{"id":210284,"date":"2024-09-09T14:05:32","date_gmt":"2024-09-09T12:05:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/09\/09\/malattia-venosa-cronica-200-specialisti-a-confronto-a-bologna\/"},"modified":"2024-09-09T14:05:32","modified_gmt":"2024-09-09T12:05:32","slug":"malattia-venosa-cronica-200-specialisti-a-confronto-a-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/09\/09\/malattia-venosa-cronica-200-specialisti-a-confronto-a-bologna\/","title":{"rendered":"Malattia venosa cronica, 200 specialisti a confronto a Bologna"},"content":{"rendered":"<div>BOLOGNA (ITALPRESS) &#8211; Si \u00e8 conclusa la prima edizione di 360 VOLTS &#8211; Vascular Opinion Leaders Top Suggestions, un evento ECM che ha riunito a Palazzo Re Enzo a Bologna, e in collegamento streaming, circa 200 specialisti nel campo della medicina vascolare provenienti da tutta Italia per esplorare le ultime tendenze, le best practices, le sfide emergenti e le opportunit\u00e0 che stanno ridisegnando il panorama delle cure nell&#8217;ambito della malattia venosa cronica.<br \/>Un vero e proprio aggiornamento a 360\u00b0 che ha coinvolto i presidenti delle principali societ\u00e0 vascolari impegnate in flebolinfologia, concentrandosi su diverse tematiche: dal rischio cardiovascolare nella malattia venosa cronica e l&#8217;urgenza di alzare la consapevolezza della popolazione generale adulta sui rischi connessi alla progressione della malattia venosa cronica, all&#8217;appropriatezza degli interventi in flebolinfologia, all&#8217;importanza del biofilm batterico nelle ulcere che non guariscono, fino alla sfida clinica di un corretto inquadramento prognostico a lungo termine del paziente con malattia venosa cronica.<br \/>A comporre il board scientifico: Romeo Martini, Angiologia AULSS1 Dolomiti e presidente della Societ\u00e0 Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV); Roberto Di Mitri, Direttore Scientifico della Casa di Cura San Rossore (Pisa) e presidente della Societ\u00e0 Italiana Flebologia (SIF); Maurizio Pagano, Presidente della Societ\u00e0 Italiana Flebo Linfologia (SIFL); Angelo Santoliquido, Direttore della UOSD Angiologia e Diagnostica Vascolare non Invasiva IRCSS Policlinico Universitario Agostino Gemelli e presidente del Collegio Italiano di Flebologia (CIF); Pier Luigi Antignani, Specialista in Angiologia Medica e presidente della Societ\u00e0 Italiana di Medicina Vascolare (SIMV); e Gaetano Lanza, Professore dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e presidente della Societ\u00e0 Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare (SICVE).<br \/>Hanno, inoltre, collaborato nella faculty Giovanni Papa, Direttore UCO di Chirurgia Plastica ASUGI Trieste, Presidente Associazione ulcere cutanee (AIUC) e Sergio Gianesini, Em. Presidente v-WIN foundation e Presidente International Union of Phlebology (IUP).<br \/>Questa prima edizione di 360 VOLTS \u00e8 stata resa possibile grazie al sostegno non condizionante di Alfasigma, azienda farmaceutica italiana che si impegna a fornire a pazienti, caregiver e personale sanitario soluzioni all&#8217;avanguardia secondo i pi\u00f9 alti standard di qualit\u00e0 e sicurezza, anche attraverso investimenti mirati nella formazione continua dei professionisti del settore.<br \/>La malattia venosa cronica ha marcata prevalenza tra le donne ed \u00e8 una patologia cronica e progressiva che comunemente esordisce nella stagione calda con un tipico corredo sintomatico (gambe gonfie, pesanti, doloranti) e spesso progredisce negli anni in forma varicosa, ma pu\u00f2 arrivare a stadi pi\u00f9 severi come edema, alterazioni cutanee e fino alle ulcerazioni venose, soprattutto in presenza di fattori di rischio (es. obesit\u00e0), comorbidit\u00e0 o se intervengono complicanze flebo-trombotiche lungo la storia naturale della malattia.<br \/>L&#8217;ampia popolazione di persone affette da malattia venosa cronica a livello nazionale include inoltre gruppi che sono pi\u00f9 a rischio di progressione agli stadi severi della malattia. Fra i fattori di rischio ingravescenti della malattia venosa cronica spiccano i pazienti con indice di peso corporeo elevato (sovrappeso e obesit\u00e0), le persone anziane e le donne in menopausa, soprattutto quelle con pi\u00f9 di due gravidanze nella storia personale.<br \/>L&#8217;innovazione tecnologica, le terapie emergenti e le strategie per migliorare l&#8217;accesso e la qualit\u00e0 delle cure, sono stati al centro del programma, che ha affrontato i temi clinici pi\u00f9 rilevanti della malattia venosa cronica.<br \/>Tra questi, \u00e8 stato esplorato il ruolo dell&#8217;endotelio, tessuto che ha la funzione di rivestire l&#8217;interno delle pareti del cuore, dei vasi sanguigni e di quelli linfatici 6 , dalla macro alla micro-circolazione.