{"id":218246,"date":"2024-11-13T16:05:42","date_gmt":"2024-11-13T15:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/11\/13\/italiani-sempre-piu-insonni-ma-il-riposo-e-cruciale-per-la-salute\/"},"modified":"2024-11-13T16:05:42","modified_gmt":"2024-11-13T15:05:42","slug":"italiani-sempre-piu-insonni-ma-il-riposo-e-cruciale-per-la-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/11\/13\/italiani-sempre-piu-insonni-ma-il-riposo-e-cruciale-per-la-salute\/","title":{"rendered":"Italiani sempre pi\u00f9 insonni, ma il riposo \u00e8 cruciale per la salute"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; In un mondo sempre pi\u00f9 frenetico e connesso, dove la vita quotidiana \u00e8 scandita dal ritmo incessante della tecnologia e delle incombenze scolastiche e professionali, sembra che il sonno stia diventando un lusso sempre pi\u00f9 difficile da &#8220;permettersi&#8221;. I giovani e gli adulti sono sempre pi\u00f9 colpiti dai disturbi del sonno e l&#8217;insonnia \u00e8 oggi uno dei principali ostacoli a una vita sana e produttiva: essa colpisce in modo episodico il 20% delle persone nel corso della vita, mentre in forma cronica il 6-7% della popolazione.<br \/>Per fare chiarezza su cause, sintomi e strategie per migliorare il sonno, il professor Piero Barbanti (nella foto), docente di Neurologia presso l&#8217;Universit\u00e0 IRCCS San Raffaele di Roma, ha condiviso la sua esperienza sull&#8217;insonnia &#8211; uno dei temi di salute di maggiore attualit\u00e0 &#8211; all&#8217;evento organizzato da ASSOSALUTE, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, intitolato: &#8220;Insonnia e stili di vita: quali impatti sulla salute?&#8221;.<br \/>Contrariamente a quanto si possa pensare, il Professor Barbanti chiarisce che &#8216;i disturbi del sonno e l&#8217;insonnia non sono necessariamente sinonimi. I disturbi del sonno sono, ad esempio, le parasonnie che includono il sonniloquio (parlare nel corso del sonno), il sonnambulismo o il disturbo comportamentale del sonno REM, disturbo durante il quale il soggetto vive il proprio sogno come se fosse il protagonista, muovendo energicamente tutto il proprio corpo&#8221;. L&#8217;insonnia, invece, spiega il Professore &#8220;vuol dire dormire male, non dormire poco&#8221;. Il paziente insonne si sveglia con la sensazione di non aver riposato, indipendentemente dalle ore dormite. Questo disturbo pu\u00f2 dunque interessare sia chi dorma poche ore, sia chi abbia riposato a lung\u00f2.<br \/>&#8220;Dormire bene&#8221;, prosegue Barbanti, &#8220;significa invece svegliarsi la mattina e sentirsi in forma. Si parla di insonnia cronica quando il soggetto abbia una cattiva qualit\u00e0 del sonno notturno per almeno tre volte a settimana, e da almeno tre mesi. Negli altri casi l&#8217;insonnia viene definita come episodica. La causa principale dell&#8217;insonnia \u00e8 in realt\u00e0 l&#8217;iperveglia (si parla in questo caso di insonnia psicofisiologica). Esistono per\u00f2 forme di insonnia dovute a malattie psichiatriche (ansia, depressione), a parasonnie, apnee notturne, malattie internistiche e farmaci o sostanze da abus\u00f2, puntualizza il Professore.<br \/>Tutti forziamo i nostri ritmi in rapporto alle esigenze ambientali, contrastando la nostra richiesta di riposo. &#8216;Il &#8216;social jet lag&#8217; \u00e8 la distanza esistente tra il momento in cui fisiologicamente il corpo ci chiede di dormire e quello in cui decidiamo di andare a letto&#8221;, rivela il Professore. <br \/>Inoltre, si assiste a una progressiva riduzione delle ore destinate al sonno da parte della popolazione italiana. &#8220;Le indagini epidemiologiche rivelano che una considerevole parte degli italiani adulti in et\u00e0 lavorativa dorme meno pi\u00f9 di 7 ore. I ragazzi, paradossalmente, sono quelli che patiscono di pi\u00f9: per una serie di motivi, durante il periodo scolastico gli adolescenti raramente dormono 8 ore a fronte di una necessit\u00e0 fisiologica in quella et\u00e0 di 9 &#8211; 10 ore a nott\u00e8.