{"id":205397,"date":"2024-07-18T17:08:01","date_gmt":"2024-07-18T15:08:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/07\/18\/paolo-borsellino-32-anni-fa-la-strage-di-via-damelio\/"},"modified":"2024-07-18T17:08:01","modified_gmt":"2024-07-18T15:08:01","slug":"paolo-borsellino-32-anni-fa-la-strage-di-via-damelio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/07\/18\/paolo-borsellino-32-anni-fa-la-strage-di-via-damelio\/","title":{"rendered":"Paolo Borsellino, 32 anni fa la strage di via D\u2019Amelio"},"content":{"rendered":"<div>PALERMO (ITALPRESS) &#8211; Ricorre domani l&#8217;anniversario della strage di via D&#8217;Amelio, avvenuta trentadue anni fa, il 19 luglio del 1992, quando \u00e8 stato ucciso il magistrato Paolo Borsellino, dopo 57 giorni dalla morte del suo collega e amico, Giovanni Falcone. Tanti ancora gli interrogativi sulla strage, nonostante i processi e gli sviluppi sul piano giudiziario, che per\u00f2 non hanno ancora chiarito definitivamente la vicenda.<br \/>Quell&#8217;anno due attentati hanno tolto la vita a due magistrati in prima linea nella lotta alla mafia e con loro sono morti anche otto agenti delle scorte e la moglie di Falcone, il magistrato Francesca Morvillo. Tra la strage di Capaci e quella di via D&#8217;Amelio, preparate dalla mafia per eliminare i due giudici attivi nella lotta a Cosa Nostra, sono passati cinquantasette giorni. Le immagini di quei due tragici eventi restano ancora oggi <br \/>Dopo trentadue anni restano impresse nella memoria le immagini di quei tragici eventi. Il 19 luglio 1992, poco prima delle 17, una forte esplosione scuote via D&#8217;Amelio a Palermo. A saltare in aria \u00e8 un&#8217;autobomba, una Fiat 126 rubata, caricata d&#8217;esplosivo e piazzata in prossimit\u00e0 del civico 21, davanti all&#8217;abitazione di Maria Pia Lepanto, madre di Paolo Borsellino, e della sorella del magistrato, Rita. E&#8217; domenica e il giudice, accompagnato dalla sua scorta, si reca in visita dalla madre.<br \/>Proprio mentre Borsellino si trova davanti al portone d&#8217;ingresso, viene azionato il telecomando che fa esplodere l&#8217;auto. La via si trasforma subito in un inferno: un forte boato risuona in citt\u00e0, tremano gli edifici, i vetri vanno in frantumi, c&#8217;\u00e8 distruzione ovunque. Muoiono Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, che diventa la prima donna della Polizia a morire in una strage di mafia. Tra gli agenti della scorta presenti, sopravvive solo Antonino Vullo. Scompare anche l&#8217;agenda rossa del magistrato, contenente i suoi appunti.<br \/>Soltanto 57 giorni prima, il 23 maggio del 1992, in un altro attentato erano stati uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie e magistrato Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Quel giorno, poco prima dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, un&#8217;esplosione aveva colpito in pieno il corteo di auto sulle quali viaggiavano e che si dirigeva lungo il tratto dell&#8217;autostrada A29 dall&#8217;aeroporto di Punta Raisi verso Palermo. Sono trascorsi meno di due mesi tra le due stragi nelle quali hanno perso la vita due magistrati tra i pi\u00f9 attivi nella lotta alla mafia.<br \/>In quei cinquantasette giorni, dopo aver vissuto la morte del collega e amico, Borsellino immaginava il suo destino, capiva di essere un obiettivo di Cosa Nostra. Tuttavia, il magistrato continuava il suo lavoro con coraggio. &#8220;E&#8217; normale che esista la paura, in ogni uomo, l&#8217;importante \u00e8 che sia accompagnata dal coraggio&#8221;, diceva. &#8220;Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura &#8211; aggiungeva -, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti&#8221;.<br \/>Simboli della lotta alla criminalit\u00e0 organizzata, con il pool antimafia i magistrati hanno creato un nuovo metodo investigativo, riuscendo a riconoscere la struttura verticistica di Cosa Nostra per la quale hanno istruito il maxiprocesso. La mafia negli anni aveva ucciso magistrati, investigatori, politici, giornalisti, soffocava la societ\u00e0 e l&#8217;economia. Quel processo di cos\u00ec vaste dimensioni, partito nel 1986, era la risposta dello Stato. Poi, per\u00f2, sono arrivate le stragi del 1992 e la storia del Paese \u00e8 rimasta segnata per sempre.<br \/>La memoria di quanto accaduto resta comunque viva e ogni anno a Palermo e in tutta Italia le stragi vengono ricordate con cerimonie, manifestazioni e cortei.<br \/>-foto Agenzia Fotogramma &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) &#8211; Ricorre domani l&#8217;anniversario della strage di via D&#8217;Amelio, avvenuta trentadue anni fa, il 19 luglio del 1992, quando \u00e8 stato ucciso il magistrato Paolo Borsellino, dopo 57 giorni dalla morte del suo collega e amico, Giovanni Falcone. 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