{"id":234109,"date":"2025-04-01T15:05:42","date_gmt":"2025-04-01T13:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/04\/01\/assistenza-domiciliare-integrata-salutequita-italia-in-chiaroscuro\/"},"modified":"2025-04-01T15:05:42","modified_gmt":"2025-04-01T13:05:42","slug":"assistenza-domiciliare-integrata-salutequita-italia-in-chiaroscuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/04\/01\/assistenza-domiciliare-integrata-salutequita-italia-in-chiaroscuro\/","title":{"rendered":"Assistenza domiciliare integrata, Salutequit\u00e0 \u201cItalia in chiaroscuro\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 2026 \u00e8 a un passo e il PNRR parla chiaro: si deve passare dal 4% circa di assistenza domiciliare integrata (ADI) per gli over 65 del 2023 ad almeno il 10% per raggiungere l&#8217;obiettivo fondamentale per l&#8217;evoluzione dell&#8217;assistenza del SSN della &#8220;casa come primo luogo di cura&#8221;.<br \/>La situazione dell&#8217;ADI, l&#8217;analisi delle criticit\u00e0 e le proposte operative per superare la situazione, rendendo questo tipo di assistenza, fondamentale soprattutto per l&#8217;evoluzione epidemiologica della popolazione e delle cronicit\u00e0, l&#8217;ha messa nero su bianco per la prima volta in modo analitico e organico Salutequit\u00e0, che ha curato un report, elaborato dopo la consultazione di un panel di esperti. Il report \u00e8 stato presentato e discusso in un evento a Roma a cui hanno partecipato i maggiori esperti e stakeholder del settore realizzato con il contributo non condizionato di Confindustria Dispositivi Medici.<br \/>La buona notizia \u00e8 che nel 2023 la maggior parte delle regioni risulta aver raggiunto l&#8217;incremento di numero di anziani assistiti a casa previsto dal PNRR: due regioni hanno raddoppiato l&#8217;obiettivo (oltre +200%) e sono Umbria e PA Trento; quattro invece non hanno raggiunto i propri obiettivi ovvero Sicilia (1%), Campania (62%), Sardegna (77%), Calabria (95%) (fonte Agenas &#8211; Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali &#8211; 2023).<br \/>Sulla presa in carico, rispettivamente degli over 65 e over 75 risultano pi\u00f9 prossimi all&#8217;obiettivo 2026: Molise (7,26% e 11,97%), Abruzzo (5,80% e 9,57%), Basilicata (4,98% e 8,51%), Toscana (4,70% e 7,55%) e Umbria (4,62% e 7,40%) che hanno fatto registrare la pi\u00f9 alta percentuale di anziani assistiti in ADI, viceversa, sono pi\u00f9 distanti, con tassi pi\u00f9 bassi di anziani riceventi cure domiciliari, Calabria (1,67% e 2,87%), Sardegna (2,15% e 3,60%), Puglia (2,49% e 4,16%), Valle d&#8217;Aosta (3,23% e 5,02%) e Campania (3,25% e 5,64%) (Fonte Italia longeva) Ma non mancano le cattive notizie.<br \/>L&#8217;intensit\u00e0 di cura, ovvero la quantit\u00e0 di assistenza, secondo il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) del Ministero della Salute, nel 2022, era ancora troppo contenuta: 6 regioni si collocavano al di sotto della soglia minima (Lombardia, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) per l&#8217;indicatore &#8211; intensit\u00e0 di cura CIA 1 e per quello di intensit\u00e0 di cura CIA 2 e CIA 3 erano 4 le regioni sotto la soglia minima (rispettivamente su CIA 2: PA Trento, FVG, Calabria e Sardegna e su CIA 3: Valle d&#8217;Aosta, PA Bolzano e Calabria).<br \/>CIA (coefficiente di intensit\u00e0 assistenziale) indica la frequenza con cui il paziente ha ricevuto cure domiciliari nel periodo di cura e i livelli 1, 2 e 3 sono riferiti alla bassa, media e alta complessit\u00e0 assistenziale.<br \/>Nel 2023, a fronte di un aumento del numero di persone assiste in ADI, in 14 regioni (dati Italia Longeva, Associazione nazionale per l&#8217;invecchiamento e la longevit\u00e0 attiva) il grado di attenzione all&#8217;intensit\u00e0 assistenziale \u00e8 basso e corrisponde per oltre il 50% a livelli compresi tra GdC 0, quando la data del primo e dell&#8217;ultimo accesso coincidono e quindi si tratta di un solo accesso e CIA Base (livello non assimilabile a quelli previsti dalla Commissione LEA); misura la numerosit\u00e0 dei PAI (Piani assistenziali individuali) con CIA compresi tra 0 e 0,13.), vale a dire visite di carattere episodico.<br \/>GdC sono le Giornate di Cura e indicano la durata della presa in carico.<br \/>In Lombardia e Calabria il 50% e oltre dell&#8217;erogazione di cure domiciliari si concentra in un unico accesso, cio\u00e8, data della prima e dell&#8217;ultima prestazione sono coincidenti.<br \/>Sulle ore di assistenza erogate a ciascun anziano over 65 non \u00e8 andata meglio: Crea Sanit\u00e0 (Centro per la ricerca economica applicata in sanit\u00e0 dell&#8217;Universit\u00e0 di Tor Vergata di Roma) osserva una diminuzione media annua del 2,6% tra il 2018 e il 2023, passando da 18 a circa 15,8 ore. L&#8217;offerta tra regioni \u00e8 stata eterogenea: la Calabria nel 2023 ha erogato in media oltre 56 ore a fronte di un numero di assistiti simile alla Basilicata, dove le ore si sono fermate a circa 38; anche tra Lombardia ed Emilia-Romagna, con una platea di over 65 simile, le ore di assistenza fornite sono state significativamente diverse, rispettivamente 10,9 e 15,0.