<br \/>Secondo quanto riportato dalle Linee Guida CIF e dalle Linee Guida ESVS, il ruolo endoteliale nella malattia venosa cronica \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 importante negli ultimi vent&#8217;anni per la piena comprensione dei meccanismi fisiopatologici alla base di una patologia che per definizione \u00e8 cronica e progressiva. In particolare, \u00e8 l&#8217;infiammazione endoteliale secondaria all&#8217;ipertensione venosa che rappresenta l&#8217;evento ricorrente e cronico che lega l&#8217;insufficienza venosa alla disfunzione endoteliale nella malattia venosa cronica, costituendo il binomio di target terapeutici sui quali si concentrano i trattamenti medici e chirurgici.<br \/>Tra i temi su cui si \u00e8 focalizzata l&#8217;attenzione, che ha importanti ricadute sulla pratica clinica, i profili di rischio nella patologia venosa, con l&#8217;inquadramento di segni e sintomi clinici secondo la scala CEAP e la valutazione dei fattori di rischio e comorbidit\u00e0.<br \/>L&#8217;inquadramento prognostico a lungo termine del paziente con malattia venosa cronica rimane, infatti, ancora oggi una sfida clinica aperta, che dipende da profili di rischio individuali che solo negli ultimi anni hanno iniziato ad essere studiati per pesarne l&#8217;associazione con la progressione della patologia venosa. Una review ha riassunto i risultati dell&#8217;indagine The Edinburgh Vein Study condotta su 1566 pazienti adulti (18-64 aa.) con malattia venosa cronica monitorati per 13 anni, riportando che 1\/3 dei pazienti con vene varicose sviluppa segni di patologia venosa severa con alterazioni cutanee ed un rischio di ulcerazione aumentato. In particolare, tra i fattori di rischio sono emersi et\u00e0, storia familiare di vene varicose, pregressi episodi trombotici, sovrappeso e obesit\u00e0, presenza di reflusso superficiale, che possono influenzare il rischio di progressione della malattia venosa cronica.<br \/>Si \u00e8 parlato della malattia venosa cronica dall&#8217;esordio dei sintomi sino al rischio trombotico, per focalizzare l&#8217;attenzione sull&#8217;urgenza di alzare la consapevolezza della popolazione generale adulta sui rischi connessi alla progressione della malattia venosa cronica. Lo studio di popolazione Gutenberg, condotto fra il 2012 e il 2017, su oltre 12.000 pazienti con malattia venosa cronica, evidenzia come gli stadi pi\u00f9 severi, che vanno dall&#8217;edema alle ulcere venose croniche, complessivamente definiti IVC, siano associati ad un rischio maggiore di sviluppare a 10 anni patologie cardiovascolari. Questo evidenzia l&#8217;importanza di una presa in carico clinica del paziente sin dai primi stadi della malattia con monitoraggi regolari nel tempo, nonch\u00e8 di un assessment accurato del paziente con un&#8217;attenta definizione dei fattori di rischio e comorbidit\u00e0.<br \/>Un capitolo importante \u00e8 stato quello delle lesioni cutanee e ulcere venose. Le ferite difficili e le ulcere croniche che non guariscono rappresentano la sfida clinica principale per tutti gli specialisti impegnati nella gestione dei pazienti vulnologici. In particolare, il tema del biofilm batterico rappresenta una sfida aperta fondamentale nella gestione delle ferite difficili, in quanto molti antimicrobici efficaci nella quota planctonica del letto di ferita, non penetrano la struttura biofilmica e quindi non eradicano i ceppi pi\u00f9 resistenti. La permanenza del biofilm batterico nel letto di ferita mantiene lo stimolo infiammatorio ed impedisce il passaggio ad una risposta immunitaria rigenerativa, bloccando di fatto il processo di guarigione. D&#8217;altra parte, per dimostrare la presenza di un biofilm batterico nel letto di ferita serve un test specifico, anti-filmbiogramma, disponibile solo in poche strutture di ricerca, aspetto che ha portato gli esperti di vulnologia a livello mondiale a redigere una consensus guidelines per l&#8217;identificazione ed il trattamento del biofilm batterico 11 che raccomanda di considerare la presenza del biofilm nei casi in cui il protocollo TIMERs di preparazione del letto di ferita che viene seguito per rimuovere gli ostacoli e favorire il processo di guarigione, abbia dato un esito negativo ripetuto, adottando in questi casi antimicrobici che hanno evidenze in letteratura nell&#8217;eradicazione del biofilm batterico.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Alfasigma &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BOLOGNA (ITALPRESS) &#8211; Si \u00e8 conclusa la prima edizione di 360 VOLTS &#8211; Vascular Opinion Leaders Top Suggestions, un evento ECM che ha riunito a Palazzo Re Enzo a Bologna, e in collegamento streaming, circa 200 specialisti nel campo della medicina vascolare provenienti da tutta Italia per esplorare le ultime tendenze, le best practices, le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":210285,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240909_0330.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210284"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210284\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/210285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}