<br \/>E, proprio i giovani sono pi\u00f9 a rischio. Secondo Barbanti, se si considera la qualit\u00e0\/durata del loro sonno, si pu\u00f2 parlare di questa fascia di et\u00e0 come la &#8220;generazione zombie&#8221; per tre motivi: &#8220;il primo&#8221;, illustra Barbanti, &#8220;riguarda gli orari scolastici poco consoni ai ritmi fisiologici. La giornata scolastica inizia troppo presto e dura troppo, anche a causa di una inspiegabile &#8220;settimana corta&#8221; che concentra la frequentazione scolastica in 5 giorni anzich\u00e8 in 6. Il secondo \u00e8 rappresentato dal fatto che il ragazzo utilizza la sera e la notte per supplire all&#8217;assenza di socialit\u00e0 vera, ricorrendo peraltro ai mezzi di comunicazione digitale. Il terzo riguarda la ridotta attitudine dei genitori a suggerire (e, ove necessario, imporre) una idonea igiene del sonno, controllando che i figli vadano a letto in orario accettabile e senza dispositivi elettronici&#8221;. <br \/>Andando a dormire tardi, questa generazione &#8220;dorme poco e male, si sveglia all&#8217;ultimo momento e di conseguenza nella stragrande maggioranza dei casi non assume una colazione adeguata&#8221;, commenta il Professore.<br \/>&#8220;Questo rappresenta un doppio problema: i giovani vanno a scuola\/all&#8217;universit\u00e0 non avendo riposato ed essendosi nutriti poco o male&#8221;.<br \/>Le cause pi\u00f9 comuni dell&#8217;insonnia sono legate ai problemi dello stile di vita, come un elevato livello di stress, ansia, depressione e anche l&#8217;uso improprio di sostanze stimolanti. &#8220;Le abitudini quotidiane hanno un ruolo centrale nello sviluppo e nella gestione dell&#8217;insonnia. Fattori come il consumo serale di caff\u00e8 e alcolici, l&#8217;uso di dispositivi elettronici prima di dormire e uno stile di vita frenetico possono peggiorare la qualit\u00e0 del sonno&#8221;, allerta il Professore.<br \/>Il problema, per\u00f2, non \u00e8 tanto l&#8217;uso di soggetti luminosi, quanto l&#8217;orario in cui li usiamo. &#8220;Quando fuori comincia a imbrunire, sarebbe opportuno gradualmente mettere via i cellulari e i dispositivi elettronici. Chattare e guardare il cellulare prima di addormentarsi assicurano l&#8217;insonnia. Basti pensare che uno smartphone ha una potenza luminosa di oltre 70 volte superiore a quello di una notte di luna piena&#8221;, avvisa Barbanti.<br \/>Anche per l&#8217;attivit\u00e0 fisica esistono degli orari in cui \u00e8 preferibile svolgerla.<br \/>Questa, infatti, &#8220;migliora il sonno se il soggetto la pratica su base regolare nella prima parte della giornata. Se praticata nella seconda parte della giornata (dopo le 17), il cervello e il corpo rimangono svegli&#8221;, mette in guardia il Professore. La qualit\u00e0 del sonno \u00e8 fortemente condizionata anche da fattori ambientali come l&#8217;inquinamento luminoso e acustico (outdoor), particolarmente diffusi nelle grandi citt\u00e0. &#8216;Studi dimostrano che un&#8217;esposizione continua al rumore ambientale pu\u00f2 mantenere il corpo in uno stato di allerta, ostacolando un sonno davvero ristoratore &#8211; sottolinea Barbanti -. Durante il sonno, il cervello si libera di scorie tossiche, e un riposo insufficiente ostacola questo processo naturale, aumentando il rischio di patologie neurodegenerative come la demenz\u00e0. <br \/>&#8216;E&#8217; stato dimostrato &#8211; continua il Professore &#8211; che l&#8217;inquinamento acustico \u00e8 addirittura un fattore di rischio per ictus e infarti del miocardio, perch\u00e8 il soggetto non riesce a entrare in una condizione di riposo assoluto e si mantiene inconsapevolmente in una condizione di aumentata veglia (o &#8216;hyper arousal&#8217;)&#8217;.