<br \/>Anche il passaggio dall&#8217;ospedale alle cure a domicilio risulta insufficiente come mostrano le anticipazioni del Ministero della Salute sul rapporto SDO (Schede di dimissione ospedaliera): nel 2023 solo l&#8217;1% delle dimissioni ordinarie e lo 0,3% di dimissioni protette hanno avuto attivazione di ADI.<br \/>Si procede troppo lentamente sull&#8217;accreditamento e sul rispetto degli standard di qualit\u00e0 fissati dall&#8217;intesa Stato-Regioni del 2021, a partire dalla telemedicina da garantire nell&#8217;erogazione dell&#8217;ADI. Il recepimento delle Regioni \u00e8 andato al rallentatore: =12 mesi per Lombardia, Liguria, Umbria, Sicilia, Abruzzo, Veneto, Basilicata, Molise e Calabria; entro 18 mesi per Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e Piemonte; le altre a partire dal 2023.<br \/>A quattro anni dalla firma dell&#8217;Intesa per\u00f2 anche le deliberazioni regionali faticano a decollare, ostacolate dalla mancanza di pareri di funzionalit\u00e0 e verifiche sul campo.<br \/>Secondo gli homecare provider che hanno partecipato ad una ricognizione di Salutequit\u00e0, le procedure per l&#8217;accreditamento ADI risultano complesse e sono state completate in sole tre Regioni (Lazio, Sicilia e Campania).<br \/>Un quadro reso ancor pi\u00f9 complesso alla luce delle carenze di personale necessario per garantire le cure a casa. In particolare, preoccupa quella degli infermieri, che assicurano il 67% dell&#8217;ADI attuale: ad esempio quelli di famiglia e di comunit\u00e0 (IFeC) nel 2022 erano di appena 1.464 unit\u00e0, secondo la rilevazione del Ministero della Salute, appena il 7,6% del fabbisogno indicato nel DM 77 di 19.314. Anche ipotizzando un incremento del 25% nel numero di IFeC nei due anni successivi, la carenza sarebbe oggi di almeno 14.485 infermieri.<br \/>E ancora dai dati AIDOMUS-IT (studio realizzato dalla Federazione nazionale infermieri e dal CERSI, Centro di Eccellenza per la Ricerca e lo Sviluppo dell&#8217;Infermieristica, sull&#8217;Assistenza infermieristica domiciliare in Italia), meno di 1 ASL su 2 (40%) ha un assistente sociale in organico, solo 1 ASL su 2 (53,2%) ha assunto almeno un operatore sociosanitario (OSS), valore che scende di oltre 10 punti nel Sud Italia (41,7%). E per i medici palliativisti solo il 22% (37) delle borse di specializzazione \u00e8 stato assegnato a fronte dei 170 contratti banditi, e nei prossimi 5 anni ci saranno solo 195 specialisti in medicina e cure palliative.<br \/>&#8220;Il rischio che corriamo &#8211; dichiara Tonino Aceti, presidente di Salutequit\u00e0 &#8211; \u00e8 fare bella figura con l&#8217;Europa e al contrario una pessima figura con i pazienti perch\u00e8 stiamo puntando su un modello prestazionale che bada pi\u00f9 alla quantit\u00e0 delle persone che hanno un accesso sanitario a casa e non invece a una vera presa in carico al domicilio per chi ha bisogno di cure pi\u00f9 intense e continuative. Proprio sugli aspetti qualitativi andrebbero assegnati obiettivi specifici alle Regioni.<br \/>Non possiamo perdere la grande occasione del PNRR per produrre vero valore nel Servizio Sanitario Pubblico. Serve una capacit\u00e0 di monitoraggio e intervento centrale pi\u00f9 incisiva per garantire un&#8217;attuazione uniforme e tempestiva dell&#8217;Intesa Stato Regioni su accreditamento ADI. E&#8217; necessario superare la carenza di professionisti specializzati e assicurare l&#8217;uso della tecnologia, con l&#8217;adozione di strumenti digitali realmente accessibili. Infine, dobbiamo gi\u00e0 da ora attrezzarci per garantire un incremento strutturale del Fondo Sanitario Nazionale che vada oltre le risorse temporanee del PNRR, per evitare il collasso delle cure domiciliari&#8221;.<br \/>-foto Ipa Agency &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il 2026 \u00e8 a un passo e il PNRR parla chiaro: si deve passare dal 4% circa di assistenza domiciliare integrata (ADI) per gli over 65 del 2023 ad almeno il 10% per raggiungere l&#8217;obiettivo fondamentale per l&#8217;evoluzione dell&#8217;assistenza del SSN della &#8220;casa come primo luogo di cura&#8221;.La situazione dell&#8217;ADI, l&#8217;analisi delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":234110,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/20250401_0789.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234109"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234109"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234109\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/234110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234109"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234109"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234109"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}