{"id":212050,"date":"2024-09-24T14:05:33","date_gmt":"2024-09-24T12:05:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/09\/24\/siccita-utilitalia-chiede-lo-stanziamento-di-1-mld-allanno-in-manovra\/"},"modified":"2024-09-24T14:05:33","modified_gmt":"2024-09-24T12:05:33","slug":"siccita-utilitalia-chiede-lo-stanziamento-di-1-mld-allanno-in-manovra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/09\/24\/siccita-utilitalia-chiede-lo-stanziamento-di-1-mld-allanno-in-manovra\/","title":{"rendered":"Siccit\u00e0, Utilitalia chiede lo stanziamento di 1 mld all\u2019anno in manovra"},"content":{"rendered":"<div>FIRENZE (ITALPRESS) &#8211; Nell&#8217;ultimo anno idrologico (da maggio del 2023 a maggio del 2024) la capacit\u00e0 idrica degli invasi principali del distretto Appennino Meridionale ha sub\u00ecto una contrazione compresa tra -17% e -45% a seconda delle zone. In Sicilia, la regione pi\u00f9 colpita dalla siccit\u00e0 dell&#8217;estate appena trascorsa, il volume di acqua invasato \u00e8 crollato del 40%. La siccit\u00e0 che nel 2022 aveva colpito il Nord Italia &#8211; con un calo del 24% delle precipitazioni, a livello nazionale, rispetto alla media 1991-2020 e una disponibilit\u00e0 idrica scesa del 50% rispetto alla media del lungo periodo 1951-2022 &#8211; negli ultimi mesi ha interessato in particolar modo il Sud, territorio nel quale le infrastrutture sono pi\u00f9 vulnerabili, la percentuale media di perdite di rete \u00e8 pi\u00f9 alta e la frammentazione gestionale pi\u00f9 marcata. Il tema \u00e8 al centro del Festival dell&#8217;Acqua di Utilitalia, uno fra i principali appuntamenti nazionali incentrati sui temi del servizio idrico, che prende il via oggi a Firenze.<br \/>Dal 2012 al 2022 gli investimenti nel settore sono aumentati del 227%, raggiungendo i 4 miliardi annui e i 63 euro per abitante, dato che dovrebbe salire quest&#8217;anno fino a 70 euro.<br \/>Ma il gap con la media europea &#8211; pari a 82 euro annui per abitante, che incrementa fino a 100 euro nei Paesi pi\u00f9 virtuosi &#8211; resta ampio, soprattutto in quei territori dove non operano soggetti industriali: nelle gestioni in economia, che interessano ancora 1.465 Comuni e 7,6 milioni di cittadini (di cui il 93% al Sud), si continuano a investire mediamente appena 11 euro l&#8217;anno.<br \/>Secondo le stime di Utilitalia, di fronte alle nuove sfide poste dagli effetti dei cambiamenti climatici gli investimenti dovrebbero crescere ancora rispetto ai 4 miliardi annui attuali, per colmare il fabbisogno complessivo di settore stimato in circa 6 miliardi di euro l&#8217;anno. Oggi gran parte di questo fabbisogno \u00e8 coperto dalla tariffa e il PNRR ha certamente dato un impulso su una finestra temporale che termina nel 2026 stimabile in circa 1,1 miliardi di euro l&#8217;anno: sono quindi necessarie risorse ulteriori &#8211; pari a circa 0,9 miliardi di euro l&#8217;anno &#8211; per raggiungere la quota di fabbisogno prevista per il nostro Paese. &#8220;Una volta terminati i fondi del PNRR &#8211; spiega Filippo Brandolini, presidente di Utilitalia &#8211; sar\u00e0 necessario un ulteriore sforzo da parte del Governo attraverso uno stanziamento strutturale in manovra di almeno 1 miliardo di euro l&#8217;anno per i prossimi 10 anni, perch\u00e8 tutte le opere necessarie alla messa in sicurezza del sistema idrico nazionale non possono essere unicamente a carico delle tariffe. Parliamo di investimenti incentrati su serbatoi, invasi, riutilizzo delle acque reflue, interconnessioni tra acquedotti e riduzione delle dispersioni&#8221;. &#8220;Sul fronte delle perdite di rete, sulle quali stiamo recuperando il lascito di tanti decenni di investimenti insufficienti, gli investimenti programmati si attestano al 27%, guidando le priorit\u00e0 nella pianificazione di settore rispetto a tutti gli altri indicatori monitorati da Arera. Ma ora, per uscire dalla logica emergenziale e rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico, serve un ulteriore cambio di passo&#8221;, aggiunge.<br \/>In questo quadro, Utilitalia si \u00e8 fatta promotrice di una proposta di riforma del comparto idrico in quattro punti che punta alla riduzione della frammentazione, all&#8217;introduzione di parametri di verifica gestionale, al consolidamento industriale del settore e ad un approccio integrato tra i diversi usi dell&#8217;acqua. &#8220;Attraverso queste misure &#8211; continua Brandolini &#8211; siamo convinti di poter raggiungere &#8216;l&#8217;obiettivo 100&#8217;, arrivando a un centinaio di gestori industriali di media\/grande dimensione rispetto ai circa 1.800 attuali e a un livello di investimenti di 100 euro l&#8217;anno per abitante, in linea con le migliori esperienze europee&#8221;. In definitiva &#8220;bisogna realizzare un piano straordinario di interventi volti ad assicurare la tutela della risorsa e a garantire l&#8217;approvvigionamento anche in periodi di stress climatici sempre pi\u00f9 frequenti&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Utilitalia &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE (ITALPRESS) &#8211; Nell&#8217;ultimo anno idrologico (da maggio del 2023 a maggio del 2024) la capacit\u00e0 idrica degli invasi principali del distretto Appennino Meridionale ha sub\u00ecto una contrazione compresa tra -17% e -45% a seconda delle zone. 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