{"id":22881,"date":"2018-08-03T11:17:20","date_gmt":"2018-08-03T09:17:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=22881"},"modified":"2018-08-03T11:17:20","modified_gmt":"2018-08-03T09:17:20","slug":"operazione-hypnose-ecco-i-nomi-degli-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/08\/03\/operazione-hypnose-ecco-i-nomi-degli-indagati\/","title":{"rendered":"Operazione Hypnose. Ecco i nomi degli indagati"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Rapina aggravata in concorso mediante l\u2019ipnosi delle vittime.<\/strong> \u00c8 questo il reato di cui dovranno rispondere sei persone palermitane e bergamasche, le quali al momento sono finite in manette. Infatti, all&#8217;alba di oggi i Carabinieri del Comando provinciale messinese\u00a0hanno dato esecuzione nella provincia di Messina, Palermo e Bergamo ad un\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Emanuele Crescenti, a carico dei soggetti in questione (uno dei quali ancora attivamente ricercato).<\/span><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa attivit\u00e0 di indagine denominata \u201cHypnose\u201d, sviluppata sin dal gennaio 2018 dai Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica Rita Barbieri. Gli esiti delle indagini hanno consentito di documentare l\u2019operativit\u00e0 di un gruppo di presunti rapinatori con base nella citt\u00e0 di Palermo, che ha rapinato nell&#8217;arco di pochi mesi numerose vittime, perlopi\u00f9 anziane, individuate e derubate nei pressi di luoghi di culto o di ritrovo. Le vittime, dopo essere state avvicinate dagli indagati col pretesto di una finta compravendita di gioielli, percepivano un intenso \u201cprofumo\u201d che unito ad altre tecniche di manipolazione ipnotica attraverso le quali venivano indotte in stato confusionale, venendo cos\u00ec persuase a recarsi presso la propria abitazione o presso i propri istituti di credito al fine di procurarsi il denaro che consegnavano ai malfattori.<\/span><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Le indagini.<\/strong>\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Le indagini &#8211; sviluppate attraverso l\u2019acquisizione delle testimonianza delle vittime e delle persone informate sui fatti, l\u2019esame delle riprese di sistemi di videosorveglianza e dei di tabulati telefonici &#8211; hanno consentito di giungere all\u2019identificazione delle persone colpite dall\u2019odierno provvedimento cautelare. Sia per i numerosi episodi che per il modo di agire \u00e8 stato ritenuto configurare non una semplice truffa, ma il ben pi\u00f9 grave reato di rapina. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Il modus operandi.<\/strong> I rapinatori, che agivano sempre in tre per volta, interpretavano una sceneggiatura ormai consolidata. Uno ricopriva il ruolo di marinaio straniero intenzionato a vendere gioielli, un secondo complice che fingeva di essere interessato all\u2019acquisto ed il terzo infine quello di gioielliere in grado di valutare la merce e, talvolta intenzionato a sua volta a comprarla. La compravendita di gioielli era inscenata con lo scopo di coinvolgere la vittima. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">In particolare, la vittima veniva <\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">avvicinata dal primo soggetto, che si presentava come un marinaio straniero in transito che doveva vendere dei gioielli per i quali in caso di mancata vendita avrebbe dovuto pagare delle pesanti tasse doganali. Nel frattempo, sopraggiungeva un secondo soggetto che si intrometteva volutamente nella discussione chiedendo al marinaio di mostrargli i gioielli, precisando, per\u00f2, la necessit\u00e0 di procedere ad una valutazione della merce da parte di un esperto, ad esempio un gioielliere. Il finto acquirente, quindi, si allontanava temporaneamente e ritornava in compagnia di un altro complice che si presentava come gioielliere e valutava i preziosi. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Queste fasi, in genere, duravano anche fino a due ore, durante le quali la vittima e veniva fatta partecipe delle difficolt\u00e0 del marinaio che avrebbe potuto subire un grave danno economico dalla mancata vendita o da quelle dell\u2019ipotetico acquirente che non era in possesso di tutto il denaro necessario all\u2019acquisto inoltre le vittime venivano blandite attraverso continue gestualit\u00e0, abbracci, strette di mano al fine di creare un vincolo empatico. Inoltre in alcuni casi, attraverso questi contatti fisici, le vittime percepivano un profumo molto intenso, che provocava loro uno stato confusionale ed ipnotico. Al termine di queste lunghe manovre la volont\u00e0 delle vittime veniva limitata e soggiogata. Pertanto, ritenevano di dare un contributo per l\u2019acquisto dei gioielli ritenendo che consegnare il denaro fosse il giusto comportamento da tenere.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Le tecniche ipnotiche.<\/strong> La violenza posta in essere dagli indagati per compiere le rapine contestate \u00e8 consistita pertanto nel procurare uno stato di incapacit\u00e0 di volere e di agire nella vittima, propedeutica alla realizzazione dell\u2019azione predatoria. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire attraverso l&#8217;utilizzo di particolari sostanze, ma anche attraverso l&#8217;utilizzo di tecniche specifiche che provochino l&#8217;alterazione della normale capacit\u00e0 di comprensione della realt\u00e0 e, conseguentemente, della capacit\u00e0 di valutazione critica.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Tra queste, l\u2019induzione ipnotica \u00e8 caratterizzata da uno stato di trance, caratterizzato dallo spegnersi della coscienza razionale e delle facolt\u00e0 cognitive: l&#8217;ipnotizzato sembra essere in comunicazione soltanto con l&#8217;ipnotista, seguendone cos\u00ec in maniera acritica ed automatica le suggestioni. Anche dopo il termine della trance il soggetto pu\u00f2 essere in grado di compiere compiti che gli sono stati assegnati durante il periodo ipnotico senza neanche rendersene conto: lo stesso soggetto si stupisce spesso dell&#8217;azione che compie.