{"id":239595,"date":"2025-05-16T16:04:32","date_gmt":"2025-05-16T14:04:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/05\/16\/anci-sicilia-lallarme-di-amenta-179-comuni-su-391-rischiano-il-default\/"},"modified":"2025-05-16T16:04:32","modified_gmt":"2025-05-16T14:04:32","slug":"anci-sicilia-lallarme-di-amenta-179-comuni-su-391-rischiano-il-default","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/05\/16\/anci-sicilia-lallarme-di-amenta-179-comuni-su-391-rischiano-il-default\/","title":{"rendered":"Anci Sicilia, l\u2019allarme di Amenta \u201c179 comuni su 391 rischiano il default\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Rischio dissesto per la <strong>met\u00e0 dei Comuni siciliani e necessit\u00e0 di intensificare il dialogo con le istituzioni su pi\u00f9 livelli:<\/strong> Regione, ministero dell\u2019Economia e Corte dei conti. <strong>Questo il tema principale che emerge nell\u2019assemblea di Anci Sicilia, al San Paolo Palace Hotel, a Palermo.<\/strong> Tra i presenti, oltre al p<strong>residente regionale di Anci Paolo Amenta e al segretario Mario Albano nelle vesti di padroni di casa, il presidente nazionale di Anci Gaetano Manfredi, l\u2019assessore regionale alle Autonomie locali Andrea Messina, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il presidente regionale della Corte dei conti Salvatore Pilato<\/strong>.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>L\u2019assemblea \u00e8 stata un\u2019occasione per fare il punto su numerosi aspetti con i sindaci del territorio: vincoli finanziari, carenza di personale, servizi essenziali da garantire ai cittadini. Il tutto in uno scenario complesso, che vede 179 Comuni su 391 impossibilitati ad approvare i rispettivi bilanci nel rispetto delle tempistiche.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo dato \u00e8 il punto di partenza della riflessione di Amenta: \u201c<em>Tutto questo ci preoccupa: in pi\u00f9 solo 54 Comuni hanno approvato il consuntivo del 2024 e ve ne sono tantissimi che non hanno chiuso il bilancio consuntivo del 2023. Siamo la seconda regione in Europa dal punto di vista della povert\u00e0 e i Comuni sono l\u2019ultimo anello di una macchina che non funziona: il problema \u00e8 a monte, nelle strutture sovracomunali. Quando si declinano norme e si trasferiscono risorse i Comuni non riescono pi\u00f9 ad elaborare servizi per i cittadini. Paradossale \u00e8 poi il tema del Pnrr e del Fesr: molti enti locali hanno gi\u00e0 sviluppato cantieri per il Pnrr e non hanno ancora ricevuto i fondi, addirittura alcuni si sono indebitati con Cassa depositi e prestiti per non chiudere i cantieri. Il grido d\u2019allarme lo dobbiamo lanciare, questa situazione non possiamo risolverla da soli ma servono il contributo del ministero dell\u2019Economia e soprattutto della Regione, che ha competenze specifiche sul funzionamento degli enti locali. In Sicilia ci sono gi\u00e0 130 Comuni in pre dissesto e dissesto, ma quasi la met\u00e0 dei Comuni del territorio rischiano il dissesto: il presidente di Anci ha gi\u00e0 parlato con il ministero dell\u2019Economia definendolo il \u2018caso Sicilia\u2019, trasferendo questa problematica nei Comuni del centro e del nord; Schifani ha lanciato all\u2019Ars il messaggio di voler istituire un tavolo di lavoro per capire cosa sta accadendo ai Comuni\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Un altro problema sollevato dal presidente di <strong>Anci Sicilia<\/strong> riguarda il fatto che <em>\u201cnegli ultimi dieci anni registriamo il 40% in meno di personale nei Comuni siciliani e quelli che ci sono per gran parte arrivano dalla stabilizzazione di ex precari, con qualifiche molto basse. Lo scorso anno nel bilancio vi erano 50 milioni per la progettazione, oggi ne abbiamo solo 4: ci troviamo dunque ad affrontare una stagione cos\u00ec importante per i territori con carenza