{"id":232590,"date":"2025-03-20T14:05:42","date_gmt":"2025-03-20T13:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/03\/20\/bce-la-crescita-delleurozona-frenata-dal-manifatturiero\/"},"modified":"2025-03-20T14:05:42","modified_gmt":"2025-03-20T13:05:42","slug":"bce-la-crescita-delleurozona-frenata-dal-manifatturiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/03\/20\/bce-la-crescita-delleurozona-frenata-dal-manifatturiero\/","title":{"rendered":"Bce \u201cLa crescita dell\u2019Eurozona frenata dal manifatturiero\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; <strong>L&#8217;economia dell&#8217;area dell&#8217;euro avrebbe registrato un&#8217;espansione modesta nel quarto trimestre del 2024<\/strong>. Nei primi due mesi del 2025 sono proseguiti molti degli andamenti osservati lo scorso anno. <strong>Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bollettino Economico.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl settore manifatturiero continua a frenare la crescita sebbene gli indicatori basati sulle indagini congiunturali segnalino un miglioramento. L&#8217;elevata incertezza, sia interna sia internazionale, limita gli investimenti e le sfide per la competitivit\u00e0 gravano sulle esportazioni.<strong> Al tempo stesso, il settore dei servizi mostra capacit\u00e0 di tenuta.<\/strong> Inoltre, la crescita dei redditi delle famiglie e il vigore del mercato del lavoro sostengono la graduale ripresa dei consumi, nonostante il clima di fiducia dei consumatori si confermi fragile e i tassi di risparmio elevati.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p><strong>A gennaio 2025 il tasso di disoccupazione si \u00e8 mantenuto sul minimo storico del 6,2 per cento<\/strong> e si stima che l&#8217;occupazione sia cresciuta dello 0,1 per cento nell&#8217;ultimo trimestre del 2024. La domanda di manodopera \u00e8 tuttavia diminuita e i risultati delle indagini recenti segnalano un incremento dell&#8217;occupazione moderato nei primi due mesi del 2025.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><em>&#8220;Livelli persistentemente elevati di incertezza sul piano geopolitico e delle politiche economiche e commerciali dovrebbero incidere negativamente sull&#8217;economia dell&#8217;area dell&#8217;euro, in particolare su investimenti ed esportazioni, rallentandone la prevista ripresa dopo una crescita lievemente inferiore alle attese alla fine del 2024<\/em> &#8211; sottolinea la Bce &#8211;<em>. Vi \u00e8 forte incertezza sulle politiche sia interne sia commerciali. Anche se lo scenario di base delle proiezioni include unicamente l&#8217;impatto dei nuovi dazi sugli scambi tra gli Stati Uniti e la Cina, si ipotizza che gli effetti negativi dell&#8217;incertezza in merito alla possibilit\u00e0 di ulteriori variazioni delle politiche commerciali a livello mondiale, specialmente nei confronti dell&#8217;Unione europea, pesino sulle esportazioni e sugli investimenti dell&#8217;area dell&#8217;euro. Ci\u00f2, unitamente alle persistenti sfide per la competitivit\u00e0, determinerebbe un ulteriore calo della quota di mercato delle esportazioni dell&#8217;area. Nonostante tali circostanze sfavorevoli, permangono i presupposti per un nuovo rafforzamento della crescita del PIL dell&#8217;area nell&#8217;orizzonte temporale di proiezione. L&#8217;aumento dei salari reali e dell&#8217;occupazione in un contesto caratterizzato da un mercato del lavoro vigoroso, seppur in via di indebolimento, sosterebbe una ripresa in cui i consumi continuano a fornire un contributo fondamentale alla crescita. La domanda interna sarebbe altres\u00ec sorretta dall&#8217;allentarsi delle condizioni di finanziamento, come suggeriscono le aspettative di mercato circa il profilo futuro dei tassi di interesse. Il mercato del lavoro continuerebbe a evidenziare una buona tenuta, con il tasso di disoccupazione che si collocherebbe in media al 6,3 per cento nel 2025 e scenderebbe lievemente al 6,2 per cento nel 2027. La produttivit\u00e0 accelererebbe nell&#8217;orizzonte temporale di proiezione, in un contesto in cui iniziano a venir meno alcuni dei fattori ciclici che hanno portato a una riduzione nel recente passato, bench\u00e8 permangano sfide strutturali&#8221;.