<br \/>L&#8217;insonnia, quindi, pu\u00f2 avere impatto sulla salute sia a breve che a lungo termine.<br \/>Ma quando \u00e8 che l&#8217;insonnia comincia a &#8220;farsi sentire&#8221; come un reale problema di salute?<br \/>&#8216;Quando i sintomi della cattiva qualit\u00e0 del sonno non sono pi\u00f9 occasionali, e il soggetto si sente stabilmente stanco e deconcentrato, senza riuscire a trovare una spiegazione&#8221;, dice Barbanti, precisando che &#8216;i sintomi della carenza di sonno possono essere di tipo fisico, cognitivo e psicologico poich\u00e8 le persone insonni tendono a essere ansiose e possono presentare flessioni del tono dell&#8217;umor\u00e8.<br \/>In conclusione, Barbanti suggerisce alcuni consigli per prepararsi a buona una notte di riposo grazie una corretta &#8220;igiene del sonno&#8221; vale a dire ad abitudini e stili di vita che favoriscono un riposo rigenerante.<br \/>Non pensarci: occorre scardinare il legame che si crea tra insonnia e ansia di non dormire. La preoccupazione di non dormire dell&#8217;insonne diventa un elemento di perpetuazione della stessa. In caso di difficolt\u00e0 serie e continuative \u00e8 sempre opportuno affidarsi a un terapista cognitivo-comportamentale.<br \/>Decelerare: bisogna rallentare i ritmi quotidiani prima di dormire. E&#8217; opportuno non focalizzarsi sui pensieri e le preoccupazioni che durante il giorno sono mascherati dalle incombenze quotidiane.<br \/>Evitare l&#8217;uso di dispositivi luminosi: \u00e8 opportuno preferire la lettura di un buon libro, che di certo concilia meglio il sonno, rispetto all&#8217;utilizzo di dispositivi elettronici come TV, tablet e smartphone.<br \/>Buona illuminazione e silenzio: usare la luce nei momenti in cui serve e prediligere una riduzione delle stimolazioni luminose quando si avvicina la sera. Preferire luci calde (sotto i 3.000 kelvin), ad esempio quella dell&#8217;abat-jour. Trascorrere del tempo in montagna o in campagna, dove la luce artificiale \u00e8 ridotta e non vi sono rumori, pu\u00f2 favorire un sonno pi\u00f9 profondo e rigenerante.<br \/>Buona alimentazione: meglio consumare una cena leggera e non troppo tardi, evitando alcolici e sostanze stimolanti come la caffeina. L&#8217;assunzione di cibo abbondante e l&#8217;uso di alcolici inibiscono il naturale abbassamento di cortisolo, essenziale per un buon sonno.<br \/>Stanza a prova di sonno: l&#8217;ambiente in cui si riposa deve essere fresco (non dovrebbe superare i 20 gradi), per non ostacolare il fisiologico raffreddamento notturno di corpo e cervello.<br \/>Allentare le tensioni nervose: pu\u00f2 essere utile al rilascio delle tensioni l&#8217;utilizzo dei precursori della serotonina, come il triptofano, o di alcuni ioni, come il magnesio, che riducono l&#8217;ipereccitabilit\u00e0 neuromuscolare, o anche di sostanze di derivazione vegetale come valeriana e passiflora. La melatonina, pu\u00f2 essere utile nell&#8217;indurre l&#8217;addormentamento, e anche nel resettare il ritmo del sonno nel cosiddetto &#8220;disturbo da ritardato ciclo sonno-veglia&#8221;, anticipando la necessit\u00e0 di riposare. Si tratta di sostanze che non danno rischio di dipendenza, ma vige comunque la regola di utilizzarle fino a quando il soggetto non abbia appreso in maniera stabile un accettabile ritmo del sonno.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Apco per Assosalute &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; In un mondo sempre pi\u00f9 frenetico e connesso, dove la vita quotidiana \u00e8 scandita dal ritmo incessante della tecnologia e delle incombenze scolastiche e professionali, sembra che il sonno stia diventando un lusso sempre pi\u00f9 difficile da &#8220;permettersi&#8221;. 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