{"id":218584,"date":"2024-11-16T01:05:36","date_gmt":"2024-11-16T00:05:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/11\/15\/lue-esce-dalla-stagnazione-ma-la-crescita-e-lenta\/"},"modified":"2024-11-16T14:10:53","modified_gmt":"2024-11-16T13:10:53","slug":"lue-esce-dalla-stagnazione-ma-la-crescita-e-lenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/11\/16\/lue-esce-dalla-stagnazione-ma-la-crescita-e-lenta\/","title":{"rendered":"L\u2019Ue esce dalla stagnazione, ma la crescita \u00e8 lenta"},"content":{"rendered":"<div>BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) &#8211; Dopo un lungo periodo di stagnazione, l&#8217;economia dell&#8217;Unione Europea torna lentamente a crescere mentre prosegue il processo di disinflazione. Le previsioni d&#8217;autunno della Commissione europea prospettano una crescita del PIL nel 2024 pari allo 0,9% nell&#8217;UE e allo 0,8% nella zona euro. L&#8217;attivit\u00e0 economica dovrebbe accelerare e raggiungere l&#8217;1,5% nell&#8217;UE e l&#8217;1,3% nella zona euro nel 2025, e salire ancora rispettivamente all&#8217;1,8% e all&#8217;1,6% nel 2026.<br \/>Nella zona euro ci si attende un&#8217;inflazione complessiva pi\u00f9 che dimezzata: dal 5,4% del 2023 passer\u00e0 al 2,4% nel 2024, per poi scendere pi\u00f9 gradualmente al 2,1% nel 2025 e all&#8217;1,9% nel 2026. Nell&#8217;UE si prospetta una disinflazione ancora pi\u00f9 pronunciata. L&#8217;inflazione complessiva, pari al 6,4% nel 2023, scender\u00e0 al 2,6% nel 2024, al 2,4% nel 2025 e al 2,0% nel 2026.<br \/>Dopo aver ripreso a crescere nel primo trimestre del 2024, nel secondo e terzo trimestre l&#8217;economia dell&#8217;UE ha continuato a espandersi a un ritmo costante, seppur contenuto.<br \/>&#8220;La crescita dell&#8217;occupazione e la ripresa dei salari reali &#8211; spiega la Commissione Ue &#8211; hanno avuto effetti positivi sul reddito netto, ma i consumi delle famiglie sono stati modesti: il costo della vita ancora alto e la maggiore incertezza causata dall&#8217;esposizione ripetuta a shock estremi, insieme agli incentivi finanziari al risparmio in un contesto di tassi di interesse elevati, hanno indotto le famiglie a risparmiare una quota crescente del loro reddito. Deludenti sono stati poi gli investimenti, che nella prima met\u00e0 del 2024 hanno registrato una contrazione profonda e generalizzata nella maggior parte degli Stati membri e delle categorie di attivit\u00e0&#8221;.<br \/>Le previsioni indicano che, sulla scorta dell&#8217;impegno di molti Stati membri per ridurre il rapporto debito\/PIL, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell&#8217;UE diminuir\u00e0 di circa 0,4 punti percentuali, arrivando al 3,1% del PIL nel 2024, e al 3,0% nel 2025, fino a raggiungere il 2,9% nel 2026 grazie all&#8217;andamento economico positivo. Nella zona euro \u00e8 attesa una diminuzione dal 3,0% nel 2024 al 2,9% nel 2025 e al 2,8% nel 2026.<br \/>Secondo le proiezioni, tuttavia, il rapporto debito\/PIL aggregato dell&#8217;UE aumenter\u00e0: dall&#8217;82,1% del 2023 passer\u00e0 all&#8217;83,4% nel 2026. L&#8217;aumento arriva dopo un calo di quasi 10 punti percentuali tra il 2020 e il 2023 e rispecchia gli effetti di disavanzi primari ancora elevati e dell&#8217;aumento della spesa per interessi, non pi\u00f9 compensati da una forte crescita del PIL nominale a fronte della minore inflazione. Nella zona euro si prospetta un aumento del debito pubblico dall&#8217;88,9% del PIL nel 2023 al 90% nel 2026.<br \/>&#8220;Dalle nostre previsioni di autunno si vede un&#8217;economia europea che dopo un 2023 molto difficile \u00e8 tornata a crescere ma a un ritmo modesto, molto moderato&#8221;, commenta il commissario europeo all&#8217;Economia, Paolo Gentiloni.<br \/>&#8220;Nel frattempo ci sono alcune buone notizie che vengono dal fatto che l&#8217;inflazione cala e quindi un recupero del potere d&#8217;acquisto delle famiglie \u00e8 in corso, e buone notizie sul fronte del lavoro. Dalla pandemia in avanti nell&#8217;Unione Europea si sono creati 8 milioni di nuovi posti di lavoro, e il livello di disoccupazione \u00e8 il pi\u00f9 basso di sempre &#8211; aggiunge -. Le incertezze per\u00f2 sono molto forti e derivano chiaramente dalle guerre e dalle tensioni internazionali, e anche dai rischi possibili di tensioni tariffarie e commerciali con i nostri partner americani. In questo quadro la situazione italiana \u00e8 nella media europea, con un livello di crescita pi\u00f9 o meno analogo a quello dell&#8217;Eurozona e con una chiara necessit\u00e0 di rafforzare questa crescita in particolare nei prossimi anni. Se devo dire un elemento su cui a mio avviso bisognerebbe soprattutto far leva per rafforzare la crescita nei prossimi anni sia il Pnrr&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) &#8211; Dopo un lungo periodo di stagnazione, l&#8217;economia dell&#8217;Unione Europea torna lentamente a crescere mentre prosegue il processo di disinflazione. Le previsioni d&#8217;autunno della Commissione europea prospettano una crescita del PIL nel 2024 pari allo 0,9% nell&#8217;UE e allo 0,8% nella zona euro. 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