{"id":227117,"date":"2025-01-31T14:19:06","date_gmt":"2025-01-31T13:19:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=227117"},"modified":"2025-01-31T14:19:17","modified_gmt":"2025-01-31T13:19:17","slug":"cantieri-navali-fiom-cgil-chiede-il-rilancio-del-settore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/01\/31\/cantieri-navali-fiom-cgil-chiede-il-rilancio-del-settore\/","title":{"rendered":"Cantieri navali, Fiom Cgil chiede il rilancio del settore"},"content":{"rendered":"\n<p>Appalti selvaggi, bassi salari, intensit\u00e0 di lavoro, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza: \u00e8 il quadro del lavoro nelle principali imprese della navalmeccanica di Messina che emerge da un dossier della Fiom Cgil del territorio, di cui si \u00e8 discusso oggi nel corso di una partecipata assemblea con i lavoratori del comparto. <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Un settore che in questi anni ha subito una contrazione: poco meno di 15anni fa \u2013 dice il dossier del sindacato &#8211; l\u2019area intorno a Messina era ancora il principale polo dell\u2019industria nautica, seguito dalle province di Palermo e Trapani e si caratterizzava come polo della cantieristica da diporto, essendovi concentrato il 36% delle imprese nautiche del comparto.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOggi &#8211; ha detto <strong>Daniele David<\/strong>, segretario della Fiom di Messina, &#8211; rimangono solo piccole aziende legate alle commesse di enti pubblici, impoverite da un modello di sub fornitura e di manutenzione senza significative prospettive di crescita\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Le principali imprese della navalmeccanica della citt\u00e0 di Messina, emerge dallo studio, impegnano complessivamente (tra diretto e indotto) circa 400 addetti: il cantiere navale Intermarine Spa ha 70 operai diretti e circa 30 di indotto, i cantieri navali dello stretto hanno 42 dipendenti diretti e circa 120 operai di indotto, il cantiere navale Palumbo conta 30 operaidiretti e circa 100 unit\u00e0 come indotto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAppena 15 anni fa, il rapporto fra lavoratori diretti dipendenti dei cantieri navali e lavoratori in appalto era di uno ogni cinque. Oggi c\u2019\u00e8un lavoratore diretto, in media, ogni otto lavoratori degli appalti, in certi casi uno su dieci\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>La Fiom ritiene fondamentale il rilancio del comparto: <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDiversi studi &#8211; dice il dossier &#8211; ne hanno mostrato la capacit\u00e0 moltiplicativa occupazionale: 100 nuove unit\u00e0 di lavoro nel cluster marittimo attivano 176 unit\u00e0 di lavoro nell\u2019economia italiana e per ogni euro di valore aggiunto prodotto se ne attivano 2,5 nel restodell\u2019economia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cServono investimenti &#8211; ha sostenuto <strong>Francesco Foti<\/strong> &#8211; segretario generale della Fiom Cgil Sicilia &#8211; per il rilancio della cantieristica e la redistribuzione del lavoro nell\u2019area stessa. Oggi riscontriamo unapericolosa tendenza alla delocalizzazione in altri paesi delle attivit\u00e0 di costruzione e riparazione, che va fermata. Come il Gruppo Caronte che ha spostato in Turchia la costruzione di diverse navi per un investimento totale di 250 milioni di euro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sindacato chiede anche che \u201cvenga data dignit\u00e0 al lavoro\u201d. La Fiom di Messina nei mesi scorsi ha reso noto un clima di paura legato alle incertezze occupazionali e salariali che producono anche effetti negativi sulla sicurezza, come puntualmente denunciato dal sindacato agli enti preposti. <\/p>\n\n\n\n<p>La Fiom chiede alla Prefettura di istituire untavolo tecnico con l\u2019Autorit\u00e0 portuale di sistema dello Stretto, il Comune di Messina e la Regione Siciliana con i loro assessorati alle attivit\u00e0 produttive e le organizzazioni sindacali per affrontare le contraddizioni evidenziate nel dossier, che prende in esame la situazione specifica di ogni singolo cantiere, e attivare tutte le iniziative necessarie (investimenti, infrastrutture e trasparenza negli appalti) per il rilancio del settore a partire da un immediatointervento per il bacino in questo momento in concessione alla Palumbo Spa. <\/p>\n\n\n\n<p>Il sindacato chiede anche il coinvolgimento del mondo della ricerca scientifica, compresa l\u2019Universit\u00e0, per una strategia industriale che metta al centro del rilancio del settore la tutela ambientale e l\u2019innovazione tecnologica e ponga le basi per la ricostruzione di quel patto di cittadinanza \u201cche risulta oggi compromesso\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019avvio su nuove basi pubbliche di un vero Distretto Tecnologico della cantieristica navale potr\u00e0 favorire- conclude il documento &#8211; l\u2019evoluzione delle imprese, che devono investire realmente nel territorio, nella loro responsabilit\u00e0 sociale, nella qualit\u00e0 della produzione e nella tutela dei lavoratori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cConsideriamo il comparto della cantieristica navale \u2013 ha aggiunto il segretario generale della Cgil Messina, <strong>Pietro Patti<\/strong> \u2013 strategico per ilterritorio messinese e per questo chiediamo alle istituzioni di farsicarico del suo rilancio. Riteniamo che il tavolo tecnico che ilsindacato chiede pu\u00f2 rappresentare un importante momento di confronto edi proposte, per la tutela dei lavoratori e per lo sviluppo delsettore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appalti selvaggi, bassi salari, intensit\u00e0 di lavoro, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza: \u00e8 il quadro del lavoro nelle principali imprese della navalmeccanica di Messina che emerge da un dossier della Fiom Cgil del territorio, di cui si \u00e8 discusso oggi nel corso di una partecipata assemblea con i lavoratori del comparto. 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