<br \/>\n<\/em><br \/>\n&#8220;Si prevede che, complessivamente, il tasso di incremento medio annuo del PIL in termini <em>reali sia pari allo 0,9 per cento nel 2025, per poi salire all&#8217;1,2 nel 2026 e all&#8217;1,3 nel 2027. Rispetto alle proiezioni macroeconomiche per l&#8217;area dell&#8217;euro elaborate a dicembre 2024 dagli esperti dell&#8217;Eurosistema, le prospettive per la crescita del PIL sono state riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali sia per il 2025 sia per il 2026, mentre sono rimaste invariate per il 2027. L&#8217;indebolimento delle prospettive \u00e8 dovuto soprattutto a correzioni al ribasso dei dati relativi alle esportazioni e, in misura minore, agli investimenti, che riflettono l&#8217;impatto maggiore del previsto esercitato dall&#8217;incertezza, nonch\u00e8 l&#8217;aspettativa che le sfide in termini di competitivit\u00e0 saranno verosimilmente pi\u00f9 persistenti di quanto anticipato &#8211;<\/em> spiega la Bce<em> -. Le politiche strutturali e di bilancio accrescerebbero la produttivit\u00e0, la competitivit\u00e0 e la capacit\u00e0 di tenuta dell&#8217;economia. L&#8217;iniziativa della Commissione europea denominata Bussola per la competitivit\u00e0 fornisce un piano di azione concreto e le proposte in essa contenute andrebbero adottate prontamente. I governi dovrebbero assicurare la sostenibilit\u00e0 delle finanze pubbliche in linea con il quadro della governance economica dell&#8217;UE, nonch\u00e8 dare priorit\u00e0 alle riforme fondamentali e agli investimenti strategici volti a favorire la crescita&#8221;.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Prosegue il processo di disinflazione. L&#8217;andamento dell&#8217;inflazione ha continuato a riflettere sostanzialmente le aspettative degli esperti, e le proiezioni macroeconomiche per l&#8217;area dell&#8217;euro formulate a marzo 2025 dagli esperti della BCE sono strettamente in linea con le prospettive di inflazione precedenti&#8221;,<\/em> evidenzia la Bce.<\/p>\n<p>Attualmente gli esperti collocano l&#8217;inflazione complessiva, in media, al 2,3 per cento nel 2025, all&#8217;1,9 nel 2026 e al 2,0 nel 2027. La revisione al rialzo dell&#8217;inflazione complessiva per il 2025 riflette una pi\u00f9 vigorosa dinamica dei prezzi dei beni energetici. Per l&#8217;inflazione al netto della componente energetica e alimentare gli esperti anticipano una media del 2,2 per cento nel 2025, del 2,0 nel 2026 e dell&#8217;1,9 nel 2027.<\/p>\n<p>La maggior parte delle misure dell&#8217;inflazione di fondo suggerisce che l&#8217;inflazione si collocher\u00e0 stabilmente intorno all&#8217;obiettivo del 2 per cento a medio termine previsto dal Consiglio direttivo. L&#8217;inflazione interna rimane elevata, principalmente perch\u00e8 salari e prezzi in determinati settori si stanno ancora adeguando con considerevole ritardo al passato incremento dell&#8217;inflazione.<strong> La crescita delle retribuzioni \u00e8 in fase di moderazione, in linea con le attese, e i profitti ne stanno parzialmente attenuando l&#8217;impatto sull&#8217;inflazione.<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Foto IPA Agency &#8211;<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;economia dell&#8217;area dell&#8217;euro avrebbe registrato un&#8217;espansione modesta nel quarto trimestre del 2024. Nei primi due mesi del 2025 sono proseguiti molti degli andamenti osservati lo scorso anno. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bollettino Economico. 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