{"id":226343,"date":"2025-01-24T18:45:39","date_gmt":"2025-01-24T17:45:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/01\/24\/sicilia-sempre-piu-riciclona-premiati-98-comuni-rifiuti-free\/"},"modified":"2025-01-24T18:45:39","modified_gmt":"2025-01-24T17:45:39","slug":"sicilia-sempre-piu-riciclona-premiati-98-comuni-rifiuti-free","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/01\/24\/sicilia-sempre-piu-riciclona-premiati-98-comuni-rifiuti-free\/","title":{"rendered":"Sicilia sempre pi\u00f9 \u201criciclona\u201d, premiati 98 Comuni Rifiuti Free"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Una Sicilia sempre pi\u00f9 \u201cRiciclona\u201d, che di anno in anno, grazie all\u2019impegno delle tante amministrazioni comunali e di milioni di cittadini siciliani, sta avviando un concreto cambiamento nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Lo dimostra il numero delle realt\u00e0 che, a fine 2023, hanno superato il 65% di raccolta differenziata: sono ben 303, cio\u00e8 quasi l\u201980% dei comuni siciliani. Cresce, inoltre, di anno in anno il numero dei Comuni Rifiuti Free, passati dai 33 del 2020 ai 98 del 2023, caratterizzati da una produzione di rifiuti indifferenziati inferiore ai 75 chili pro capite. Questi sono alcuni dei dati contenuti nel Dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2024, presentato oggi a Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, presso lo Spazio Mediterraneo, nell\u2019ambito della sesta edizione di Sicilia Munnizza Free, la campagna di Legambiente per liberare la Sicilia dai rifiuti e avviarla verso l\u2019economia circolare.<br \/>Nella classifica dei Comuni Ricicloni stilata da Legambiente Sicilia svettano quest\u2019anno Santa Cristina di Gela, Comune Rifiuti Free assoluto con 16,6 kg RI\/ab e il 90,5%, e Mirto, che con il 93,8% si conferma il Comune con la migliore percentuale di raccolta differenziata.<br \/>Cresce complessivamente la raccolta differenziata nella regione, che si attesta sopra il 55% (55,7% Dati Dipartimento Regionale Rifiuti \u2013 55,20% Dati Ispra), e diminuisce la produzione di rifiuti indifferenziati: poco meno di 950 mila tonnellate nel 2023, con un decremento del 47% rispetto al 2017.<br \/>In questa edizione del dossier, il focus \u00e8 dedicato in particolare ai Comuni siciliani che producono meno rifiuti indifferenziati e che riescono, pertanto, a sfuggire alla crisi delle discariche e a contenere i costi nella tariffa a carico dei cittadini.<br \/>Nella speciale classifica di Legambiente dei Comuni Rifiuti Free, quest\u2019anno conquistano il primato Santa Cristina Gela per i comuni sotto i 5000 abitanti, con una produzione di RI di 16 kg\/ab; San Giuseppe Jato per i comuni tra i 5000 e i 15000 abitanti, con una produzione di RI di 17,4 kg\/ab; e Mazara del Vallo per i comuni sopra i 15000 abitanti, con una produzione di RI di 49,8 kg\/ab.<br \/>Ancora nessun comune capoluogo di provincia figura quest\u2019anno tra i Comuni Rifiuti Free, con Ragusa che si conferma comunque il pi\u00f9 virtuoso per la percentuale di raccolta differenziata, raggiungendo il 70,8%.<br \/>Continuano, invece, a segnare il passo Palermo e Catania, rispettivamente al 16,5% e al 36%, che, con la loro produzione di rifiuti indifferenziati, rimangono i principali responsabili delle crisi delle discariche.<br \/>\u201cAssistiamo ormai da diversi anni a un incremento costante del numero dei Comuni Ricicloni e dei Comuni Rifiuti Free \u2013 dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia \u2013 che ci consentir\u00e0, nel giro dei prossimi anni, di liberarci finalmente dai rifiuti. Ma qualcuno vuole fermare questo percorso virtuoso, proponendo scelte che guardano al passato e che peseranno sulle tasche dei cittadini. E\u2019 velleitario proporre gli inceneritori come soluzione delle criticit\u00e0 nella gestione del ciclo dei rifiuti, ed \u00e8 falso sostenere che grazie agli inceneritori le nostre citt\u00e0 saranno pi\u00f9 pulite. Occorre invece sostenere l\u2019impegno dei tanti cittadini e comuni che in questi anni hanno abbracciato l\u2019economia circolare, migliorando e potenziando i servizi di raccolta e realizzando numerosi centri comunali di raccolta e centri del riuso per favorire la gestione di tutti quei rifiuti non serviti dal porta a porta (RAEE, legno, tessili, ecc.), riducendo cos\u00ec la produzione di rifiuti indifferenziati e gli abbandoni illegali. E\u2019 prioritario realizzare impianti realmente utili per superare le criticit\u00e0 della gestione dei rifiuti urbani, a partire dagli impianti di biodigestione anaerobica, ma anche quelli per il trattamento e la valorizzazione dei RAEE, del legno, dei prodotti assorbenti e dei tessili, impianti del tutto inesistenti. Purtroppo, mentre per realizzare inceneritori il presidente Schifani si \u00e8 fatto nominare commissario straordinario, ha distratto 800 milioni di euro dal FSC e intende bruciare anche i tempi, per gli impianti dedicati all\u2019economia circolare non \u00e8 previsto nulla di nuovo, e quelli finanziati dal PNRR rischiano di perdersi definitivamente tra i ritardi della burocrazia. Continuiamo a opporci a queste scelte industriali insostenibili, sia dal punto di vista ambientale sia economico, che ci allontanano dagli obiettivi europei sull\u2019economia circolare\u201d.