{"id":232709,"date":"2025-03-21T12:05:43","date_gmt":"2025-03-21T11:05:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/03\/21\/la-desertificazione-commerciale-avanza-dal-2012-spariti-118-mila-negozi\/"},"modified":"2025-03-21T12:05:43","modified_gmt":"2025-03-21T11:05:43","slug":"la-desertificazione-commerciale-avanza-dal-2012-spariti-118-mila-negozi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/03\/21\/la-desertificazione-commerciale-avanza-dal-2012-spariti-118-mila-negozi\/","title":{"rendered":"La desertificazione commerciale avanza, dal 2012 spariti 118 mila negozi"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Tra il 2012 e il 2024, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attivit\u00e0 di commercio ambulante; in crescita le attivit\u00e0 di alloggio e ristorazione (+18.500). Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi, si registra una forte crescita di imprese straniere (+41,4%) mentre quelle a titolarit\u00e0 italiana segnano solo un +3,1%. E del totale della nuova occupazione straniera nell&#8217;intera economia (+397mila occupati negli ultimi 12 anni) il 39% si concentra nel commercio, nell&#8217;alloggio e nella ristorazione (+155mila); nei centri storici chiudono pi\u00f9 negozi che nelle periferie, sia al Centro-Nord che nel Mezzogiorno. Nei Comuni al centro dell&#8217;analisi sono spariti, negli ultimi 12 anni, quasi 31mila esercizi al dettaglio in sede fissa, riduzione che si accompagna a quella degli sportelli bancari che tra il 2015 e il 2023 sono passati da 8.026 a 5.173 (-35,5%). Tra i settori merceologici, nei centri storici si riducono le attivit\u00e0 tradizionali (carburanti -42,1%, libri e giocattoli &#8211; 36,5%, mobili e ferramenta -34,8%, abbigliamento -26%) e aumentano i servizi (farmacie +12,3%, computer e telefonia +10,5%) e le attivit\u00e0 di alloggio (+67,5%) al cui interno si registra un vero e proprio boom degli affitti brevi (+170%), dovuto alla forte accelerazione nell&#8217;ultimo anno, mentre gli alberghi tradizionali calano del 9,7%. Questi i principali risultati dell&#8217;analisi &#8220;Demografia d&#8217;impresa nelle citt\u00e0 italiane&#8221;, realizzata dall&#8217;Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentata oggi.<br \/>A livello territoriale, le regioni del Nord evidenziano le maggiori perdite di negozi al dettaglio, mentre al Centro-Sud si registra una maggiore tenuta: dei 122 comuni presi in esame dall&#8217;analisi, ai primi 5 posti si collocano Ancona (-34,7%), Gorizia (-34,2%), Pesaro (-32,4%), Varese (-31,7%) e Alessandria (-31,1%); nelle ultime 5 posizioni i Comuni che registrano la migliore tenuta sono Crotone (-6,9%), Frascati (-8,3%), Olbia (-8,6%), Andria (-10,3%), Palermo (-11,2%).<br \/>La desertificazione commerciale continua, dunque, a rappresentare un elemento di depauperamento economico e sociale dei centri urbani che, tenendo conto anche della contestuale riduzione del numero di sportelli bancari, rischia di trasformarsi in un vero e proprio declino delle citt\u00e0. E&#8217; un fenomeno che va contrastato con progetti di riqualificazione urbana per mantenere servizi, vivibilit\u00e0, sicurezza e attrattivit\u00e0 e in questa direzione va il progetto Cities di Confcommercio che ha elaborato le prime proposte locali per la rigenerazione delle citt\u00e0.<br \/>Nel complesso, i dati dell&#8217;analisi rendono sempre pi\u00f9 preoccupante il fenomeno della desertificazione commerciale delle nostre citt\u00e0, ma il commercio fisico resta vitale e produce comunque esternalit\u00e0 positive di cui le politiche pubbliche dovrebbero tener conto: vivibilit\u00e0 delle citt\u00e0, presidio contro il degrado, attrattivit\u00e0 turistica. E proprio in tema di politiche pubbliche, contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale \u00e8 uno degli obiettivi del progetto Cities di Confcommercio per migliorare i centri urbani e rafforzare le economie di prossimit\u00e0 promuovendo il ruolo del terziario di mercato nell&#8217;ambito di un nuovo modello di sviluppo urbano basato su sostenibilit\u00e0, comunit\u00e0 e