{"id":206490,"date":"2024-07-27T19:18:01","date_gmt":"2024-07-27T17:18:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/07\/27\/la-mafia-41-anni-fa-uccideva-rocco-chinnici-ciclo-di-eventi-per-ricordarlo\/"},"modified":"2024-07-27T19:18:01","modified_gmt":"2024-07-27T17:18:01","slug":"la-mafia-41-anni-fa-uccideva-rocco-chinnici-ciclo-di-eventi-per-ricordarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/07\/27\/la-mafia-41-anni-fa-uccideva-rocco-chinnici-ciclo-di-eventi-per-ricordarlo\/","title":{"rendered":"La mafia 41 anni fa uccideva Rocco Chinnici, ciclo di eventi per ricordarlo"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Il 29 luglio 1983, alle 8.05 del mattino, una Fiat 126 verde imbottita con 75 chili di tritolo esplose in via Pipitone Federico, a Palermo. Il giudice Rocco Chinnici, il maresciallo Mario Trapassi, l\u2019appuntato Salvatore Bartolotta e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile in cui abitava il giudice, persero la vita. Chinnici stava per salire sulla sua Alfetta blindata, ma il boss di Resuttana, Antonino Madonia, azion\u00f2 il telecomando proprio nel momento in cui il giudice originario di Misilmeri stava per transitare accanto alla 126. Fu un\u2019esplosione devastante. <br \/>Sono trascorsi 41 anni da quel giorno. Palermo, Misilmeri, Partanna e anche Pavia ricordano l\u2019attentato con una serie di appuntamenti che si terranno durante la giornata di luned\u00ec 29 luglio. Si parte da Palermo alle 9.30, nel luogo in cui avvenne la strage, via Pipitone Federico 59, dove verranno ricordati il giudice e la sua scorta e verranno deposte le corone di fiori. Segue poi, alle 10.15, la messa in loro memoria nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, mentre alle 12.00 a Misilmeri, in provincia di Palermo, comune di nascita del giudice Chinnici, si terr\u00e0 una deposizione di corone di fiori. Infine, alle ore 19.00, l\u2019ultima deposizione di corone a Partanna, in provincia di Trapani, in Piazza Umberto I, sul bifrontale dedicato a Rocco Chinnici. <br \/>Contemporaneamente anche Mede, comune in provincia di Pavia, ricorder\u00e0 il giudice Chinnici con un concerto musicale dell\u2019orchestra messicana \u201cThe Kwapisz Youth String Orchestra-Messico\u201d. L\u2019evento si terr\u00e0 il 29 luglio alle ore 21.00 alla Tenuta Besostri in via Amendola 1. L\u2019ingresso \u00e8 libero. <br \/>Grande precursore della moderna lotta alla mafia, il giudice Chinnici credeva fermamente nell\u2019importanza della cultura e del lavoro. Tra gli anni Settanta e l\u2019inizio degli anni Ottanta, di fronte ad una mafia sempre pi\u00f9 violenta e potente, il giudice Chinnici port\u00f2 coraggiosamente avanti il suo lavoro di magistrato con straordinarie intuizioni ed una eccezionale forza innovativa. Alla fine del 1979, fu nominato capo dell\u2019Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo e cre\u00f2 il Pool antimafia, chiamando a s\u00e8 colleghi allora giovani, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Diede inoltre un prezioso contributo tecnico alla stesura della legge Rognoni-La Torre e, in particolare, alla definizione del reato di associazione \u201cdi tipo mafioso\u201d (articolo 416 bis del Codice Penale) ed al potenziamento della prevenzione patrimoniale. Fu inoltre il primo magistrato ad uscire dalle aule dei Tribunali per andare nelle scuole e parlare ai ragazzi dei pericoli della droga, il cui traffico mondiale era, allora, l\u2019attivit\u00e0 principale della mafia. L\u2019obiettivo era sensibilizzare le nuove generazioni su questa grave minaccia alla democrazia.<br \/>Con le sue intuizioni e innovazioni e con il suo impegno, Rocco Chinnici ha dunque segnato profondamente la cultura dei magistrati italiani, lo sviluppo della legislazione e dell\u2019azione di contrasto alle organizzazioni criminali. <br \/>\u201cMio padre non \u00e8 stato soltanto un magistrato che ha combattuto la mafia nelle aule di giustizia \u2013 racconta la figlia Caterina Chinnici, europarlamentare \u2013 ma ha portato il proprio impegno anche sul piano legislativo ed operativo, innovando profondamente l\u2019azione di contrasto alle organizzazioni criminali con la creazione del pool antimafia, con il contributo decisivo all\u2019introduzione del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso e delle misure di contrasto patrimoniali, e con l\u2019avvio delle prime indagini bancarie e societarie. Rocco Chinnici credeva fortemente nella necessit\u00e0 di accompagnare l\u2019azione di contrasto investigativa e giudiziaria, con un\u2019opera di profondo rinnovamento culturale, di stimolo delle coscienze individuali e collettive\u201d.<br \/>\u201cCiascuno, diceva, rivolgendosi in particolare ai giovani \u2013 conclude Chinnici \u2013 deve sentire imperioso il bisogno di compiere il proprio dovere di cittadino, perch\u00e8 la mafia possa essere affrontata e contrastata davvero con successo. E considerava, quale strumento straordinario di quest\u2019opera, proprio la cultura. La cultura \u00e8 libert\u00e0, queste le sue parole, nelle quali credo fermamente anch\u2019io. Lavoro e cultura rappresentavano per lui le \u201carmi\u201d pi\u00f9 efficaci per combattere quell\u2019acquiescenza al sistema su cui la mafia costruisce il proprio potere e si radica sul territorio\u201d.<br \/>\u2013 foto ufficio stampa Caterina Chinnici \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Il 29 luglio 1983, alle 8.05 del mattino, una Fiat 126 verde imbottita con 75 chili di tritolo esplose in via Pipitone Federico, a Palermo. Il giudice Rocco Chinnici, il maresciallo Mario Trapassi, l\u2019appuntato Salvatore Bartolotta e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile in cui abitava il giudice, persero la vita. 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