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Va precisato che le persone offese dai reati investigati erano persone in pieno possesso delle proprie capacit\u00e0 di provvedere ai propri bisogni, di comprendere il significato delle proprie azioni e degli accadimenti del mondo esterno. Ciononostante tutte le vittime hanno evidenziato una singolare assenza di capacit\u00e0 critica accettando passivamente \u2013 secondo tutti i loro racconti autonomi tra loro eppure convergenti nel contenuto \u2013 le indicazioni e la richiesta di denaro anche per somme cospicue che gli sono state rivolte dai malfattori:\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">una vera e propria scissione dalla realt\u00e0 che non pu\u00f2 che essere ricondotta ad un\u2019azione che abbia provocato tale stato confusionale. Infatti,\u00a0nessuno dei soggetti passivi si \u00e8 posto minimamente il problema della corrispondenza al vero della vicenda narrata e della possibile falsit\u00e0 dei gioielli, elemento che appare davvero inusuale per vittime di diverse condizione sociale, et\u00e0 ed esperienza.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Le esigenze cautelari.<\/strong> Le indagini hanno svelato la concreta ed attuale pericolosit\u00e0 sociale degli indagati evincibile dalle modalit\u00e0 delle condotte e dalle concrete circostanze dei fatti, dalla frequenza degli episodi, nonch\u00e9 dalla personalit\u00e0 degli stessi soggetti coinvolti. Si tratta infatti di condotte che denotano una spiccata professionalit\u00e0, una forte capacit\u00e0 di adattamento alle diverse situazioni, affrontate con una particolare metodicit\u00e0 e spregiudicatezza da lasciar ipotizzare una vera e propria struttura organizzativa.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Gli indagati, verosimilmente, vivono di questi espedienti e sono talmente spregiudicati da tornare pi\u00f9 volte negli stessi luoghi, tanto che qualcuno \u00e8 stato rivisto da alcune vittime nei giorni successivi. Si tratta, del resto, di soggetti che, oltre ad essere gravati da numerosi precedenti, risultano deferiti in stato di libert\u00e0 in molte zone della Sicilia e d\u2019Italia e sono stati tratti in arresto in diverse occasioni per fatti similari. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Casi pi\u00f9 emblematici di rapine.<\/strong> Numerosi i reati ricostruiti tra cui se ne citano alcuni emblematici del modus operandi.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Un uomo settantenne di Barcellona Pozzo di Gotto, avvicinato in via Roma, \u00e8 stato posto in stato d\u2019incapacit\u00e0 di volere e di agire mediante suggestione ipnotica e comunque tramite tecniche comunicative verbali e di gestualit\u00e0 tali da persuadere e manipolare la sua volont\u00e0, sino a farsi consegnare la somma di 3 mila euro; in particolare, uno degli indagati, nel ruolo di marinaio straniero intenzionato a vendere gioielli,Giuseppe Immesi, nel ruolo di possibile acquirente e un terzo soggetto (nel frattempo deceduto), nel ruolo di gioielliere, inscenavano una compravendita di gioielli nella quale coinvolgevano per diverso tempo la persona offesa sia verbalmente sia tramite ripetuti contatti fisici, tra i quali continue strette di mano, l\u2019appoggiare pi\u00f9 volte una busta contenente denaro sulla pancia e sul petto della stessa e nell\u2019inserire nel taschino della sua camicia i finti gioielli. La vittima successivamente, ormai in stato confusionale, si recava presso la filiale della propria banca e, seguendo le istruzioni dei malviventi, prelevava la somma in contanti di 3 mila euro senza riferire al cassiere dell\u2019istituto che, conoscendolo personalmente glielo aveva chiesto, il motivo del consistente prelievo e poco dopo consegnava il denaro ad Immesi davanti la porta della chiesa di San Sebastiano ricevendo in cambio un anello rivelatosi privo di alcun valore. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Un altro episodio riguarda una donna 45enne, sempre di Barcellona Pozzo di Gotto, alla quale gli indagati, mediante suggestione ipnotica e tramite tecniche comunicative verbali e di gestualit\u00e0 tali da persuadere e manipolare la persona offesa, hanno sottratto la somma di 3 mila euro. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">In particolare, Giovanni Salafia, ricopriva il ruolo del marinaio straniero intenzionato a vendere gioielli, Michele Faija, il ruolo di interessato all\u2019acquisto e Matteo Li Causi, quello di gioielliere ed inscenavano la compravendita di gioielli nella quale coinvolgevano, anche tramite continui abbracci la persona offesa, che dopo aver percepito un intenso profumo, in stato confusionale, si recava presso la propria abitazione e prelevava in contanti la somma di 3 mila euro che poi consegnava a Michele Faija all\u2019interno della chiesa di San Sebastiano. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Gli arrestati.<\/strong> I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito 5 provvedimenti a carico dei sottonotati indagati:<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Giovanni Salafia, 27 enne, di Palermo;<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Michele Faija, 59enne, di Cinisi (PA);<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Gaetano Talamanca, 51enne, di Palermo;<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Matteo Li Causi, 49enne, della Provincia di Bergamo;<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Giuseppe Immesi, 68enne, di Palermo.<br \/>\nIl sesto indagato \u00e8 tutt&#8217;ora ricercato.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rapina aggravata in concorso mediante l\u2019ipnosi delle vittime. \u00c8 questo il reato di cui dovranno rispondere sei persone palermitane e bergamasche, le quali al momento sono finite in manette. 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