{"id":212612,"date":"2024-09-27T19:05:32","date_gmt":"2024-09-27T17:05:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/09\/27\/piano-strutturale-di-bilancio-deficit-pil-33-nel-2025\/"},"modified":"2024-09-27T19:05:32","modified_gmt":"2024-09-27T17:05:32","slug":"piano-strutturale-di-bilancio-deficit-pil-33-nel-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/09\/27\/piano-strutturale-di-bilancio-deficit-pil-33-nel-2025\/","title":{"rendered":"Piano strutturale di bilancio, deficit\/Pil 3,3% nel 2025"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato oggi in Consiglio dei ministri il Piano Strutturale di Bilancio di medio termine adottato, con i dati aggiornati alla luce delle revisioni di contabilit\u00e0 nazionale rilasciate dall&#8217;Istat lo scorso 23 settembre e dopo il confronto con le parti sociali avvenuto mercoled\u00ec scorso. <br \/>In particolare, il Piano conferma la traiettoria della spesa primaria netta (nuovo indicatore univoco sottoposto alla sorveglianza della Commissione) che avr\u00e0, nei prossimi 7 anni (orizzonte temporale di riferimento), un tasso di crescita medio vicino all&#8217;1,5%, compatibile con il profilo stimato dalla Commissione.<br \/>Nel dettaglio, i tassi di crescita della spesa primaria netta previsti sono: 1,3% nel 2025; 1,6% nel 2026; 1,9% nel 2027; 1,7% nel 2028; 1,5% nel 2029; 1,1% nel 2030 e 1,2% nel 2031<br \/>Il Piano si ispira a una linea seria, prudente e responsabile e, coerentemente con l&#8217;azione che il governo porta avanti fin dall&#8217;inizio. Partendo da una stima del 3,8% del PIL per l&#8217;anno in corso (pi\u00f9 bassa del 4,3% stimato lo scorso aprile), il Governo si pone l&#8217;obiettivo di portare il rapporto deficit\/Pil al 3,3% nel 2025 e al 2,8% nel 2026, che consentir\u00e0 di uscire dalla procedura per deficit eccessivo.<br \/>Tenendo anche conto della revisione del PIL nominale operato dall&#8217;Istat e dei dati sul debito elaborati dalla Banca d&#8217;Italia, il rapporto debito\/PIL a fine 2023 scende al 134,8% (133,6% a meno delle compensazioni relative ai bonus edilizi) rispetto al 137,3% precedentemente stimato. Come gi\u00e0 rilevato nel DEF dello scorso aprile, l&#8217;andamento del rapporto tra debito e PIL nei prossimi anni, soprattutto nel periodo 2024-2026, continuer\u00e0 a essere fortemente condizionato dall&#8217;impatto sul fabbisogno di cassa delle compensazioni d&#8217;imposta legate ai Superbonus edilizi introdotti a partire dal 2020. Il rapporto debito\/Pil, dunque, solo dal 2027 inizier\u00e0 un percorso di discesa, in linea con le nuove regole che prevedono che si riduca, in media, di 1 punto percentuale di PIL successivamente all&#8217;uscita dalla procedura per deficit eccessivi.<br \/>Il Piano contiene un rilevante insieme di riforme e investimenti, di cui alcune in continuit\u00e0 con il PNRR. Ci\u00f2 conferma la determinazione del governo a lavorare per il miglioramento della competitivit\u00e0 dell&#8217;economia italiana, promuovendo una crescita sostenibile e il contrasto al declino demografico. Al contempo si conferma il sostegno al potere d&#8217;acquisto delle retribuzioni e l&#8217;impegno all&#8217;attuazione della legge delega di riforma del fisco, compresa l&#8217;intensificazione dello sforzo di recupero del gettito fiscale. Il documento verr\u00e0 presentato al Parlamento nelle prossime ore.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato oggi in Consiglio dei ministri il Piano Strutturale di Bilancio di medio termine adottato, con i dati aggiornati alla luce delle revisioni di contabilit\u00e0 nazionale rilasciate dall&#8217;Istat lo scorso 23 settembre e dopo il confronto con le parti sociali avvenuto mercoled\u00ec scorso. 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