{"id":195852,"date":"2024-04-25T15:07:59","date_gmt":"2024-04-25T13:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/04\/25\/25-aprile-mattarella-senza-memoria-non-ce-futuro-ricordare-stragi\/"},"modified":"2024-04-25T15:07:59","modified_gmt":"2024-04-25T13:07:59","slug":"25-aprile-mattarella-senza-memoria-non-ce-futuro-ricordare-stragi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/04\/25\/25-aprile-mattarella-senza-memoria-non-ce-futuro-ricordare-stragi\/","title":{"rendered":"25 Aprile, Mattarella \u201cSenza memoria non c\u2019\u00e8 futuro, ricordare stragi\u201d"},"content":{"rendered":"<div>CIVITELLA VAl DI CHIANA (AREZZO) (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Sono venuto, oggi, qui a Civitella &#8211; uno dei luoghi simbolo della barbarie nazifascista &#8211; per fare memoria di tutte le vittime dei crimini di guerra, trucidate, in quel 1944, sul territorio nazionale e all&#8217;estero. Non c&#8217;\u00e8 parte del suolo italiano &#8211; con la sola eccezione della Sardegna &#8211; che non abbia patito la violenza nazifascista contro i civili e non abbia pianto sulle spoglie dei propri concittadini brutalmente uccisi. La Regione che ci ospita &#8211; la Toscana &#8211; \u00e8 tra quelle che hanno pagato il pi\u00f9 alto tributo di sangue innocente, insieme all&#8217;Emilia Romagna e al Piemonte&#8221;. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del suo intervento a Civitella Val di Chiana. &#8220;Con queste barbare uccisioni, nella loro strategia di morte, i nazifascisti cercavano di fare terra bruciata attorno ai partigiani per proteggere la ritirata tedesca, di instaurare un regime di terrore nei confronti dei civili perch\u00e8 non si unissero ai partigiani, di operare vendette nei confronti di un popolo, considerato inferiore da alleato e, dopo l&#8217;armistizio, traditore.<br \/>\nSi tratt\u00f2 di gravissimi crimini di guerra, contrari a qualunque regola internazionale e all&#8217;onore militare e, ancor di pi\u00f9, ai principi di umanit\u00e0. Nessuna ragione, militare o di qualunque altro genere, pu\u00f2 infatti essere invocata per giustificare l&#8217;uccisione di ostaggi e di prigionieri inermi&#8221; aggiunge. &#8220;I nazifascisti ne erano ben consapevoli: i corpi dei partigiani combattenti, catturati, torturati e giustiziati, dovevano rimanere esposti per giorni, come sinistro monito per la popolazione. Ma le stragi di civili cercavano di tenerle nascoste e occultate, le vittime sepolte o bruciate. Non si sa se per un senso intimo di disonore o per evitare d&#8217;incorrere nei rigori di una futura giustizia, o, ancora, per non destare ulteriori sentimenti di rivolta tra gli italiani &#8211; dice ancora il Capo dello Stato -. All&#8217;infamia della strage di Marzabotto, la pi\u00f9 grande compiuta in Italia, segu\u00ec un corollario altrettanto indegno: la propaganda fascista, sui giornali sottoposti a controlli e censure, negava l&#8217;innegabile, provando a smentire l&#8217;accaduto, cercando di definire false le notizie dell&#8217;eccidio e irridendo i testimoni. &#8220;Occorre &#8211; oggi e in futuro &#8211; far memoria di quelle stragi e di quelle vittime e sono preziose le iniziative nazionali e regionali che la sorreggono. Senza memoria, non c&#8217;\u00e8 futuro &#8211; chiosa Mattarella -. Una lunga di scia di sangue ha accompagnato il cammino dell&#8217;Italia verso la Liberazione. Il sangue dei martiri che hanno pagato con la loro vita le conseguenze terribili di una guerra ingiusta e sciagurata, combattuta a fianco di Hitler nella convinzione che la grandezza e l&#8217;influenza dell&#8217;Italia si sarebbero dispiegate in un nuovo ordine mondiale. Un ordine fondato sul dominio della razza, sulla sopraffazione o, addirittura, sullo sterminio di altri popoli. Una aspirazione bruta, ignobile, ma anche vana. Totalmente sottomessa alla Germania imperialista di Hitler, l&#8217;Italia fascista, entrata nel conflitto senza alcun rispetto per i soldati mandati a morire cinicamente, non avrebbe comunque avuto scampo&#8221;. &#8220;Nasceva la Resistenza, un movimento