{"id":226218,"date":"2025-01-23T18:05:39","date_gmt":"2025-01-23T17:05:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/01\/23\/automotive-in-italia-meta-delle-aziende-non-prevede-nuovi-investimenti\/"},"modified":"2025-01-23T18:05:39","modified_gmt":"2025-01-23T17:05:39","slug":"automotive-in-italia-meta-delle-aziende-non-prevede-nuovi-investimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/01\/23\/automotive-in-italia-meta-delle-aziende-non-prevede-nuovi-investimenti\/","title":{"rendered":"Automotive, in Italia met\u00e0 delle aziende non prevede nuovi investimenti"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; In Italia quasi la met\u00e0 delle aziende automotive non prevede investimenti significativi in nuovi prodotti, e, tra chi investe, la maggioranza intende farlo nella mobilit\u00e0 elettrica, che si pone anche come l&#8217;unico comparto dell&#8217;industria con prospettive di crescita occupazionale. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi presentata oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy dall&#8217;Osservatorio TEA, l&#8217;osservatorio sulle trasformazioni dell&#8217;ecosistema automotive italiano, guidato dal Center for Automotive &amp; Mobility Innovation dell&#8217;Universit\u00e0 C\u00e0 Foscari Venezia (CAMI) e dal CNR-IRCrES, nell&#8217;ambito dell&#8217;evento &#8220;Mobilit\u00e0 elettrica e industria italiana: i risultati della survey 2024&#8221;.<br \/>La ricerca si basa sulle risposte a una survey condotta nel 2024 a cui hanno partecipato 397 delle oltre 2.100 imprese mappate dall&#8217;Osservatorio, rappresentative dell&#8217;ecosistema industriale automotive italiano. Dalle risposte emerge che il 48,1% delle aziende rimarr\u00e0 sostanzialmente fermo a livello di investimenti nel triennio 2024-2027, rinunciando a sviluppare nuovi prodotti in scia al clima di incertezza che si \u00e8 generato in Italia sulla transizione tecnologica dei trasporti. A livello numerico, le aziende che continueranno a investire lo faranno guardando pi\u00f9 alla mobilit\u00e0 elettrica (31% dei rispondenti) che alle motorizzazioni endotermiche (20,9%). <br \/>In termini di volumi di risorse, il 61,6% degli investimenti sar\u00e0 rivolto a componenti che non sono collegati al tipo di alimentazione del veicolo, rispecchiando la natura fortemente invariante del portafoglio prodotti e delle competenze della filiera. Il 17,9% degli investimenti si concentrer\u00e0 sullo sviluppo di componenti esclusivi per i veicoli elettrici, il 10,1% sui componenti peculiari per i veicoli endotermici, il 6,7% su ingegneria e design e solo il 3,8% sul software, che rappresenter\u00e0 invece uno dei principali terreni di sfida dei prossimi anni.<br \/>Le aziende di maggiori dimensioni e con una pi\u00f9 spiccata visione internazionale sono quelle che dimostrano la maggiore propensione all&#8217;innovazione, mentre le realt\u00e0 medio-piccole, situate in molti casi nel Mezzogiorno e fortemente dipendenti da pochi grandi committenti, faticano a mantenere il passo.<br \/>Guardando alla transizione tecnologica in atto, il 66% delle imprese prevede che nel periodo considerato l&#8217;elettrificazione non avr\u00e0 impatti sul portafoglio prodotti o non richieder\u00e0 in ogni caso particolari adeguamenti, il 26,6% si appresta ad adottare un percorso specifico di adattamento e il 7,4% ipotizza di agire radicalmente sul proprio portafoglio prodotti o di concentrarsi su altre attivit\u00e0 non collegate al settore automotive.<br \/>Accanto al tema dello sviluppo di prodotto, preoccupa la generalizzata carenza di investimenti anche sul versante dell&#8217;innovazione di processo: nonostante le politiche incentivanti esistenti, infatti, il 55,2% delle aziende non ha in programma investimenti di questo tipo.<br \/>Sotto il profilo occupazionale, l&#8217;analisi rileva che le imprese che investiranno nelle produzioni rivolte alla mobilit\u00e0 elettrica sono le uniche con outlook positivo, soprattutto per quanto riguarda le assunzioni nelle aree a maggior valore aggiunto, come ricerca e sviluppo (+5,6%) e sistemi informatici (+8%).<br \/>Cosa chiedono quindi le aziende per affrontare nel migliore dei modi la transizione e per preservare (o rilanciare) la propria competitivit\u00e0?<br \/>In cima alle preoccupazioni della filiera c&#8217;\u00e8 il nodo dei costi dell&#8217;energia, seguito dall&#8217;esigenza di un&#8217;accelerazione sull&#8217;adozione delle fonti rinnovabili, percepita come un elemento di competitivit\u00e0 rilevante per via delle certificazioni sull&#8217;impronta carbonica richieste ai fornitori di componenti. Inoltre, si invocano politiche per la diffusione dell&#8217;infrastruttura di ricarica, per facilitare assunzioni e formazione del personale e per stimolare la domanda di veicoli elettrici, agendo cos\u00ec indirettamente anche sulle economie di scala.<br \/>Si segnalano infine tra le priorit\u00e0 indicate dalla filiera le azioni orientate a favorire la realizzazione di nuovi impianti, il rientro in Italia di attivit\u00e0 produttive, la collaborazione tra soggetti diversi, gli accordi di innovazione per l&#8217;automotive e l&#8217;attrazione di nuovi investitori.<br \/>&#8220;La ricerca rende il quadro di una filiera estesa che non \u00e8 esposta in modo particolare all&#8217;elettrificazione del drivetrain -spiega il Direttore dell&#8217;Osservatorio TEA, Francesco Zirpoli &#8211; le crisi in atto sono da attribuire prevalentemente ad una diminuzione significativa e generalizzata delle commesse che riguarda prevalentemente i fornitori che hanno un alto volume d&#8217;affari con Stellantis. L&#8217;analisi identifica un numero molto significativo di imprese che presenta alte potenzialit\u00e0 di crescita nel prossimo triennio. Sono quelle che investono pi\u00f9 della media in innovazione e che dall&#8217;Italia sono cresciute verso l&#8217;estero&#8221;.<br \/>&#8220;Le risposte delle imprese alla survey hanno confermato i risultati dell&#8217;anno scorso, le imprese della filiera automotive estesa italiana investono maggiormente nei nuovi prodotti per l&#8217;elettrificazione del veicolo rispetto ai componenti per le motorizzazioni tradizionali e ci\u00f2 si traduce per queste imprese anche i migliori performance occupazionali&#8221;, sottolinea il Responsabile della survey e dell&#8217;analisi dati, Giuseppe Calabrese, &#8220;perdurano tuttavia le difficolt\u00e0 a trovare personale adeguato soprattutto per le posizioni pi\u00f9 qualificate come \u00e8 evidenziato dalla richiesta di politiche industriali. Inoltre, si segnala una carente relazione con le istituzioni finanziarie per favorire l&#8217;innovazione&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; In Italia quasi la met\u00e0 delle aziende automotive non prevede investimenti significativi in nuovi prodotti, e, tra chi investe, la maggioranza intende farlo nella mobilit\u00e0 elettrica, che si pone anche come l&#8217;unico comparto dell&#8217;industria con prospettive di crescita occupazionale. 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