di personale e pochissimi fondi per la progettazione. Bisogna che finalmente si apra la stagione della verit\u00e0 e ai cittadini si raccontino le cose come stanno, non la favola del Pnrr in cui si dice di voler costruire qualcosa e poi non ci sono i soldi. Siamo pronti a sfidare l\u2019autonomia differenziata, parlando di Livelli essenziali delle prestazioni e dei fabbisogni dei Comuni siciliani: siamo per\u00f2 altrettanto pronti ad aprire una riflessione su quelle che sono le capacit\u00e0 fiscali nei nostri enti locali; c\u2019\u00e8 un tema socioeconomico davvero drammatico\u201d. Scettico poi il parere di Amenta sul ruolo delle province, la cui ricostituzione \u201crestituisce allo scenario siciliano un pezzettino di politica che \u00e8 un po\u2019 confusa: le difficolt\u00e0 vissute dai Comuni possono essere trasferiti nei consorzi e in questo senso il rapporto con la Regione dovrebbe migliorare, ma per le difficolt\u00e0 che ci sono nei territori ritengo pi\u00f9 opportuno che nelle province vada sviluppata l\u2019elezione di primo livello; per affrontare i dissesti e i problemi di infrastrutture e scuole c\u2019\u00e8 bisogno di legittimazione popolare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La Regione, sottolinea Messina, <em>\u201cha sempre accolto l\u2019allarme dei Comuni, in termini sia finanziari che di collaborazione e organizzazione: la nostra presenza \u00e8 dunque testimonianza della volont\u00e0 di stare vicino ai Comuni e mettere a disposizione le risorse in tempi pi\u00f9 celeri possibili. In questo senso abbiamo anticipato l\u2019erogazione di tutte e tre le rate del Fondo autonomie ad aprile per dare ai Comuni la possibilit\u00e0 di risolvere i problemi di liquidit\u00e0 ed evitargli di ricorrere alle anticipazioni di tassa, con ulteriori aggravi nei costi. Quello del default \u00e8 un problema soprattutto siciliano, ma nel 2024 c\u2019\u00e8 un\u2019inversione di tendenza rispetto a due anni prima: la media si \u00e8 leggermente abbassata, ma la problematica permane\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il dissesto, aggiunge l\u2019assessore, \u201c<em>\u00e8 dato spesso da una cattiva gestione o da un ritardo nel recupero dei crediti, nella riscossione o dell\u2019approvazione dei bilanci: in questi casi secondo me si dovrebbe amministrare in maniera pi\u00f9 intelligente e puntuale. Quando un Comune va in dissesto chi ne fa le spese \u00e8 soprattutto il cittadino, perch\u00e9 iniziano a diminuire i servizi: ci sono volte in cui la Regione interviene, dando una mano con l\u2019erogazione con una serie di servizi, ma stiamo cercando di invertire la tendenza e nel 2024 si \u00e8 visto, quello che serve \u00e8 la collaborazione delle amministrazioni locali. A tanti Comuni manca il personale, ma questo \u00e8 legato anche alle capacit\u00e0 di bilancio: le assunzioni diminuiscono se i parametri non sono efficaci. La Regione ha messo a disposizione risorse importanti, provenienti dai fondi del Po-Fesr e dai fondi territoriali: c\u2019\u00e8 un budget specifico per le spese di impianto e le assunzioni di professionisti\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Sulle difficolt\u00e0 legate al tema della finanza locale, spiega Manfredi, \u201c<em>un numero cos\u00ec alto di Comuni in dissesto e pre dissesto rappresenta una grande emergenza, con relative difficolt\u00e0 a erogare servizi fondamentali per i cittadini come scuola e trasporti. \u00c8 molto importante avviare un percorso che favorisca l\u2019equilibrio finanziario dei Comuni, lavorando su alcuni temi che hanno grande rilevanza a livello nazionale e in Sicilia trovano un\u2019emergenza particolare: riscossione, trasferimenti, personale; da parte nostra c\u2019\u00e8 grande impegno per aiutare i Comuni siciliani a ritrovare equilibrio. Quella del personale \u00e8 una questione particolarmente rilevante, per