{"id":19549,"date":"2018-05-18T10:45:46","date_gmt":"2018-05-18T08:45:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=19549"},"modified":"2018-05-18T10:45:46","modified_gmt":"2018-05-18T08:45:46","slug":"de-luca-tari-tra-le-piu-alte-ditalia-basta-con-il-perenne-immondezzaio-urbano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/05\/18\/de-luca-tari-tra-le-piu-alte-ditalia-basta-con-il-perenne-immondezzaio-urbano\/","title":{"rendered":"De Luca: &quot;Tari tra le pi\u00f9 alte d&#039;Italia, basta con il perenne immondezzaio urbano&quot;"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>A Messina si paga una Tari tra le pi\u00f9 alte di Italia per coprire una spesa di oltre 45 milioni di euro annui per un servizio costoso e nocivo per l\u2019ambiente considerato che la raccolta differenziata ha appena raggiunto il 13%. Non esiste ancora un piano determinato dell\u2019SRR (Societ\u00e0 per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti) con la previsione impiantistica e una definizione certa almeno della fase transitoria sino ad arrivare al famigerato rifiuti zero<\/em>\u201d. A dirlo l\u2019on. Cateno De Luca, candidato sindaco di Messina che aggiunge: \u201c<em>La piattaforma di Pace prosegue in regime di ordinanze urgenti senza un\u2019autorizzazione definitiva mentre l\u2019appalto per la realizzazione del Tmb e della discarica giace tra i contenziosi della regione siciliana ed il menefreghismo politico amministrativo\u201d.<\/em><br \/>\n\u201c<em>Tale esborso \u2013 prosegue De Luca \u00e8 dovuto \u2013 tra l\u2019altro \u2013 alla incapacit\u00e0 di effettuare la raccolta differenziata in quattro quartieri su sei ed ai deludenti risultati ottenuti dalla sperimentazione effettuata\u00a0 negli altri due (il primo ed il sesto). Non esiste un piano determinato dell\u2019SRR (Societ\u00e0 per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti) con la previsione impiantistica e una definizione certa almeno della fase transitoria sino ad arrivare al famigerato \u201crifiuti zero\u201d.<\/em><br \/>\n<em>La piattaforma di Pace prosegue in regime di ordinanze urgenti senza un\u2019autorizzazione definitiva mentre l\u2019appalto per la realizzazione del Tmb (separatore Secco \u2013 Umido) e della discarica giace tra i contenziosi della regione siciliana senza che il sindaco muova un chiodo perch\u00e9 prima era contro la piattaforma (quando non era sindaco), mentre adesso sa che potrebbe essere la soluzione per non dover arrivare a Catania ogni mattina spendendo oltre un\u00a0 milione\u00a0 di euro al mese. Si evidenzia il folle tragitto\u00a0 che i rifiuti fanno prima verso Pace e poi verso Catania\u201d.\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>ARO Messina \u2013 Ambito Raccolta Ottimale:<\/strong> \u201cN<em>on si comprende \u2013 aggiunge De Luca perch\u00e9 il comune di Messina non abbia proceduto alla costituzione del proprio ARO individuando, con procedure di evidenza pubblica, un apposito gestore privato internalizzando fin dal 2013 il servizio e mettendo in liquidazione\u00a0 MessinAmbiente piuttosto che farla fallire per istituire un ulteriore carrozzone Messina Servizi Bene Comune dopo il fallimento dell\u2019ATO 3. <\/em><br \/>\n<em>Quest\u2019ultima societ\u00e0, Messina Servizi Bene Comune,\u00a0 sembra infatti concepita pi\u00f9 per sottrarre garanzie ai creditori di MessinAmbiente che per dare risposte concrete ed operative ai cittadini. <\/em><br \/>\n<strong><em>L\u2019ampliamento della discarica di Pace <\/em><\/strong><em>non parte nonostante sia previsto e finanziato dal Piano Regionale Rifiuti con 15 milioni di fondi del commissario con un appalto integrato con lavori gi\u00e0 aggiudicati. In tale ambito \u00e8 stato ipotizzato un impianto TMB (separatore Secco \u2013 Umido) di circa 270 tonn\/g di indifferenziata. <\/em><br \/>\n<strong><em>L\u2019attuale sistema di gestione dei rifiuti non appare