{"id":217981,"date":"2024-11-11T17:45:36","date_gmt":"2024-11-11T16:45:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/11\/11\/allagamenti-a-palermo-comune-risarcira-cittadina-intrappolata-in-auto\/"},"modified":"2024-11-11T17:45:36","modified_gmt":"2024-11-11T16:45:36","slug":"allagamenti-a-palermo-comune-risarcira-cittadina-intrappolata-in-auto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/11\/11\/allagamenti-a-palermo-comune-risarcira-cittadina-intrappolata-in-auto\/","title":{"rendered":"Allagamenti a Palermo, Comune risarcir\u00e0 cittadina intrappolata in auto"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ancora una condanna per l\u2019amministrazione comunale di Palermo che dovr\u00e0 risarcire un\u2019altra cittadina rimasta intrappolata in auto tra fango e detriti il 15 luglio del 2020, quando un temporale estivo mise in ginocchio il capoluogo, impreparata in quel momento a fronteggiare la furia dell\u2019acquazzone. Questa volta si tratta un risarcimento di quasi 30 mila euro. E\u2019 arrivato questo weekend, infatti un nuovo provvedimento, della terza sezione civile, presieduta dal giudice Elisabetta La Franca, ottenuto dallo studio legale Palmigiano e Associati. Una vittoria che si aggiunge agli altri due provvedimenti favorevoli dei mesi scorsi, del giudice di pace e del tribunale, con una sentenza che chiarisce: \u201cIl Comune \u00e8 responsabile e deve risarcire il danno\u201d. <br \/>Una cifra di quasi 30 mila euro tra danni e spese \u00e8 stata quindi riconosciuta alla cittadina, che si era affidata agli avvocati Alessandro Palmigiano ed Elisabetta Violante. In quell\u2019occasione, come \u00e8 noto dalla cronaca di quei giorni, un temporale estivo caus\u00f2 un allagamento e svariate famiglie rimasero intrappolate nei sottopassi della citt\u00e0 in corrispondenza delle intersezioni tra viale Regione Siciliana con via Leonardo da Vinci e con viale Michelangelo\/viale Lazio. Tra i malcapitati di quelle ore, una signora palermitana che si trovava a percorrere, a bordo della sua auto, viale Regione Siciliana direzione Messina-Catania, quando a causa di una lunga colonna di macchine dopo lo svincolo di viale Lazio ed in prossimit\u00e0 del sottopassaggio, ha dovuto arrestare la sua marcia.<br \/>Poco dopo, a causa dell\u2019abbondante pioggia, l\u2019auto era stata investita da una forte corrente e la signora si \u00e8 trovata \u201cintrappolata\u201d nella propria auto. Dopo aver contattato i numeri di emergenza 115, 112 e 113, purtroppo con esito negativo, \u00e8 riuscita ad uscire dall\u2019abitacolo attraverso un finestrino, nuotando fin quando una \u201ccatena umana\u201d formata spontaneamente dagli altri utenti della strada, l\u2019ha tratta in salvo. La signora \u00e8 stata ritrovata qualche ora dopo, dal marito, mentre si trovava in stato di ipotermia ed in evidente stato di shock. L\u2019auto \u00e8 stata ritrovata solamente il giorno dopo e condotta con l\u2019intervento di un carro attrezzi presso l\u2019officina autorizzata, che ha ritenuto la riparazione anti economica.<br \/>La donna si \u00e8 quindi rivolta allo studio legale Palmigiano e Associati, avviando una causa nei confronti del Comune di Palermo.<br \/>La tesi dei legali era che questi allagamenti non erano affatto nuovi per Palermo. Allegando una serie di foto ed articoli di giornale di anni precedenti, gli avvocati sono riusciti a dimostrare che i sottopassaggi della circonvallazione, anche in altre occasioni, erano stati scenario di gravi allagamenti che avevano comportato situazioni analoghe. Nonostante quindi fosse ben noto al Comune di Palermo (che \u00e8 l\u2019ente che deve occuparsi della manutenzione e cura delle strade), che a fronte di precipitazioni, molti tratti della citt\u00e0 fossero soggetti ad allagamenti, non era stato fatto nulla per evitarlo. <br \/>Il Comune di Palermo, infatti, come proprietario delle strade, \u00e8 tenuto a provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle stesse, nonch\u00e8 delle attrezzature, impianti e servizi ed all\u2019apposizione e manutenzione della segnaletica. Pertanto era configurabile la responsabilit\u00e0 per cosiddetta \u201ccosa in custodia\u201d, secondo quanto stabilito dall\u2019art 2051 c.c.:  il custode (il Comune di Palermo in questo caso) \u00e8 tenuto ad adottare tutte le misure idonee a prevenire ed impedire la produzione di danni a terzi, con lo sforzo adeguato alla natura e alla funzione della cosa e alle circostanze del caso concreto. Con particolare riferimento alle precipitazioni atmosferiche, la Corte di Cassazione ha escluso che si possa parlare di caso fortuito o forza maggiore quando il danno viene generato a causa dell\u2019insufficienza delle misure per evitarlo. <br \/>A riprova di ci\u00f2, il Comune, solamente dopo l\u2019allagamento avvenuto il 15 luglio 2020 (che, come documentato in corso di causa, era solo l\u2019ultimo in ordine di tempo) ha dato il via ad opere di manutenzione dei sistemi di drenaggio delle acque, a partire dal canale di Passo di Rigano e del canale Mortillaro.<br \/>Alla luce di quanto dimostrato dallo studio legale, emersa quindi una responsabilit\u00e0 del Comune di Palermo, il giudice della terza sezione civile di Palermo, Elisabetta La Franca,  con la sentenza numero 5408\/2024, ha accolto la richiesta risarcitoria, riconoscendo che  \u201caffinch\u00e8 si configuri la responsabilit\u00e0 del custode \u00e8 sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno arrecato (elemento questo compiutamente dimostrato dall\u2019attrice), senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l\u2019osservanza o meno di un obbligo di vigilanza, per cui tale tipo di responsabilit\u00e0 \u00e8 esclusa solo dal caso fortuito, fattore che attiene non gi\u00e0 ad un comportamento del responsabile bens\u00ec al profilo causale dell\u2019evento, riconducibile non alla cosa (che ne \u00e8 fonte immediata) ma ad un elemento esterno, recante i caratteri dell\u2019oggettiva imprevedibilit\u00e0 ed inevitabilit\u00e0 e che pu\u00f2 essere costituito anche dal fatto del terzo o dello stesso danneggiato (Cass. Civ., sez. III, n. 20427\/08)\u201d.\u201dSono lieto del risultato perch\u00e8, dimostra come non ci sia stato alcun cambio di orientamento da parte del tribunale \u2013 ha commentato Alessandro Palmigiano, managing partner di Palmigiano e Associati -. Ogni giudizio ha certamente una sua storia ma i giudici hanno dimostrato di applicare in maniera precisa e puntuale la normativa, rilevando anche in questo caso, la responsabilit\u00e0 del Comune\u201d.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 Foto: ufficio stampa studio legale Palmigiano \u2013 <div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ancora una condanna per l\u2019amministrazione comunale di Palermo che dovr\u00e0 risarcire un\u2019altra cittadina rimasta intrappolata in auto tra fango e detriti il 15 luglio del 2020, quando un temporale estivo mise in ginocchio il capoluogo, impreparata in quel momento a fronteggiare la furia dell\u2019acquazzone. 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