<br \/>Presentati, in occasione di Comuni Ricicloni, i risultati di un questionario che Legambiente Sicilia ha inviato ai comuni siciliani, finalizzato ad approfondire i dati qualitativi e quantitativi sulla raccolta dei rifiuti urbani.<br \/>Degli 88 comuni (il 22,5% dei comuni siciliani) che hanno risposto al questionario, il 28% ha dichiarato di aver diminuito o mantenuto invariata, nell\u2019ultimo quinquennio, la TARI. Si tratta esclusivamente di Comuni Ricicloni. Il resto dei comuni intervistati ha invece aumentato la tariffa ai cittadini del proprio comune, la maggior parte dei quali (il 60%) applicando un incremento compreso entro il 10%. La media del costo della tariffa applicata \u00e8 di 330 euro.<br \/>L\u2019assenza di una rete impiantistica di prossimit\u00e0 \u00e8 il fattore che maggiormente incide sull\u2019impossibilit\u00e0 di abbassare la tariffa dei rifiuti. Solo il 60% dei comuni ha dichiarato di conferire i rifiuti secchi differenziabili (carta, vetro, plastica, metalli) in impianti di trattamento presenti entro 50 km dal proprio comune, mentre per conferire gli altri tipi di rifiuti \u2013 organico, tessili e RAEE \u2013 la percentuale dei comuni in cui \u00e8 presente un impianto entro 50 km scende addirittura al 48%.<br \/>Nel 2023 il CONAI ha riconosciuto ai Comuni Siciliani oltre 47 milioni di euro come corrispettivo dei rifiuti da imballaggi differenziati conferiti nelle piattaforme.<br \/>Solo il 54% dei Comuni dichiara comunque di avere una convenzione diretta con i Consorzi, mentre la restante parte ha ceduto la delega ai gestori del servizio e addirittura il 30% dei comuni non \u00e8 neanche al corrente dei corrispettivi maturati.<br \/>Non tutti i comuni, quindi, utilizzano direttamente i corrispettivi CONAI per abbassare la tariffa dei cittadini. Quelli che ne dispongono utilizzano i contributi per ridurre i costi della tariffa, (il 50% dei comuni), per le iniziative di comunicazione (il 13%) e per implementare il servizio di raccolta (il 13%).<br \/>Un altro aspetto critico riguarda gli investimenti per la comunicazione, la formazione e i servizi integrativi e innovativi a supporto della raccolta differenziata offerti ai cittadini. Il 30% dei comuni non prevede alcun investimento in campagne di comunicazione rivolte ai cittadini, mentre il 60% non svolge attivit\u00e0 di formazione per il personale coinvolto nelle varie fasi della gestione del servizio. Il 43% dei comuni dichiara di non avere centri di raccolta, e meno dell\u20191% dei comuni dispone di un centro del riuso sul proprio territorio.<br \/>Premiati i 98 comuni rifiuti che nel 2023 hanno una produzione di rifiuti indifferenziati inferiore ai 75 chili pro capite. Tra questi i vincitori assoluti che salgono sul podio sono Santa Cristina Gela, Longi e Sinagra per la categoria piccoli comuni (sotto i 5.000 abitanti), San Giuseppe Jato, Cinisi e Montelepre per i comuni tra 5000 e 15000 abitanti, Mazara del Vallo, Misilmeri e Pedara per la categoria sopra i 15000 abitanti.<br \/>Premiati per la prima volta i comuni costieri sottoposti alla varianza estiva con un significativo aggravio nella gestione del servizio di raccolta. I Comuni che salgono sul podio sono Cinisi, Motta d\u2019Affermo e Mazara del Vallo.<br \/>Durante la presentazione del dossier, oltre alla premiazione dei 98 Comuni Rifiuti Free, sono state consegnate delle menzioni speciali alle SRR di Trapani provincia SUD, Agrigento provincia OVEST, Palermo provincia OVEST, Messina provincia, SRR Catania Provincia SUD che hanno superato il 70% di RD.<br \/>Altre menzioni speciali sono state assegnate alle esperienze virtuose di economia circolare che tracciano la strada del cambiamento di paradigma che la Sicilia deve continuare a percorrere per stare al passo con gli standard europei di sostenibilit\u00e0 ambientale, sia dal punto di vista dei servizi per i cittadini che sul piano imprenditoriale e culturale. Quest\u2019anno le menzioni sono state consegnate all\u2019azienda agricola Val Paradiso dei fratelli Carlino, all\u2019azienda Sneark del settore calzature guidata dall\u2019agrigentino Lello Romano, alla siciliana con contaminazioni berlinesi Vanessa Alessi, con le sue creazioni dal design sostenibile, e a Messina Servizi Bene Comune, societ\u00e0 in house di servizi ambientali che si \u00e8 distinta non solo per puntare al fatidico 65%, ma anche per implementare l\u2019impiantistica.<br \/>\u2013 foto ufficio stampa Legambiente Sicilia \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Una Sicilia sempre pi\u00f9 \u201cRiciclona\u201d, che di anno in anno, grazie all\u2019impegno delle tante amministrazioni comunali e di milioni di cittadini siciliani, sta avviando un concreto cambiamento nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. 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