{"id":235736,"date":"2025-04-14T13:08:38","date_gmt":"2025-04-14T11:08:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/04\/14\/osservatorio-athora-italia-famiglie-tra-incertezze-e-pochi-risparmi\/"},"modified":"2025-04-14T13:08:38","modified_gmt":"2025-04-14T11:08:38","slug":"osservatorio-athora-italia-famiglie-tra-incertezze-e-pochi-risparmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/04\/14\/osservatorio-athora-italia-famiglie-tra-incertezze-e-pochi-risparmi\/","title":{"rendered":"Osservatorio Athora Italia, famiglie tra incertezze e pochi risparmi"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Gli italiani guardano al futuro con incertezza e insicurezza, tanto al Nord quanto al Sud. E il sentimento \u00e8 pi\u00f9 acceso nelle donne che negli uomini. Risparmiano poco e quel poco non lo investono (fino al 71% al Sud) con una marcata considerazione del risparmio come forma di tutela contro le spese impreviste, nel Sud e nelle Isole (55%) pi\u00f9 che altrove (47% al Nord e 45% al Centro).<br \/>E c&#8217;\u00e8 chi, soprattutto donne (59%) e abitanti del Centro Italia (58%), al futuro associa anche preoccupazione e paura. Gli over 55 sono i pi\u00f9 preoccupati per le tensioni internazionali tra Stati e i conflitti in corso (81%), la microcriminalit\u00e0 e la sicurezza (77%).<br \/>Sono i sentimenti degli italiani secondo le analisi di genere, et\u00e0 e area geografica della prima delle tre wave di ricerca previste dall&#8217;Osservatorio Look to the future di Athora Italia, realizzate in collaborazione con Nomisma, con le quali per tutto il 2025 la compagnia del ramo Vita continuer\u00e0 a interpellare gli italiani in tema di previdenza, soluzioni assicurative, risparmio e investimenti.<br \/>L&#8217;importanza del risparmio per le famiglie italiane risulta pressoch\u00e8 invariata rispetto al passato. Tuttavia nel Mezzogiorno aumenta la quota di chi riconosce al risparmio un&#8217;importanza maggiore di quella attribuita dai propri genitori (39% contro 34% del dato complessivo italiano). Rispetto alla generazione precedente, oggi risparmiare \u00e8 pi\u00f9 difficile soprattutto per gli abitanti del Centro Italia, con il 76% che la pensa cos\u00ec, contro il 64% del Nord e del Mezzogiorno.<br \/>E i pi\u00f9 giovani? Sono ancora i pi\u00f9 ottimisti: il 17% degli under 45 ritiene che la capacit\u00e0 di risparmio famigliare migliorer\u00e0 nei prossimi 2-3 anni, quota che scende intorno al 10% per chi ha pi\u00f9 di 45 anni. Inoltre, tra i pi\u00f9 giovani il risparmio \u00e8 visto come strumento di programmazione di spese importanti o economicamente consistenti in maniera pi\u00f9 netta che negli altri gruppi: ad affermarlo \u00e8 il 23% di chi ha meno di 44 anni, percentuale che supera di 8 punti i 45-54enni (15%) e di ben 13 punti i 55-70enni (10%).<br \/>Se gli uomini italiani vedono l&#8217;incertezza come emozione dominante (64%, vicino alla media nazionale del 66%), le donne si mostrano pi\u00f9 preoccupate degli uomini (59% contro 46%).<br \/>Uomini che invece trovano sia nel futuro della societ\u00e0 che in quello personale pi\u00f9 motivi di tranquillit\u00e0. Tuttavia, in merito alla preoccupazione, le maggiori differenze tra i due gruppi si concentrano su stabilit\u00e0 del Governo (53% donne, 37% uomini), cambiamento climatico (78% donne, 66% uomini), aumento dei prezzi (88% donne e 77% uomini) e microcriminalit\u00e0 e sicurezza (75% donne e 66% uomini).<br \/>Sul futuro personale le pi\u00f9 intimorite sono ancora una volta le donne, chi ha un&#8217;et\u00e0 compresa tra i 45 e i 54 anni e gli abitanti di Sud e Isole. A preoccupare le donne pi\u00f9 che gli uomini sono l&#8217;incapacit\u00e0 della pensione pubblica di sostenere le spese familiari (lo dichiara il 74% delle donne, contro il 62% degli uomini) e lo stato di salute personale e dei familiari (preoccupazione comune al 64% delle rispondenti di genere femminile, contro il 52% degli uomini).