{"id":208879,"date":"2024-08-24T19:05:32","date_gmt":"2024-08-24T17:05:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/08\/24\/al-meeting-il-futuro-delleuropa-tra-unita-e-diversita\/"},"modified":"2024-08-24T19:05:32","modified_gmt":"2024-08-24T17:05:32","slug":"al-meeting-il-futuro-delleuropa-tra-unita-e-diversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/08\/24\/al-meeting-il-futuro-delleuropa-tra-unita-e-diversita\/","title":{"rendered":"Al Meeting il futuro dell\u2019Europa tra unit\u00e0 e diversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div>RIMINI (ITALPRESS) &#8211; Le linee culturali, sociali ed economiche del futuro dell&#8217;Unione europea come principi ispiratori di una visione di Europa che tenga insieme unit\u00e0 e diversit\u00e0, sono state al centro di un incontro al Meeting di Rimini. <br \/>Al dibatito sono intervenuti Carlo Fidanza, capo delegazione FdI del Gruppo ECR, Massimiliano Salini, vicepresidente del Gruppo Ppe, Antonella Sberna, vicepresidente Parlamento europeo, Nicola Procaccini, co-presidente del Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (ECR) e in collegamento Antonio Decaro, presidente Commissione Envi al Parlamento Europeo. Il dibattito \u00e8 stato coordinato da Andrea Dellabianca, presidente della Compagnia delle Opere. Tra i temi affrontati l&#8217;urgenza e l&#8217;impegno per la pace, l&#8217;integrazione tra i paesi membri, la concreta responsabilit\u00e0 per il bene comune a livello comunitario. Salini ha evidenziato come &#8220;gli attuali 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea hanno molto che li accomuna e molto che li distingue. Che cosa ci pu\u00f2 tenere assieme? Uno sguardo attento che arrivi prima della politica, in modo che all&#8217;interno della politica europea si porti la vita e non si invada la vita con un eccesso di politica&#8221;. Secondo Sberna, &#8220;l&#8217;Unione Europea deve essere utile e importante per fare cose grandi: \u00e8 importante fare il lavoro che i singoli stati membri da soli non riescono a fare. La sfida \u00e8 questa: al di l\u00e0 delle regole e dei dossier. Il principio di sussidiariet\u00e0 anima i trattati a cui noi ci dobbiamo attenere: bisogna fare poche cose fatte bene, che diano la forza alle realt\u00e0 nazionali di poter lavorare con regole meno burocratiche&#8221;. Fidanza ha sottolineato l&#8217;importanza di tutelare gli interessi nazionali: &#8220;Per l&#8217;Italia \u00e8 fondamentale. Noi abbiamo ceduto a una sorta di fideismo europeista, che significa pensare che quella dimensione fosse sostitutiva di quelle nazionali. Dobbiamo invece tornare a far valere l&#8217;interesse nazionale in Europa, che \u00e8 quello che fanno tutti, contemperando con gli interessi delle altre Nazioni. Si fa collaborando con tutte le forze politiche. Poi dobbiamo avere un p\u00f2 pi\u00f9 d&#8217;orgoglio. Dobbiamo essere capaci anche che le persone dentro alla tecnostruttura europea ragionino tutti in una logica di squadra&#8221;. Ha anche messo in evidenza l&#8217;importanza di tenere assieme un&#8217;identit\u00e0 culturale e storica: &#8220;Noi abbiamo pi\u00f9 Europe e culture, un Mediterraneo improntato alla difesa della qualit\u00e0, un&#8217;Europa del Nord pi\u00f9 mercantilistica, un Europa dell&#8217;Est che deve maturare sotto molti aspetti. Gli interessi economici divergono ma ci\u00f2 che ci tiene insieme \u00e8 l&#8217;identit\u00e0 culturale e storica, e su questo l&#8217;Europa di oggi sta facendo pericolosi passi indietro&#8221;. <br \/>Decaro ha invece messo al centro del suo intervento l&#8217;essenzialit\u00e0 di tutelare i valori del manifesto di Ventotene che, ancora oggi, &#8220;dev&#8217;essere la guida