legittimo ed \u00e8 pervaso da poche idee ed abbastanza confuse:<\/em><\/strong><em> la citt\u00e0 di Messina ha gi\u00e0 di fatto dichiarato il fallimento di due proprie societ\u00e0 di settore l\u2019ATO 3 e\u00a0 MessinAmbiente. La normativa nazionale non consente, per almeno cinque anni, di costituire una nuova societ\u00e0 del medesimo settore in cui \u00e8 stato dichiarato il fallimento di una societ\u00e0 partecipata. Ciononostante, qualche anno fa il comune di Messina ha\u00a0 costituito un ARO attraverso l\u2019approvazione di un piano d\u2019intervento (pi\u00f9 volte rimodulato per sanare macroscopici errori di progettazione) ma la gestione ARO non \u00e8 ancora partita,\u00a0 cos\u00ec mai partir\u00e0. Nel frattempo i servizi vengono svolti da due societ\u00e0 messe da tempo in liquidazione: la MessinaAmbiente e l\u2019ATO 3 (che, ai sensi della legge regionale 9\/2010, da 2013 non dovrebbe pi\u00f9 espletare attivit\u00e0 gestionali, ma solo liquidatorie).<\/em><br \/>\n<em>Per completare l\u2019opera di mera imbecillit\u00e0 politica- amministrativa, senza tener conto della normativa che lo vieta, \u00e8 stata costituita una nuova societ\u00e0 di gestione, la Messina Servizi Bene comune. Tutto ci\u00f2 in aperto contrasto con la legge,\u00a0 infatti, l\u2019art. 14, comma 6 del D.Lgs n. 175\/2016, in vigore dal 23\/9\/2016, stabilisce che \u201dNei cinque anni successivi alla dichiarazione di\u00a0 fallimento\u00a0 di una societ\u00e0 a controllo pubblico titolare di affidamenti diretti, le pubbliche amministrazioni controllanti non possono\u00a0 costituire\u00a0 nuove societ\u00e0&#8217;, ne&#8217;\u00a0 acquisire\u00a0 o\u00a0 mantenere\u00a0 partecipazioni\u00a0 in\u00a0 societ\u00e0, qualora le stesse gestiscano i medesimi servizi di quella\u00a0 dichiarata fallita\u201d. \u201cNel frattempo \u2013 continua De Luca &#8211; si apprende che nel 2016 sono stati portati in discarica <strong>oltre 100 mila tonnellate di rifiuti con un costo di circa 11 milioni di euro<\/strong>. Sono state del tutto ignorate le possibilit\u00e0 di realizzazione degli impianti di compostaggio e di valorizzazione dei rifiuti differenziati che la SRR avrebbe potuto (anzi dovuto) pianificare ed attuare. <\/em><br \/>\n<em>Invece, la SRR Messina Area Metropolitana \u00e8\u00a0 attualmente commissariata, anche grazie alla scandalosa inattivit\u00e0\u00a0 negli ultimi anni caratterizzati dalla gestione Accorinti (il quale credendo, come detto,\u00a0 che la SRR fosse un organo comunale, si \u00e8 fatto sostituire nella presidenza della SRR in maniera del tutto illegale dal suo assessore all\u2019ambiente Ialacqua). <\/em><br \/>\n<strong><em>Dai costi spropositati con risultati fallimentari ai benefici derivanti dall\u2019attuazione della strategia integrata ARO Messina: <\/em><\/strong><em>i messinesi sopportano un costo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti di oltre il doppio rispetto all\u2019effettivo costo derivante da un sistema legittimo e rientrante nell\u2019ambito dei parametri normativi.<\/em><br \/>\n<em>Gli attuali 45 milioni di euro potrebbero essere concretamente dimezzati con i seguenti accorgimenti: abolizione del sistema delle partecipate ed istituzione dell\u2019ARO Messina; riqualificazione ed ampliamento\u00a0 della discarica di Pace con la realizzazione di un impianto TMB (separatore Secco \u2013 Umido) e relativo mini inceneritore; avvio del servizio porta a porta e rimozione dei cassonetti; installazione di almeno mille telecamere nei punti pi\u00f9 sensibili del territorio urbano&#8221;.<\/em><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cA Messina si paga una Tari tra le pi\u00f9 alte di Italia per coprire una spesa di oltre 45 milioni di euro annui per un servizio costoso e nocivo per l\u2019ambiente considerato che la raccolta differenziata ha appena raggiunto il 13%. 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