{"id":207439,"date":"2024-08-06T13:08:03","date_gmt":"2024-08-06T11:08:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/08\/06\/i-piani-di-bf-per-lafrica-vecchioni-valore-alla-terra-ed-a-comunita\/"},"modified":"2024-08-06T13:08:03","modified_gmt":"2024-08-06T11:08:03","slug":"i-piani-di-bf-per-lafrica-vecchioni-valore-alla-terra-ed-a-comunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/08\/06\/i-piani-di-bf-per-lafrica-vecchioni-valore-alla-terra-ed-a-comunita\/","title":{"rendered":"I piani di BF per l\u2019Africa, Vecchioni \u201cValore alla terra ed a comunit\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Per noi la Bf di oggi in Italia \u00e8 anche il miglior esempio per presentarci alle agricolture di altri continenti. Abbiamo ricevuto diverse delegazioni di paesi africani nelle nostre sedi di Jolanda di Savoia a Cortona e in Sardegna ad Arborea e Marrubiu, presentando il nostro modo di lavorare per far crescere comunit\u00e0 agricole e sociali&#8221;. Cos\u00ec, in una intervista al quotidiano Domani, Federico Vecchioni, amministratore delegato di Bf, che dal 2023 ha avviato il suo percorso di internazionalizzazione, con la creazione di Bf international. Il piano \u00e8 ambizioso: investimenti in 40 Paesi nel mondo di cui 30 africani, basate su una visione di collaborazione tra pari, con una media di 10 mila ettari di superficie coltivata e una visione trentennale. Primi paesi coinvolti: Algeria, Egitto e Ghana.<br \/>&#8220;L&#8217;agricoltura \u00e8 tornata centrale nelle economie di tutti i paesi, indipendentemente dal Pil e dalla capacit\u00e0 di generare ricchezza &#8211; spiega -. Le emergenze degli ultimi anni, come il Covid o i conflitti, hanno colto questo mondo impreparato. Oggi tutti hanno capito di nuovo che l&#8217;agricoltura \u00e8 imprescindibile, in termini di strategia. Non \u00e8 solo cibo, \u00e8 molto di pi\u00f9, \u00e8 conservazione delle risorse naturali, \u00e8 occupazione, \u00e8 tecnologia, \u00e8 salubrit\u00e0 degli alimenti e quindi benessere dell&#8217;essere umano. Un&#8217;infrastruttura agroindustriale integrata ad alta tecnologia come Bf solo quindici anni fa sarebbe stata considerata non realizzabile: un progetto economico a trazione agricola. E&#8217; da queste considerazioni che nasce il piano Africa: traguardare i prossimi trent&#8217;anni come un&#8217;opportunit\u00e0 per chi ha sviluppato la nostra capacit\u00e0 di gestire il capitale terra&#8221;.<br \/>&#8220;E&#8217; stata totalmente sfatata &#8211; sottolinea Federico Vecchioni &#8211; la logica per cui le commodity alimentari potessero venire solo da alcune aree del mondo e che gli altri paesi potessero quindi fare a meno di produrre, fare agricoltura. Quando c&#8217;\u00e8 stato il disastro di Haiti, nel 2010, l&#8217;Unione europea voleva mandare grano come aiuti alimentari ma i nostri magazzini erano vuoti. Oggi nessuno pu\u00f2 permettersi di non avere un proprio approvvigionamento nazionale, che sia frutto di una politica che lo leghi alla crescita del comparto agricolo. Questo vale per le economie ad alto reddito pro capite, come i paesi del Golfo, cos\u00ec come per i paesi africani. Gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato che allontanarsi dalla produzione agricola esponeva a rischi di sicurezza alimentare, non solo sul piano qualitativo ma anche quantitativo. E&#8217; dunque un errore di geopolitica e non solo di economia. Nel futuro ci sar\u00e0 un riequilibrio delle forze, la produzione agricola sar\u00e0 pi\u00f9 trasversale e meno concentrata. Paesi che erano importatori netti, come quelli del Nord Africa, si stanno ponendo il problema di avere stoccaggi e produzioni proprie per le loro popolazioni in crescita, come nel caso dell&#8217;Egitto&#8221;.