{"id":237376,"date":"2025-04-28T22:08:39","date_gmt":"2025-04-28T20:08:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/04\/28\/ramelli-meloni-ricucire-la-ferita-profonda-nella-coscienza-nazionale\/"},"modified":"2025-04-28T22:08:39","modified_gmt":"2025-04-28T20:08:39","slug":"ramelli-meloni-ricucire-la-ferita-profonda-nella-coscienza-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/04\/28\/ramelli-meloni-ricucire-la-ferita-profonda-nella-coscienza-nazionale\/","title":{"rendered":"Ramelli, Meloni \u201cRicucire la ferita profonda nella coscienza nazionale\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211;<em> &#8220;Ci tenevo moltissimo ad esserci in questo anniversario cos\u00ec importante. Siamo reduci da giorni intensi, nei quali la scomparsa del Santo Padre ci ha portato a riflettere su temi profondi: misericordia, perdono, pietas, provvidenza. Ed \u00e8 terribilmente difficile accostare questi valori alla vicenda di Sergio Ramelli. Cinquant&#8217;anni fa si spegneva la sua giovanissima vita: una morte tanto brutale quanto assurda e forse, proprio per questo, divenuta un simbolo per generazioni di militanti di destra di tutta Italia. Cinquant&#8217;anni dopo siamo chiamati ad interrogarci su quello che ancora oggi ci pu\u00f2 insegnare il suo sacrificio&#8221;.<\/em> Cos\u00ec il <strong>premier Giorgia Meloni<\/strong> in un videomessaggio all&#8217;evento <em>&#8220;Le idee hanno bisogno di coraggio&#8221;,<\/em> che si tiene a <strong>Milano in ricordo di Sergio Ramelli a 50 anni dal suo assassinio.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<em>&#8220;Sergio era una persona libera, ma essere liberi in quei tempi duri comportava un&#8217;enorme dose di coraggio, che spesso sfociava nell&#8217;incoscienza, addirittura. Sergio amava l&#8217;Italia pi\u00f9 di ogni altra cosa e aveva deciso di non tenerselo per s\u00e9, di dirlo al mondo, senza odio, arroganza o intolleranza<\/em> &#8211; aggiunge Meloni -. <em>La sua storia ce l&#8217;ha raccontata chi lo ha conosciuto, chi ha condiviso con lui la militanza politica, chi ha sperato e pregato per quei terribili quarantasette giorni di agonia che Sergio potesse risvegliarsi, chi ha pianto quel 29 aprile in cui si \u00e8 spento e nei giorni successivi quando persino celebrarne il funerale divenne un&#8217;impresa, chi ha ricercato incessantemente verit\u00e0 e giustizia, prima e durante il processo, chi in questi anni ha dedicato alla sua memoria una strada o un giardino e chi invece un libro, una canzone, un fumetto o uno spettacolo teatrale. E quella storia ce l&#8217;ha raccontata Anita, mamma Ramelli, che per quasi quarant&#8217;anni ha onorato il suo amato Sergio insegnando dignit\u00e0 e amore infinito&#8221;.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Oggi, dopo cinquant&#8217;anni, quella memoria, che per troppo tempo \u00e8 stata soltanto di una parte, inizia ad essere maggiormente condivisa, nel tentativo di ricucire una ferita profonda nella coscienza nazionale che deve accomunare in uno sforzo di verit\u00e0 e pacificazione tutte le vittime innocenti dell&#8217;odio e della violenza politica. Un mese e mezzo fa, nell&#8217;anniversario dell&#8217;aggressione, il Governo che mi onoro di guidare, in collaborazione con l&#8217;Istituto Poligrafico dello Stato e Poste Italiane, ha voluto dedicare un francobollo alla memoria di Sergio Ramelli. E&#8217; stato per noi molto pi\u00f9 che un gesto simbolico<\/em> &#8211; sottolinea il presidente del Consiglio -. <em>Significa affermare che la sua vicenda, la sua vita e la sua morte, sono un pezzo di storia d&#8217;Italia con cui tutti quanti, a destra e a sinistra, dobbiamo imparare a fare i conti. Significa ricordare che la libert\u00e0 non \u00e8 mai scontata. Ai nostri figli dobbiamo raccontare che c&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui per le proprie idee si poteva essere costretti a cambiare scuola, quartiere, citt\u00e0. Si poteva essere minacciati, insultati, aggrediti. Si poteva persino perdere la vita, uccisi da carnefici che nemmeno ti conoscevano, in una spirale di odio cieco e violenza che si \u00e8 trascinata per troppi anni. Dobbiamo raccontarlo, non soltanto per ricordare chi ha pagato il prezzo pi\u00f9 alto, ma per imparare a riconoscere subito i germi di quell&#8217;odio e di quella violenza, per neutralizzarli subito e impedire loro di generare nuove stagioni di dolore, perch\u00e8 insomma non accada mai pi\u00f9&#8221;.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Ancora oggi, a cinquant&#8217;anni dalla morte di Sergio Ramelli, c&#8217;\u00e8 una minoranza rumorosa che crede che l&#8217;odio, la sopraffazione e la violenza siano strumenti legittimi attraverso cui affermare le proprie idee. Ai ragazzi che oggi hanno l&#8217;et\u00e0 in cui Sergio mor\u00ec, che hanno spalancata davanti a s\u00e9 la strada della propria vita, che vogliono dedicarla a ci\u00f2 in cui credono, voglio dire: non fatevi ingannare da falsi profeti e da cattivi maestri. Coltivate la vostra libert\u00e0, non perdete il vostro sorriso, inseguite la bellezza, difendete le vostre idee con forza ma fatelo sempre e soprattutto con amore. Come faceva Sergio&#8221;,<\/em> conclude Meloni.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto IPA Agency &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Ci tenevo moltissimo ad esserci in questo anniversario cos\u00ec importante. Siamo reduci da giorni intensi, nei quali la scomparsa del Santo Padre ci ha portato a riflettere su temi profondi: misericordia, perdono, pietas, provvidenza. Ed \u00e8 terribilmente difficile accostare questi valori alla vicenda di Sergio Ramelli. 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