffino, Alberto Samon\u00e0. Dopo l\u2019ultima grande retrospettiva a lui dedicata dalla citt\u00e0 natale di Bagheria nel 1987, Tomaselli era scivolato in un lungo oblio. Oggi, questa nuova mostra intende restituirgli il ruolo che gli spetta nella storia dell\u2019arte italiana, valorizzando il suo contributo nell\u2019evoluzione della pittura siciliana moderna ed evidenziando come la sua produzione rappresenti un punto d\u2019incontro tra istanze sociali e ricerca formale, tra radici locali e apertura ai linguaggi internazionali. Nei primi decenni del Novecento, l\u2019artista affianc\u00f2 alla sua attivit\u00e0 di paesaggista e ritrattista importanti commissioni ecclesiastiche a Palermo e in altre localit\u00e0 siciliane, realizzando cicli di affreschi che testimoniano la sua affermazione professionale.<\/p>\n<p>Nello stesso periodo, la sua ritrattistica femminile si evolve verso composizioni che accostano paesaggio e figura, con donne eteree e sognanti, influenzate dal gusto preraffaellita. Un esempio emblematico \u00e8 il ciclo decorativo di Palazzo Landolina di Torrebruna (1902-1903), tra i suoi capolavori pi\u00f9 noti. Parallelamente, fin dagli anni della formazione a Napoli e a Roma, Tomaselli sviluppa un linguaggio verista che trova la sua matrice nell\u2019osservazione della realt\u00e0 quotidiana, dura e spesso drammatica. Il culmine di questa ricerca \u00e8 l\u2019opera I carusi (1905), presentata all\u2019Esposizione Internazionale del Sempione a Milano nel 1906. Il dipinto, manifesto del verismo siciliano, raffigura con crudezza i giovani lavoratori delle zolfare, opponendo una forte denuncia sociale alla visione idealizzata dell\u2019industria, promossa dall\u2019esposizione milanese. Tomaselli seppe conciliare le richieste dell\u2019aristocrazia con una sincera attenzione verso le classi popolari, sviluppando un realismo complesso, capace di riflettere le profonde contraddizioni della Sicilia tra Ottocento e Novecento.<\/p>\n<p><em>\u201cCon grande entusiasmo<\/em> \u2013 afferma il Direttore della Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo Maria Francesca<strong> Martinez Tagliavia<\/strong> \u2013<em> il nostro Museo contribuisce con opere della propria collezione a questa pregevole mostra dedicata alla figura poliedrica di Onofrio Tomaselli e al movimento verista che presentaanche importanti opere provenienti da altre collezioni pubbliche e private, dando vita a un percorso espositivo di straordinaria ricchezza e valore.Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento all\u2019Associazione I-design e al comitato scientifico che ha curato con passione e rigore questo progetto espositivo, certa che sapr\u00e0 coinvolgere e affascinare i visitatori, regalando loro una prospettiva inedita e stimolante sulla Sicilia del XIX e del XX secolo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa mostra<\/em> \u2013 sottolinea la curatrice Daniela <strong>Brignone<\/strong> \u2013 <em>intende restituire centralit\u00e0 critica all\u2019opera di Onofrio Tomaselli, ricollocandola nel contesto del verismo italiano e del pi\u00f9 ampio sistema artistico tra Otto e Novecento. L\u2019aggiornamento del corpus e l\u2019analisi dei linguaggi adottati dall\u2019artista permettono di valorizzare una produzione pittorica che si muove tra istanze sociali e sperimentazione formale<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Tra le iniziative che arricchiscono la mostra, il progetto \u201cAngels with Dirty Faces\u201d al Museo Riso, con un video e alcune fotografie di Igor Grubic, noto artista croato, gi\u00e0 protagonista alla 58a Biennale di Venezia, che approfondisce il tema delle miniere, traendo ispirazione dalla storica protesta dei minatori di Kolubara (2000), evento cardine nella caduta del regime di Slobodan Milo\u00dcevic. Le immagini dei volti sporchi di fatica diventano metafora di un\u2019umanit\u00e0 oppressa ma resistente, in contrapposizione alle \u201cmani sporche\u201d del potere. L\u2019opera unisce impegno politico e ricerca estetica, offrendo una riflessione universale sul lavoro, la memoria e le lotte sociali, tra passato storico e attualit\u00e0.<\/p>\n<p>La presenza di Grubic in mostra connette idealmente le vicende balcaniche con il contesto siciliano, evidenziando come certi temi travalichino i confini geografici. Per approfondire la comprensione del Tomaselli e della produzione verista a cavallo tra Ottocento e Novecento, \u00e8 stata realizzata una rete nel territorio siciliano che connette i luoghi legati alla sua vita e al movimento verista. Sar\u00e0, cos\u00ec, possibile individuare i siti che hanno ispirato le sue opere, come il Cimitero dei Carusi a Caltanissetta, gli affreschi nelle chiese o le opere conservate nei musei di Villa Zito a Palermo e Guttuso a Bagheria, quest\u2019ultimo dedicato al celebre allievo. L\u2019esperienza si arricchisce, inoltre, della possibilit\u00e0 di partecipare alle visite guidate, a cura di Terradamare, alle muchate arabe di Palermo, cave sotterranee dove un tempo lavoravano i carusi.<\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa GAM \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 In occasione dei 120 anni dalla realizzazione de I carusi, capolavoro del pittore Onofrio Tomaselli (Bagheria, 1866 \u2013 Palermo, 1956), il\u00a0Comune di Palermo\u00a0e la\u00a0GAM, Galleria d\u2019Arte Moderna Empedocle Restivo\u00a0\u2013 che conserva alcuni suoi dipinti \u2013 dedicano una mostra al celebre artista, valorizzandone la produzione verista e il contesto siciliano in cui si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":241455,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Carusi.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/241454"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=241454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/241454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/241455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=241454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=241454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=241454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}