{"id":213632,"date":"2024-10-06T13:05:37","date_gmt":"2024-10-06T11:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/10\/06\/gros-pietro-banche-disponibili-ma-manovra-non-impatti-su-bilanci\/"},"modified":"2024-10-06T13:05:37","modified_gmt":"2024-10-06T11:05:37","slug":"gros-pietro-banche-disponibili-ma-manovra-non-impatti-su-bilanci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/10\/06\/gros-pietro-banche-disponibili-ma-manovra-non-impatti-su-bilanci\/","title":{"rendered":"Gros-Pietro \u201cBanche disponibili, ma manovra non impatti su bilanci\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nessuna chiusura di fronte alla richiesta di sacrifici da parte del governo. &#8220;Il sistema bancario italiano ha sempre avuto come principio quello di venire incontro al sistema economico e sociale&#8221;. Cos\u00ec, in una intervista a La Stampa, il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. &#8220;Tuttavia &#8211; spiega, riguardo l&#8217;intervento di cui si starebbe discutendo al ministero del Tesoro &#8211; ci si attende che non abbia impatti sul conto economico&#8221;. Perch\u00e8 gi\u00e0 ora quello del credito \u00e8 il settore &#8220;che paga le imposte pi\u00f9 elevate tra le societ\u00e0 per azioni&#8221;.<br \/>&#8220;Nei principi contabili internazionalmente accettati, il concetto di extra-profitti non esiste: i profitti sono la differenza tra i ricavi e i costi, pu\u00f2 essere positiva o negativa, l&#8217;extra non \u00e8 aritmeticamente determinabile &#8211; sottolinea -. Capisco, per\u00f2, che ci si riferisca a un concetto morale: si parla di profitti non meritati, perch\u00e8 dipendono da qualcosa che non hai fatto tu. Nel caso delle banche, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 stato il periodo dei tassi di interesse negativi, una situazione innaturale, in cui si stava &#8216;sott&#8217;acqu\u00e0: non ha senso considerare &#8216;extra-profitt\u00f2, immeritato, il miglioramento rispetto a una situazione eccezionalmente negativa e assurda, nella quale chi prestava denaro, anzich\u00e8 essere remunerato, &#8216;pagav\u00e0 la controparte affinch\u00e8 si godesse il prestito&#8221;. E&#8217; un&#8217;apertura al governo?<br \/>&#8220;Una disponibilit\u00e0 c&#8217;\u00e8, certamente&#8221;. E alla domanda su che tipo di manovra servirebbe, risponde: &#8220;Comincio dal messaggio del Presidente della Repubblica a Cernobbio: bisogna abbattere il debito. Una delle strade, come ha proposto tempo fa il nostro Consigliere delegato Carlo Messina, passa dalla vendita di una parte del patrimonio immobiliare pubblico che, se gestito in maniera pi\u00f9 attiva e con investitori istituzionali, verrebbe valorizzato. Tutto questo unito al controllo dell&#8217;avanzo primario, che rimane imprescindibile&#8221;. &#8220;L&#8217;attivit\u00e0 produttiva sta rallentando &#8211; aggiunge -, l&#8217;inflazione scende: ci sono tutti gli elementi per un taglio dei tassi di interesse. Penso che la Bce continuer\u00e0 con riduzioni di un quarto di punto: ne far\u00e0 una adesso e una pi\u00f9 avanti&#8221;.<br \/>&#8220;Il rallentamento tedesco &#8211; spiega il presidente di Intesa Sanpaolo &#8211; \u00e8 legato a tre fattori: l&#8217;enorme rilevanza delle esportazioni per Berlino, la forte concentrazione su alcuni settori produttivi, come quello dell&#8217;automobile, e l&#8217;internazionalizzazione delle catene produttive, soprattutto nell&#8217;est Europa&#8221;. E alla domanda se l&#8217;Italia, oggi, \u00e8 ancora cos\u00ec dipendente dalla Germania, risponde: &#8220;In parte s\u00ec, ma rispetto all&#8217;economia tedesca, il nostro settore industriale, e in particolare quello manifatturiero, \u00e8 molto pi\u00f9 diversificato, sia dal punto di vista merceologico che geografico, e flessibile. Abbiamo una struttura produttiva che pu\u00f2 adattarsi rapidamente&#8221;.