<br \/>Dove gli italiani ripongono pi\u00f9 fiducia? Gli uomini mostrano una maggiore fiducia rispetto alla capacit\u00e0 della pensione pubblica di rispondere &#8211; da sola &#8211; ai bisogni propri e della propria famiglia (24% vs 13% delle donne). Particolarmente sfiduciati nei confronti del sistema di previdenza pubblica i 45-54enni: solo il 13% crede che la previdenza pubblica possa rispondere pienamente alle esigenze future.<br \/>La pensione integrativa viene adottata per lo pi\u00f9 nel Nord Italia (29% contro il 24% del Centro e il 13% di Sud e Isole). I pi\u00f9 possibilisti sul fatto di accedere in futuro ad una simile soluzione sono il 27% degli under 55, contro il 13% di chi ha pi\u00f9 di 55 anni.<br \/>Come rilevato da Sergio Sorgi, sociologo e fondatore di Progetica, &#8220;Oggi si ha difficolt\u00e0 a decidere perch\u00e8 si \u00e8 schiacciati dall&#8217;incertezza, abbiamo bisogno di riconfigurare i linguaggi e costruire ponti per uscire da immobilismo e disattivazione&#8221;. Tesi che appare evidente anche quando gli italiani si esprimono sulla pensione. Le strategie di integrazione sono poco popolari nel Sud e nelle Isole: il 65% dei rispondenti meridionali dichiara di non essere interessato a sottoscrivere una pensione integrativa (contro il 54% del Nord e il 49% del Centro) e il 78% afferma di non voler fare investimenti finanziari per rendite future (contro il 67% del Nord e il 70% del Centro). Solo al Nord le pensioni integrative sono popolari, con il 29% dei rispondenti che dichiara di averne sottoscritta una.<br \/>Se \u00e8 vero che al Nord l&#8217;87% dichiara una situazione economica familiare almeno sufficiente, nel Mezzogiorno \u00e8 marcata la quota di insoddisfatti per l&#8217;economia familiare: il 27% reputa la propria condizione insufficiente o pessima. Il vero divario tra le diverse zone d&#8217;Italia si presenta in relazione alla capacit\u00e0 di sostenere spese impreviste: il 59% e il 42% dei residenti nel Nord Italia dichiara di riuscire ad affrontare senza difficolt\u00e0 spese impreviste rispettivamente di 800 euro e 1.500 euro: tali percentuali si riducono al 46% e al 22% al Centro e al 36% e al 20% al Sud e Isole (dove \u00e8 addirittura il 42% ad affermare di non essere in grado di sostenere una spesa imprevista di 1.500 euro).<br \/>In un contesto di incertezza e di educazione finanziaria gi\u00e0 frammentata, un italiano su quattro affronter\u00e0 la prossima scelta di investimento in modo autonomo, dato che sale al 31% riferito a Sud e Isole. Il 44% invece prenderebbe la decisione di come investire il proprio denaro a seguito di un confronto con il consulente bancario. Percentuale che sale al 51% tra i risparmiatori nel Nord Italia.<br \/>Dai dati dell&#8217;indagine emerge chiaramente il valore cruciale della consulenza finanziaria come strumento per orientarsi in decisioni di risparmio e investimento. Sebbene una parte significativa degli italiani si affidi al confronto con il consulente per gestire i propri investimenti, la tendenza a prendere decisioni in autonomia sottolinea una diffusa carenza di cultura finanziaria che permea trasversalmente le diverse fasce d&#8217;et\u00e0 della popolazione, il genere o la provenienza. Questa mancanza di alfabetizzazione finanziaria evidenzia la necessit\u00e0 di interventi educativi mirati a colmare questo divario conoscitivo e a promuovere una maggiore consapevolezza nella gestione dei risparmi delle famiglie italiane, al fine di affrontare con pi\u00f9 strumenti e sicurezza le sfide del futuro.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Athora Italia &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Gli italiani guardano al futuro con incertezza e insicurezza, tanto al Nord quanto al Sud. E il sentimento \u00e8 pi\u00f9 acceso nelle donne che negli uomini. 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