del Parlamento europeo. L&#8217;anima europea deve prevalere sugli egoismi nazionali. Deve essere il luogo dove contribuiamo a costruire una visione comune: aprirsi all&#8217;altro significa arricchirsi. Dobbiamo difendere i valori del manifesto di Ventotene. L&#8217;Europa \u00e8 quel luogo dove non solo si decidono le cose che accadono nei Paesi, ma il luogo dove si cercano di pi\u00f9 le cose che ci uniscono rispetto a quelle che dividono. Non abbiamo bisogno soltanto di un&#8217;Europa economica, ma che abbia una politica comune e una difesa comune. Stare insieme non significa annullare le specificit\u00e0 di ciascuno&#8221;. <br \/>Diversa l&#8217;impostazione di Fidanza, secondo cui le priorit\u00e0 sono invece legate soprattutto ad aspetti economici: &#8220;Oggi dobbiamo tutelare l&#8217;economia reale, che \u00e8 stata travolta da un eccesso di ideologia nel nome della sostenibilit\u00e0 ambientale che ha travolto il nostro sistema produttivo. Abbiamo bisogno di una politica industriale della difesa comune, non basta prendere i singoli bilanci nazionali della difesa e metterli in un calderone europeo. Dobbiamo fare in modo che gli interessi nazionali trovino una composizione comune. In questa legislatura siamo chiamati a dare una risposta. Noi oggi sappiamo che non ci sono i soldi per farlo, e quindi dobbiamo affidarci al mercato e alle grandi societ\u00e0 nazionali: \u00e8 una delle sfide pi\u00f9 importanti&#8221;. Sberna ha quindi rilanciato la centralit\u00e0 della natalit\u00e0, rafforzando l&#8217;esigenza di una difesa comune: &#8220;L&#8217;UE deve fare in modo che l&#8217;economia venga rilanciata rispetto all&#8217;inverno demografico: dobbiamo rafforzare la natalit\u00e0, perch\u00e8 pi\u00f9 cittadini europei possono nascere e prosperare pi\u00f9 ci possono essere benefici economici. Rispetto alla difesa comune, la pace pu\u00f2 essere garantita se lavora con la difesa, con i confini dell&#8217;Europa e su questo dobbiamo tenerne conto. La protezione, la pace e la stabilit\u00e0 devono essere garantite dall&#8217;Europa&#8221;. <br \/>Infine, Salini ha illustrato quelli che sarebbero i due punti fondamentali per la crescita economica. &#8220;Il primo punto \u00e8 riconoscere che il presupposto su cui si fonda l&#8217;arricchimento economico \u00e8 stato determinato dall&#8217;aver accettato un orizzonte pi\u00f9 grande, supportato da politiche di armonizzazione. Senza l&#8217;UE che armonizza gli standard tecnici, l&#8217;industria italiana non avrebbe esportato un tubo, e avremmo perso centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il secondo punto \u00e8 che oggi non basta l&#8217;UE: oggi per mantenere alta la competitivit\u00e0 dobbiamo tenere l&#8217;Europa attaccata al traino dell&#8217;Occidente, assieme agli Stati Uniti. L&#8217;economia americana non dev&#8217;essere isolata da quella europea, e la prima esigenza che abbiamo \u00e8 avviare un discorso su siderurgia e alluminio con gli Stati Uniti. L&#8217;autonomia la si crea con quelle alleanze che tutelano le qualit\u00e0 e le eccellenze&#8221;. Inoltre, &#8220;per avere la difesa comune, bisogna collocare i bilanci nazionali dentro al bilancio europeo, accettando che il bilancio europeo diventi un vero bilancio&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<br \/>-Foto: Agenzia Fotogramma-<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIMINI (ITALPRESS) &#8211; Le linee culturali, sociali ed economiche del futuro dell&#8217;Unione europea come principi ispiratori di una visione di Europa che tenga insieme unit\u00e0 e diversit\u00e0, sono state al centro di un incontro al Meeting di Rimini. 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