<br \/>&#8220;In Africa &#8211; aggiunge l&#8217;Ad di Bf &#8211; non facciamo acquisizioni di terra ma valorizzazione della terra. E&#8217; un progetto che nel settore agricolo e alimentare su scala globale non ha eguali, come attesta il nostro advisor Bcg nella sua analisi competitiva. Nel mondo ci sono multinazionali che vendono prodotti, oppure fondi sovrani che comprano terra. Il nostro approccio invece \u00e8 opposto a entrambi i modelli: vogliamo realizzare progetti di lungo periodo, lasciando quello che produciamo sul mercato agricolo locale. No trading dunque. Il grano algerino rimarr\u00e0 in Algeria, lo specifico perch\u00e8 su questo aspetto ci sono state interpretazioni sbagliate o strumentali. Il presidente algerino Tebboune vuole portare il paese all&#8217;autosufficienza alimentare e la nostra presenza \u00e8 in un&#8217;ottica di collaborazione su obiettivi strategici&#8221;. <br \/>Questo metodo \u00e8 diverso dal land grabbing &#8220;semplicemente perch\u00e8 non si compra terra &#8211; spiega Vecchioni -. La propriet\u00e0 rimane alle comunit\u00e0 locali, gli investimenti rimangono sul posto. Non si esportano persone ma si valorizza il capitale umano che c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Quelle che costruiamo sono alleanze con gli attori locali, facendo attenzione alle ricadute sociali e ambientali nei luoghi dove andiamo a operare. Investiamo sulle generazioni future, come stiamo facendo in Italia con i giovani agricoltori&#8221;. <br \/>In merito alla scelta dei Paesi dai quali partire, &#8220;ci sono filiere a noi pi\u00f9 vicine, come le grandi colture dai cereali ai legumi alla zootecnia &#8211; dichiara -. C&#8217;\u00e8 un interesse che nasce dalla vocazione storica della nostra ricerca. Siamo partiti da paesi come l&#8217;Algeria oppure il Ghana, dove erano gi\u00e0 in corso relazioni legate alla sperimentazione e ricerca oppure a relazioni economiche non consolidate ma comunque presenti. In altri paesi, come l&#8217;Egitto, sono state le ambasciate italiane a creare opportunit\u00e0 nel momento in cui Bf spa si \u00e8 affacciata sul mercato internazionale. Inoltre ad aprile abbiamo portato a termine l&#8217;acquisizione di Agriconsulting Europe, che ha una lunga esperienza di relazioni europee con diversi paesi africani e ci ha messo a disposizione relazioni agricole con economie come quelle di Congo Brazzaville, Kenya, Angola o Senegal&#8221;.<br \/>&#8220;Credo sia importante &#8211; sottolinea ancora l&#8217;Ad di Bf &#8211; realizzare progetti di sviluppo economico dedicati a ogni singolo paese, con un approccio innovativo ma che sia assimilabile nei giusti tempi con un trasferimento tecnologico graduale. La creazione di una model farm dai 5 ai 10mila ettari, come quelle che andiamo a progettare, far\u00e0 nascere dei poli produttivi che creeranno effetti virtuosi anche nel contesto in essere, perch\u00e8 interagiscono con le comunit\u00e0, i piccoli agricoltori, gli artigiani, portano trasferimento tecnologico, preparazione, professionalit\u00e0. In Angola o Congo rilanceremo vasti territori incolti, dove \u00e8 pi\u00f9 facile introdurre nuove tecnologie digitali o di agricoltura rigenerativa pi\u00f9 coerenti con il cambiamento climatico&#8221;. &#8220;C&#8217;\u00e8 un&#8217;interazione che giudico virtuosa e complementare &#8211; aggiunge -. Il Piano Mattei \u00e8 un atto politico del nostro governo, con un impatto economico e sociale. Il nostro \u00e8 il piano industriale di un soggetto privato che ha stanziato risorse per realizzarlo. La visione politica accomuna le azioni in atto&#8221;. &#8220;Nei Paesi in cui i piani coesistono certamente ci potr\u00e0 essere un lavoro del sistema Italia di cui Bf fa parte &#8211; prosegue -. Il piano di Bf prevede interventi in molti Paesi tra i quali anche quelli previsti nel Piano Mattei. Non c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;elaborazione congiunta temporalmente, ma ci sar\u00e0 un&#8217;implementazione congiunta: faremo investimenti in paesi coperti dal Piano Mattei e le forze in campo potranno agire in modo complementare&#8221;. Poi, dopo l&#8217;Africa &#8220;ci sar\u00e0 sicuramente l&#8217;America latina, in particolare il Brasile. Sicuramente l&#8217;Eurasia, perch\u00e8 paesi come Uzbekistan e Kazakistan hanno aree agricole molto interessanti. Infine c&#8217;\u00e8 il Medio Oriente, paesi dove c&#8217;\u00e8 poca terra ma investimenti in sicurezza alimentare per 85 miliardi di dollari&#8221;.<br \/>&#8211; foto Agenzia Fotogramma &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Per noi la Bf di oggi in Italia \u00e8 anche il miglior esempio per presentarci alle agricolture di altri continenti. 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