<br \/>&#8220;Viviamo una situazione di forte dinamismo, cosa che non si riscontra allo stesso modo in altri Paesi &#8211; aggiunge -. Se si dice che l&#8217;Europa ha bisogno di banche pi\u00f9 grandi, questo vale anche per la Germania. Finora, in Europa, le grandi operazioni transnazionali sono state fatte quasi tutte qui da noi: quando Cr\u00e8dit Agricole ha acquisito Cariparma, quando BNP ha rilevato una banca di Stato come BNL e quando, per un soffio, Intesa e Sanpaolo non sono finite nelle mani di Cr\u00e8dit Agricole e Santander&#8221;. Quella doppia acquisizione sfum\u00f2&#8230;, &#8220;vero, ma non per intervento del governo, bens\u00ec perch\u00e8 due grandi banche italiane si sono guardate allo specchio e hanno deciso di intervenire, fondendosi tra loro&#8221;. Dunque Unicredit-Commerzbank va fatta&#8230;, &#8220;\u00e8 un&#8217;operazione di cui &#8211; secondo le forze produttive di quel Paese &#8211; la Germania ha bisogno. Dopo una prima levata di scudi, sono cominciate a emergere opinioni favorevoli, sia da parte dei clienti delle banche sia dai regolatori. Pi\u00f9 di questo non penso si possa dire&#8221;.<br \/>Per il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, &#8220;il recupero del potere d&#8217;acquisto \u00e8 fondamentale, Intesa Sanpaolo lo ha sostenuto durante il rinnovo del contratto collettivo dei bancari. Serve maggiore produttivit\u00e0, che consenta di pagare salari internazionalmente competitivi. Abbiamo ottime universit\u00e0, ma rischiamo di regalare all&#8217;estero i nostri talenti: una perdita di valore che bisogna fermare. Dobbiamo attrarre e trattenere il capitale umano diminuendo il divario di retribuzione tra il nostro e quello di altri Paesi&#8221;. &#8220;Certamente &#8211; aggiunge &#8211; abbiamo un problema di burocrazia, ma il PNRR pu\u00f2 essere uno strumento che ci aiuta a superarlo. Il problema \u00e8 l&#8217;interazione con le istituzioni, le cui autorizzazioni non arrivano tempestivamente. Anche questo va superato: uno degli obiettivi di questo strumento \u00e8 fare dell&#8217;Europa un posto in cui si pu\u00f2 lavorare meglio. Detto questo, potrebbe esserci qualche ritardo &#8211; la spesa gi\u00e0 realizzata si limita a poco pi\u00f9 di un quarto di quanto sar\u00e0 disponibile (26%) &#8211; ma l&#8217;Italia \u00e8 uno dei Paesi sopra la media in termini di assegnazione dei fondi. E questo anche grazie al lavoro del ministro Raffaele Fitto, oggi passato alla Commissione&#8221;.<br \/>Infine, alla domanda su quali sono le strategie adottate da Intesa Sanpaolo per affrontare le sfide attuali e future, risponde: &#8220;Nel grattacielo di Torino, al piano sotto a quello del mio ufficio, c&#8217;\u00e8 l&#8217;Innovation Center, cinghia di trasmissione tra la banca e il mondo dell&#8217;innovazione: attraverso esso controlliamo Neva, un operatore di venture capital. Abbiamo sottoscritto il suo primo fondo con 100 milioni di euro e il presidente Luca Remmert e l&#8217;AD Mario Costantini ne hanno raccolti altri 150 sul mercato. Recentemente, abbiamo dato via al secondo fondo in cui noi contribuiamo con 200 milioni e intendiamo raccoglierne sul mercato altri 300. Siamo sicuri che ce la faremo, perch\u00e8 i risultati, anche economici, del primo fondo sono ottimi. Un gruppo grande come il nostro ha la possibilit\u00e0 di investire in conoscenza. Noi guardiamo a lungo termine e questo libro lo evidenzia: oltre all&#8217;innovazione, bisogna essere in grado di affrontare il cambiamento climatico, la distruzione di risorse non riproducibili e l&#8217;inquinamento. Cambiare il nostro modo di fare \u00e8 un&#8217;urgenza, ma il processo deve essere socialmente tollerabile&#8221;.<br \/>&#8211; foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nessuna chiusura di fronte alla richiesta di sacrifici da parte del governo. &#8220;Il sistema bancario italiano ha sempre avuto come principio quello di venire incontro al sistema economico e sociale&#8221;. 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