{"id":201691,"date":"2024-06-18T18:03:08","date_gmt":"2024-06-18T16:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/06\/18\/il-libro-le-vite-spezzate-delle-fosse-ardeatine-fa-tappa-in-sicilia\/"},"modified":"2024-06-18T18:03:08","modified_gmt":"2024-06-18T16:03:08","slug":"il-libro-le-vite-spezzate-delle-fosse-ardeatine-fa-tappa-in-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/06\/18\/il-libro-le-vite-spezzate-delle-fosse-ardeatine-fa-tappa-in-sicilia\/","title":{"rendered":"Il libro \u201cLe vite spezzate delle Fosse Ardeatine\u201d fa tappa in Sicilia"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cAvvertire subito il mio intimo amico perch\u00e8 faccia scappare gli altri compagni. State tranquilli: far\u00f2 il mio dovere. Viva l\u2019Italia libera\u201d. A scrivere questo biglietto clandestino \u00e8 Ferdinando Agnini, studente di Medicina di 19 anni di Catania, animatore dell\u2019Arsi, Associazione rivoluzionaria studentesca italiana, e membro delle Brigate Garibaldi del partito comunista, arrestato dalle SS tedesche su delazione nel quartiere Montesacro di Roma. Nando \u00e8 uno dei 16 siciliani che il 24 marzo 1944 vengono trucidati alle Fosse Ardeatine, la pi\u00f9 grave strage compiuta dai tedeschi in un\u2019area metropolitana e, oggi, eccidio simbolo della Resistenza.<br \/>Ne parla il libro \u201cLe vite spezzate delle Fosse Ardeatine\u201d (Einaudi) di Mario Avagliano e Marco Palmieri che, dopo aver girato l\u2019Italia e aver raggiunto in poche settimane la seconda edizione, ora sbarca in Sicilia, dove il tour della memoria del coautore Mario Avagliano toccher\u00e0 Palermo (19 giugno, ore 18, alla Mondadori Flaccovio Bookstore, con Marco Patucchi, Lino Buscemi e Ottavio Terranova), Trapani (20 giugno, ore 18, al Museo San Rocco, con Andrea Castellano e Giuseppe Monticciolo), Milazzo (21 giugno, ore 18.30, alla Villa Vaccarino, con Antonio Nunzio Isgr\u00f2 e Fabio Milazzo), Messina (22 giugno, ore 18.30, al Feltrinelli Point, con Antonio Baglio e Giuseppe Restifo) e Casteltermini (29 giugno, con Mario Mallia), accompagnato in tutte le tappe dall\u2019Anpi.<br \/>Nella cava di pozzolana alle porte di Roma, all\u2019inizio della drammatica primavera del 1944 vengono uccisi 335 uomini, freddati con un colpo di pistola a bruciapelo alla testa. Le vittime delle Fosse Ardeatine \u2013 in proporzione di dieci a uno, pi\u00f9 5 per errore, come rappresaglia per l\u2019attacco partigiano del giorno precedente in via Rasella costato la vita a 33 soldati delle forze d\u2019occupazione \u2013 sono per oltre due terzi prigionieri politici, appartenenti a tutte le forze antifasciste. Gli altri martiri, non politici, aggiunti per ottenere il numero stabilito, sono ebrei destinati alla deportazione, alcune persone rastrellate in via Rasella subito dopo l\u2019attacco partigiano ma del tutto estranee ai fatti e alcuni detenuti comuni per motivi di pubblica sicurezza. Fino ad oggi, per\u00f2, eccetto alcuni nomi noti, delle vittime delle Fosse Ardeatine si conosceva assai poco. Le loro storie individuali col passare del tempo sono state dimenticate, perdute o in qualche caso mai ben conosciute a fondo (tre di loro sono ancora ignoti) e ora, grazie a questo libro, vengono finalmente ricostruite una per una, testimoniando l\u2019apporto del Meridione e in particolare della Sicilia alla lotta resistenziale. La Sicilia \u00e8 infatti la regione con pi\u00f9 numero di vittime, dopo il Lazio e la Campania. Oltre a Ferdinando Agnini, tra le vittime ci sono Vito Artale, tenente generale d\u2019Artiglieria di 62 anni di Palermo; Daniele Giordano, corazziere di 27 anni di Palermo; Giovanni Rampulla, tenente colonnello di 47 anni di Patti; Carlo Avolio, dirigente d\u2019azienda di 48 anni di Siracusa; Rosario Pitrelli, meccanico e aviere di 26 anni di Caltagirone; Ermelindo Pietro Lungaro, sottufficiale di Ps di 33 anni di Erice; Leonardo Buttic\u00e8, caporale dell\u2019aviazione di 23 anni di Siculiana; Salvatore La Rosa, soldato di 33 anni di Aragona (identificato dai carabinieri del Ris solo nel 2011, grazie all\u2019esame del Dna sui resti contenuti nel sarcofago 273, confrontato con quello della figlia Angela); Sebastiano Ialuna, artigliere e agricoltore di 23 anni di Mineo; Santo Morgano, bracciante agricolo e soldato di 23 anni di Militello Rosmarino; Gaetano Butera, decoratore di 19 anni di Riesi; Nunzio Rindone, pastore di 30 anni di Leonforte; Michele Partito, scalpellino di 29 anni di Casteltermini (anche identificato solo nel 2012, grazie alla prova del Dna); Cosimo D\u2019Amico, amministratore teatrale di 36 anni di Catania, rastrellato a via Rasella dopo l\u2019attacco gappista; Raffaele Zicconi, impiegato di 32 anni di Sommatino.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 Foto: locandina ufficio stampa <br \/>(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cAvvertire subito il mio intimo amico perch\u00e8 faccia scappare gli altri compagni. 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