{"id":238477,"date":"2025-05-08T15:03:35","date_gmt":"2025-05-08T13:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/05\/08\/mafia-giustizia-e-il-caso-monreale-gli-studenti-a-confronto-col-procuratore-de-lucia\/"},"modified":"2025-05-08T15:03:35","modified_gmt":"2025-05-08T13:03:35","slug":"mafia-giustizia-e-il-caso-monreale-gli-studenti-a-confronto-col-procuratore-de-lucia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/05\/08\/mafia-giustizia-e-il-caso-monreale-gli-studenti-a-confronto-col-procuratore-de-lucia\/","title":{"rendered":"Mafia, giustizia e il caso Monreale, gli studenti a confronto col procuratore De Lucia"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>MAFIA, GIUSTIZIA E CASO MONREALE, STUDENTI \u201cINTERROGANO\u201d DE LUCIA<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Le azioni di contrasto alla mafia come punto di partenza per un dialogo a tutto tondo, che tocca la stretta attualit\u00e0 su temi di carattere sia politico sia di cronaca. Il <strong>procuratore capo<\/strong> di <strong>Palermo<\/strong>, <strong>Maurizio De Lucia<\/strong>, ha partecipato, al liceo scientifico Ernesto Basile, a un incontro con gli studenti di tre scuole del territorio: il liceo classico Giovanni Meli, il liceo linguistico Ninni Cassar\u00e0 e lo stesso liceo Basile.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>L\u2019incontro rappresenta una tappa delle diverse attivit\u00e0 realizzate dal Centro studi Paolo e Rita Borsellino nell\u2019ambito dei percorsi per l\u2019orientamento degli istituti scolastici coinvolti, realizzati nell\u2019ambito del progetto sperimentale Enterprise, promosso dalla Garante dei diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza del Comune di Palermo per favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza negli adolescenti e attivare processi partecipativi e cittadinanza attiva.<\/p>\n<p>L\u2019evento ha anche un valore simbolico, in quanto la sede scolastica ospitante \u00e8 stata realizzata proprio in una struttura confiscata alla mafia nel quartiere Brancaccio.<br \/>\nUn centinaio circa i ragazzi che hanno partecipato all\u2019incontro: molti di loro hanno rivolto domande a <strong>De Lucia<\/strong>, la cui riflessione non pu\u00f2 che partire dalle operazioni che dopo la cattura di Matteo Messina Denaro hanno frenato i tentativi di riorganizzazione di Cosa nostra sul territorio.<\/p>\n<p><em>\u201cMi piacerebbe operare in una citt\u00e0 in cui ci sono molti meno reati \u2013<\/em> sottolinea,<em> \u2013 Purtroppo Palermo \u00e8 una realt\u00e0 criminogena forte con un passato terribile, che ci riconduce alla presenza di una mafia che vive in questo territorio da 170 anni e ha sempre cambiato forma per gestire i propri affari. Non \u00e8 solo un fenomeno criminale, ma qualcosa di profondamente connesso al tessuto cittadino: non parlo di quello popolare, anche se \u00e8 da l\u00ec reclutano manovalanza, ma di quanti permettono di portare avanti i suoi interessi attraverso gente che propriamente mafiosa non \u00e8. \u00c8 vero che Cosa nostra appare pi\u00f9 debole rispetto a trent\u2019anni fa, ma non \u00e8 certamente sconfitta e ce lo dimostra l\u2019operazione di polizia che a febbraio ci ha permesso di decimare diversi mandamenti: adesso la mafia si sta riorganizzando partendo dalle basi, per recuperare una forza militare pari al periodo antecedente a quello dei corleonesi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Due, spiega il procuratore capo di Palermo, gli strumenti attraverso cui si cerca oggi di combattere Cosa nostra: <em>\u201cI racconti dei collaboratori di giustizia e le intercettazioni, che non sono solo telefoniche ma coinvolgono anche il dark web: le forme di comunicazione che usa oggi la mafia sono sofisticatissime, ben lontane dai pizzini che usavano in passato, e pure noi dobbiamo evolverci con strumenti investigativi altrettanto nuovi. Servono in particolare poliziotti esperti in materia di cyber crime e una maggiore attenzione a quello che succede all\u2019interno delle carceri, dove troppo spesso entrano oggetti. L\u2019attuale legislatura vuole limitare il ruolo delle intercettazioni, ma sappiamo bene che i loro contenuti vengono divulgati solo per scopi processuali e non per altro: oggi i nostri strumenti non sono solidi come quelli della mafia, pi\u00f9 la posta in gioco \u00e8 alta pi\u00f9 aumenta la necessit\u00e0 di adeguarci. Con le cosiddette persone perbene la mafia inizia a lavorare non con le minacce ma con le licenze, in modo che queste persone si ritrovino poi in condizione di debito\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Durissima la presa di posizione contro la riforma sulla separazione delle carriere: per <strong>De Lucia<\/strong> \u201c<em>i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge, ma la legge deve trattare tutti allo stesso modo. In un sistema dove le carriere sono separate il pubblico ministero non ha il potere di esercitare l\u2019azione penale, ma solo discrezionale e di conseguenza politico: \u00e8 la politica a dare presunti indirizzi su chi deve essere perseguito penalmente e chi no. In Italia dopo la seconda guerra mondiale si \u00e8 deciso di avere un pubblico ministero indipendente dal potere politico e inserito nell\u2019ordine giudiziario. Quella per cui andremo a votare non \u00e8 una riforma della giustizia, ma della magistratura: nessun potere in democrazia dipende solo da se stesso, quindi tra qualche anno presumo ci sar\u00e0 una seconda riforma per stabilire da chi dipender\u00e0 la magistratura requirente. Non pu\u00f2 essere un ministro a dire quali reati lasciare stare e quali perseguire, perch\u00e9 \u00e8 ovvio che l\u2019attenzione riguarder\u00e0 principalmente quelli che riguardano chi la pensa in modo politicamente diverso\u201c.<\/em><\/p>\n<p>Altro tema su cui risponde il procuratore capo di Palermo \u00e8 la vicenda di Monreale, sulla quale le indagini sono in pieno svolgimento: secondo <strong>De Lucia<\/strong><em> \u201cserve una riflessione pi\u00f9 profonda su cosa fare per migliorare lo sviluppo socioeconomico di certe zone della nostra citt\u00e0: a Palermo circolano troppe armi, alimentate da un mercato su cui c\u2019\u00e8 la mano della mafia, e finiscono in mano ai giovani. Il livello culturale in determinate zone \u00e8 molto basso e gli principali esempi arrivano dai social: c\u2019\u00e8 qualcosa che non va sul piano della formazione e del recupero del territorio. Serie tv come Il capo dei capi e Gomorra sono fatte bene, ma servono gli strumenti per capire che si tratta di narrazioni di una realt\u00e0 da <\/em><em>non emulare\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u2013 Foto xd8\/Italpress \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MAFIA, GIUSTIZIA E CASO MONREALE, STUDENTI \u201cINTERROGANO\u201d DE LUCIA PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Le azioni di contrasto alla mafia come punto di partenza per un dialogo a tutto tondo, che tocca la stretta attualit\u00e0 su temi di carattere sia politico sia di cronaca. 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