identit\u00e0. Queste, in sintesi, le principali proposte di Cities elaborate dalle Associazioni territoriali di Confcommercio. <br \/>Rigenerazione dello spazio pubblico e dei quartieri: rafforzare il coinvolgimento delle economie di prossimit\u00e0 e delle loro rappresentanze nella rigenerazione degli spazi pubblici e delle aree degradate, attuata attraverso interventi di trasformazione fisica delle infrastrutture, di mitigazione dell&#8217;impatto del cambiamento climatico, di urbanistica tattica e di placemaking. In questi percorsi, la collaborazione strutturata tra istituzioni e associazioni pu\u00f2 generare ecosistemi di supporto per rendere tangibili i progressi e promuovere un&#8217;identit\u00e0 di quartiere pi\u00f9 forte.<br \/>Mobilit\u00e0 e logistica sostenibili per la citt\u00e0 della prossimit\u00e0: si propongono Piani Urbani della Mobilit\u00e0 e della Logistica (PUMS e PULS) che integrino trasporti, urbanistica ed economia locale. Piani caratterizzati da misure concrete che includono, tra le altre: piattaforme di smistamento merci con magazzini di prossimit\u00e0 urbana per ridurre il traffico e la congestione, sistemi di logistica a basso impatto ambientale (inclusi mezzi a zero emissioni e cargo bike) per ridurre l&#8217;inquinamento.<br \/>Patti locali per la riapertura dei negozi sfitti: si propone di attivare accordi tra Comuni, associazioni e proprietari per agevolare la definizione formale di canoni di locazione calmierati, in particolare nei quartieri e nei quadranti pi\u00f9 fragili e rendere accessibili gli immobili anche alle imprese nascenti o in difficolt\u00e0. Questi accordi possono anche contribuire alla riqualificazione dei luoghi, promuovono un uso pi\u00f9 efficiente del patrimonio immobiliare esistente e riducono i rischi per tutti gli attori in campo.<br \/>Gestione partecipata e collettiva delle citt\u00e0: occorre promuovere la citt\u00e0 come &#8220;bene comune&#8221;, quel modello di sviluppo urbano in cui la citt\u00e0 \u00e8 vista come un patrimonio collettivo da gestire in modo partecipativo, equo e sostenibile. Questo approccio considera lo spazio urbano, i servizi pubblici e le risorse della citt\u00e0 come beni comuni, cio\u00e8 accessibili a tutti, con imprenditori e cittadini attivi nella rivitalizzazione dei luoghi, nella creazione di servizi per la comunit\u00e0 e nella promozione di iniziative culturali e commerciali, per valorizzare il tessuto urbano e rafforzare la coesione sociale.<br \/>Politiche per il commercio locale pi\u00f9 efficaci grazie all&#8217;uso di tecnologie digitali: l&#8217;uso dei Big Data e dell&#8217;Urban Analytics pu\u00f2 guidare politiche pi\u00f9 efficaci per il commercio locale. Cities ha sviluppato e sperimentato sul campo, con il fondamentale contributo delle Associazioni territoriali, un applicativo di monitoraggio (web-dashboard basata su dati di telefonia mobile) che analizza i flussi pedonali e le dinamiche commerciali nelle vie del commercio dei centri urbani. Lo scambio di dati con Comuni e istituzioni e la collaborazione con istituti di ricerca e universit\u00e0 per la loro analisi pu\u00f2 contribuire alla programmazione degli eventi e delle campagne di marketing, al miglioramento dell&#8217;accessibilit\u00e0 dei luoghi e all&#8217;ottimizzazione degli interventi di arredo urbano.<br \/>&#8220;La desertificazione commerciale minaccia vivibilit\u00e0, sicurezza e coesione sociale delle nostre citt\u00e0 &#8211; sottolinea il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Occorre sostenere le attivit\u00e0 di vicinato e il nostro progetto Cities punta a riqualificare le economie urbane con il contributo di istituzioni e imprese. Senza commercio di vicinato, non c&#8217;\u00e8 comunit\u00e0&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Confcommercio &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Tra il 2012 e il 2024, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attivit\u00e0 di commercio ambulante; in crescita le attivit\u00e0 di alloggio e ristorazione (+18.500). 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