via della difficolt\u00e0 a trovare professionalit\u00e0 adeguate a fronteggiare i problemi emergenti. Per quanto riguarda le limitazioni alla spesa, abbiamo in piedi un tavolo di lavoro al ministero dell\u2019Economia: ci auguriamo per la prossima finanziaria di ottenere norme di maggiore flessibilit\u00e0 del Fondo per i crediti a lunga esigibilit\u00e0, che a livello nazionale ammonta a 6 miliardi di accantonamento\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Da Lagalla<\/strong> arriva il rilancio della proposta di \u201c<em>un patto ideale tra le grandi citt\u00e0 del sud Italia, che in questi tempi vivono e affrontano problemi comuni che vanno dal disagio giovanile alla necessit\u00e0 di incrementare i livelli di sicurezza. Questa sfida riguarda anche i prefetti, che ringrazio per il loro impegno e la collaborazione per il controllo della sicurezza nei territori: le sfide riguardano pure le infrastrutture, i servizi e l\u2019utilizzo dei fondi extracomunali. Palermo ha in pancia 825 milioni per investimenti, ma riuscire a procedere nel rispetto della tempistica e con la complessit\u00e0 dei passaggi tecnici e amministrativi necessari diventa davvero un percorso complesso per gli amministratori locali, nonostante l\u2019aiuto concreto del governo nazionale. Ecco perch\u00e9 affrontare questi problemi, facendo rete e con un confronto costruttivo con il governo, diventa un aspetto ineludibile e strategico\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il giudice <strong>Pilato<\/strong> si sofferma sull\u2019intesa vigente tra<strong> Corte dei conti e Anci,<\/strong> spiegando come \u201c<em>abbiamo svolto un monitoraggio finanziario molto attento sulle condizioni di fragilit\u00e0 degli enti locali e abbiamo sviluppato strategie che stanno producendo i primi risultati utili sul versante della prevenzione finanziaria, affinch\u00e9 i disequilibri emergenti dalle condizioni dei bilanci siano affrontati tempestivamente con misure di risanamento e di superamento del disavanzo. Laddove ci siano carenze strutturali la funzione del controllo deve arretrare il passo: qui entrano in gioco le riforme normative che da un po\u2019 di tempo abbiamo iniziato a sollecitare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Dura la sua presa di posizione contro il parlamento nazionale, impegnato <em>\u201csu binari di lavoro che purtroppo non comprendono le problematiche strutturali degli enti locali: quest\u2019assemblea pu\u00f2 dunque essere un punto di partenza per il rilancio delle attivit\u00e0 di riforma. Le cause di fragilit\u00e0 finanziaria discendono in prevalenza dalla disorganizzazione delle attivit\u00e0 di riscossione delle entrate: \u00e8 un problema grave, che abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato. \u00c8 necessario che vi sia attenzione sulle condizioni organizzative, in particolare per quanto riguarda la copertura della pianta organica, professionalit\u00e0 specifiche nei settori fondamentali e supporto normativo per agevolare il percorso di uscita dal disequilibrio finanziario. Molte volte i disavanzi provengono dalla gestione delle societ\u00e0 partecipate o in-house: \u00e8 un settore in cui la sezione controllo si sta impegnando moltissimo per verificare la congruit\u00e0 delle risorse e la qualit\u00e0 dei servizi. Su questo la collaborazione di Anci Sicilia non \u00e8 mancata e non mancher\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>-Foto xd8\/Italpress-<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Rischio dissesto per la met\u00e0 dei Comuni siciliani e necessit\u00e0 di intensificare il dialogo con le istituzioni su pi\u00f9 livelli: Regione, ministero dell\u2019Economia e Corte dei conti. Questo il tema principale che emerge nell\u2019assemblea di Anci Sicilia, al San Paolo Palace Hotel, a Palermo. 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