che, nella sua pluralit\u00e0 di persone, motivazioni, provenienze e spinte ideali, trov\u00f2 la sua unit\u00e0 nella necessit\u00e0 di porre fine al dominio nazifascista sul territorio italiano, per instaurare una nuova convivenza, fondata sul diritto e sulla pace &#8211; dice ancora Mattarella -. Vi fu l&#8217;eroica Resistenza dei circa 600 mila militari che, dopo l&#8217;8 settembre, rifiutarono di servire la Repubblica di Sal\u00f2, il regime fantoccio instaurato da Mussolini sotto il controllo totale di Hitler. Vi fu la Resistenza delle popolazioni, ribellatesi spontaneamente di fronte a episodi di brutalit\u00e0 e alle violenze, scrivendo pagine di splendido eroismo civile. Vi furono le coraggiose lotte operaie, culminate nei grandi scioperi nelle industrie delle citt\u00e0 settentrionali.<br \/>\nIn tutta la Penisola, nelle montagne e nelle zone di mare, si attiv\u00f2 spontaneamente, in quegli anni drammatici, la rete clandestina della solidariet\u00e0, del risveglio delle coscienze e dell&#8217;umanit\u00e0 ritrovata. Fu la Resistenza civile, la Resistenza senza armi, un movimento largo e diffuso, che vide anche la rinascita del protagonismo delle donne, sottratte finalmente al ruolo subalterno cui le destinava l&#8217;ideologia fascista. La Resistenza, nelle sue forme cos\u00ec diverse, contribu\u00ec in misura notevole all&#8217;avanzata degli Alleati e alla sconfitta del nazifascismo&#8221;. &#8220;Quei ragazzi, che riposano sotto le lapidi bianche dei cimiteri alleati che costellano la nostra Penisola, li sentiamo come nostri caduti, come nostri figli. Liberazione, dunque, dall&#8217;occupante nazista, liberazione da una terribile guerra, ma anche da una dittatura spietata che, lungo l&#8217;arco di un ventennio, aveva soffocato i diritti politici e civili, calpestato le libert\u00e0 fondamentali, perseguitato gli ebrei e le minoranze, educato i giovani alla sacrilega religione della violenza e del sopruso. L&#8217;entrata in guerra, accanto a Hitler, fu la diretta e inevitabile conseguenza di questo clima di fanatica esaltazione&#8221; dice il Presidente della Repubblica. &#8220;Il 25 aprile \u00e8 per l&#8217;Italia una ricorrenza fondante: la festa della pace, della libert\u00e0 ritrovata, e del ritorno nel novero delle nazioni democratiche. Quella pace e quella libert\u00e0, che &#8211; trovando radici nella resistenza di un popolo contro la barbarie nazifascista &#8211; hanno prodotto la Costituzione repubblicana, in cui tutti possono riconoscersi, e che rappresenta garanzia di democrazia e di giustizia, di saldo diniego di ogni forma o principio di autoritarismo o totalitarismo. Aggiungo &#8211; utilizzando parole pronunciate da Aldo Moro nel 1975 &#8211; che &#8220;intorno all&#8217;antifascismo \u00e8 possibile e doverosa l&#8217;unit\u00e0 popolare, senza compromettere d&#8217;altra parte la variet\u00e0 e la ricchezza della comunit\u00e0 nazionale, il pluralismo sociale e politico, la libera e mutevole articolazione delle maggioranze e delle minoranze nel gioco democratico&#8221;. A differenza dei loro nemici, imbevuti del culto macabro della morte e della guerra, i patrioti della Resistenza fecero uso delle armi perch\u00e8 un giorno queste tacessero e il mondo fosse finalmente contrassegnato dalla pace, dalla libert\u00e0, dalla giustizia. Oggi, in un tempo di grande preoccupazione, segnato, in Europa e ai suoi confini, da aggressioni, guerre e violenze, confidiamo in quella speranza. E per questo va ribadito: Viva la Liberazione, Viva la libert\u00e0, viva la Repubblica&#8221; ha concluso il Capo dello Stato. (ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Foto: Agenzia Fotogramma<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CIVITELLA VAl DI CHIANA (AREZZO) (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Sono venuto, oggi, qui a Civitella &#8211; uno dei luoghi simbolo della barbarie nazifascista &#8211; per fare memoria di tutte le vittime dei crimini di guerra, trucidate, in quel 1944, sul territorio nazionale e all&#8217;estero. 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