{"id":221181,"date":"2024-12-05T15:05:42","date_gmt":"2024-12-05T14:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/12\/05\/lindustria-chimica-vale-67-miliardi-impegno-per-la-sostenibilita\/"},"modified":"2024-12-05T15:05:42","modified_gmt":"2024-12-05T14:05:42","slug":"lindustria-chimica-vale-67-miliardi-impegno-per-la-sostenibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/12\/05\/lindustria-chimica-vale-67-miliardi-impegno-per-la-sostenibilita\/","title":{"rendered":"L\u2019industria chimica vale 67 miliardi, impegno per la sostenibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Valore economico generato per 67,4 miliardi di euro, -50,3% di consumi energetici rispetto al 1990, 112.700 dipendenti, -70% di malattie professionali per milioni di ore lavorate rispetto al 2010. Sono sono alcuni dati che emergono dal Rapporto Responsible Care, programma mondiale volontario di promozione dello sviluppo sostenibile dell&#8217;Industria chimica, presentato stamane da Federchimica alla presenza, tra gli altri del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha definito il settore della chimica &#8220;strategico&#8221; per il Paese e ha ricordato che &#8220;se nel mondo c&#8217;\u00e8 un Paese con la capacit\u00e0 innata di combinare tradizione industriale, talento e innovazione tecnologica, questo \u00e8 proprio l&#8217;Italia. E ne dobbiamo essere sempre consapevoli ed orgogliosi&#8221;. Francesco Buzzella, Presidente Federchimica, ha ricordato che &#8220;da 30 anni con il Rapporto Responsible Care certifichiamo l&#8217;impegno delle imprese chimiche a favore dello sviluppo sostenibile: un valore che trasferiamo ai numerosissimi settori a valle e direttamente nei prodotti di consumo attraverso innovazioni di processo, di prodotto e nuove tecnologie, con risultati di assoluta eccellenza; \u00e8 tempo che questo primato ci venga riconosciuto, accreditandoci come Industria indispensabile per realizzare la transizione ecologica. Dai dati emerge chiaramente come sicurezza, salute e un elevato livello di benessere e salubrit\u00e0 sui luoghi di lavoro siano elementi distintivi del settore chimico. Un risultato che si deve anche all&#8217;impegno delle Parti sociali settoriali nella promozione della responsabilit\u00e0 sociale e del welfare contrattuale, che ha contribuito a realizzare un rapporto di lavoro moderno, flessibile e inclusivo, finalizzato a dare risposte alle esigenze dei lavoratori e dei loro familiari&#8221;, ha aggiunto. Nel 2023 l&#8217;industria chimica ha generato un valore della produzione pari a 67,4 millardi di euro. Di questi, il 91,4% (61,6 miliardi di euro) viene distribuito agli stakeholder, sotto forma di acquisti di beni e servizi, spese per il personale e imposte versate alla pubblica amministrazione. L&#8217;industria chimica contribuisce al bilancio pubblico e all&#8217;offerta di servizi ai cittadini, versando tributi per 0,9 miliardi di euro, ai quali si aggiunge quasi 1 miliardo di euro in imposte e oneri sociali connessi alle spese per il personale. Gli investimenti e i costi operativi destinati alla sostenibilit\u00e0 sociale ed ambientale delle imprese aderenti a Responsible Care rappresentano annualmente oltre il 2% del valore economico generato, per un ammontare complessivo di 763 milioni di euro, di cui 274 milioni in investimenti. Il settore vanta da anni una posizione di leadership nell&#8217;ambito della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: l&#8217;incidenza degli infortuni nel settore \u00e8 inferiore del 39% rispetto alla media manifatturiera. Dal 2010 il numero degli infortuni, a parit\u00e0 di ore lavorate, \u00e8 diminuito del 44% e mostra un ulteriore calo del 10% rispetto al 2019, anche grazie alla sensibilizzazione dei dipendenti verso atteggiamenti sicuri e responsabili: negli ultimi 13 anni il numero di ore di formazione per dipendente \u00e8 cresciuto del 23%. Anche l&#8217;innovazione introdotta grazie alle tecnologie digitali ha generato effetti positivi. Sul fronte ambientale, i risultati del rapporto si confermano eccellenti in particolare nella riduzione di gas serra: nel 2022 l&#8217;industria chimica in Italia ha emesso direttamente 11,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (scope 1), il 2,8% del totale del Paese (nel 1990 rappresentavano il 6,2%). Dal 1990 le emissioni della chimica sono diminuite del 64%, valore che pone l&#8217;industria chimica gi\u00e0 in linea con l&#8217;ambizioso obiettivo del Green Deal europeo al 2030 (-55%). Considerando le emissioni &#8211; dirette e indirette (scope 1 e scope 2) &#8211; negli ultimi 30 anni l&#8217;industria chimica ha ridotto i propri impatti sui cambiamenti climatici del 67%. L&#8217;industria chimica \u00e8 impegnata a perseguire un modello economico sempre pi\u00f9 circolare: il riciclo (45,5%) \u00e8 la prima modalit\u00e0 di destinazione dei rifiuti, in significativo aumento rispetto al 2015 (era il 23%). Il Rapporto sintetizza un processo virtuoso che certifica un impegno oneroso da parte delle imprese del settore e che va riconosciuto, anche alla luce delle sfide future. &#8220;Gli obiettivi del Green Deal, contestualizzati nello scenario geopolitico internazionale, ci spingono a considerare il tema della competitivit\u00e0 del sistema economico europeo e a trovare, al contempo, soluzioni globali alle sfide della transizione energetica, climatica ed ecologica&#8221;, ha spiegato Buzzella. Un compito tutt&#8217;altro che banale, come emerso anche recentemente dai lavori del COP 29, che richiede un approccio scientifico, pragmatico e non ideologico; un ambiente favorevole alla ricerca, allo sviluppo e all&#8217;innovazione; la capacit\u00e0 di attrarre capitali, investimenti e risorse umane di eccellenza; un quadro legislativo chiaro, certo e snello; un&#8217;amministrazione pubblica efficiente. &#8220;La Chimica \u00e8 indispensabile per un progresso compatibile con le nuove sfide ambientali e sociali. Serve per\u00f2 il supporto di tutti, in primo luogo di Governo e Istituzioni, che devono essere al nostro fianco in questo percorso. E&#8217; sicuramente fondamentale perseguire la transizione ecologica &#8211; ha concluso Buzzella &#8211; ma occorre considerare attentamente il rapporto tra benefici e costi, i tempi necessari di adeguamento e la salvaguardia della competitivit\u00e0 delle imprese europee, che, in definitiva, equivale a tutelare il nostro benessere e la nostra aspirazione al progresso&#8221;. Filippo Servalli, presidente Programma Responsible Care, Federchimica ha ricordato come questo &#8220;percorso che dura da 30 anni \u00e8 fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;esperienza della chimica italiana, racconta di come sui temi ambiente, persone, sicurezza e governance la chimica \u00e8 attenta e responsabile. Il settore della chiama si presenta in maniera forte e sui cui l&#8217;Italia deve puntare perch\u00e8 siamo competenti e abbiamo lavorato per essere efficienti, dare una redditivit\u00e0 e distribuendo un valore aggiunto ai nostri stakeholder perch\u00e8 la chimica vive di filiera che deve essere preservata&#8221;, ha concluso.<br \/>-foto xb1 Italpress &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Valore economico generato per 67,4 miliardi di euro, -50,3% di consumi energetici rispetto al 1990, 112.700 dipendenti, -70% di malattie professionali per milioni di ore lavorate rispetto al 2010. 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