{"id":194858,"date":"2024-04-17T20:08:03","date_gmt":"2024-04-17T18:08:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/04\/17\/confcommercio-per-il-sense-of-italy-saldo-positivo-di-123-miliardi\/"},"modified":"2024-04-17T20:08:03","modified_gmt":"2024-04-17T18:08:03","slug":"confcommercio-per-il-sense-of-italy-saldo-positivo-di-123-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/04\/17\/confcommercio-per-il-sense-of-italy-saldo-positivo-di-123-miliardi\/","title":{"rendered":"Confcommercio, per il \u201cSense of Italy\u201d saldo positivo di 123 miliardi"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il Sense of Italy, Sofi, vale 123 miliardi di saldo tra esportazioni ed importazioni. E&#8217; quanto emerge dalla ricerca di Confcommercio presentata al Forum internazionale di Villa Miani, a Roma, in collaborazione con Ambrosetti. &#8220;Il Sofi \u00e8 l&#8217;estensione del Made in Italy per includervi i servizi turistici, noi puntiamo sul fatto che esiste una contaminazione positiva tra esportazioni del Made in Italy e presenze turistiche &#8211; ha spiegato Mariano Bella, direttore dell&#8217;Ufficio Studi di Confcommercio -, secondo la logica per cui io vengo in Italia, provo qualcosa e quando torno nel mio paese chiedo quel bene in relazione alla struttura ricordo-desiderio. Su questa contaminazione l&#8217;Italia deve puntare se vuole tornare a crescere&#8221;. Il Sofi \u00e8 un concetto potenziato del Made in Italy, la capacit\u00e0 di attrarre interesse per il nostro paese. Si  \u00e8 immaginato che una parte consistente dell&#8217;aggregato Sofi sia caratterizzata dalle quattro A: Agroalimentare, Abbigliamento, Arredamento e Apparecchiature. La restante parte del Sense of Italy \u00e8 costituita dai servizi. Nel 2007 e nel 2022 il saldo commerciale complessivo \u00e8 negativo, invece quello del Sofi \u00e8 positivo, rispettivamente per 80 e 123 miliardi di euro.<br \/>Il ruolo dell&#8217;Italia in Europa, la competitivit\u00e0 e lo scenario che si delineer\u00e0 con le prossime elezioni europee: questi gli altri temi chiave al centro della seconda giornata del Forum.<br \/>&#8220;Noi oggi siamo produttori di eccellenza al mondo e siamo esportatori di eccellenza diventando, nella concezione mondiale,  produttori della qualit\u00e0, su questa strada dobbiamo proseguire, la strada che ci ha permesso di sopravvivere nell&#8217;era della globalizzazione&#8221;, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. &#8220;L&#8217;Europa deve mettere in campo una politica assertiva in grado di vincere la sfida con Cina e Stati Uniti &#8211; ha aggiunto -. Non possiamo rischiare di farci invadere il mercato e la nostra produzione. Per questo con il prossimo Parlamento europeo l&#8217;Europa sar\u00e0 nelle condizioni di realizzare una politica industriale che deve essere finanziata  con risorse ingenti e con la consapevolezza che si deve passare da una Europa dei consumatori ad Europa dei produttori&#8221;.<br \/>&#8220;Dobbiamo decidere come affrontare le sfide future e l&#8217;Italia deve incidere in queste scelte&#8221;, ha detto il vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Misiani. Servono &#8220;una politica industriale pi\u00f9 competitiva a livello europeo, una politica energetica pi\u00f9 forte, una vera semplificazione delle norme burocratiche che pesano sulle piccole e medie imprese e una politica sul nostro sistema produttivo che guardi a quello europeo&#8221;.<br \/>Anche Alberto Bagnai, presidente della Commissione parlamentare di Controllo sull&#8217;Attivit\u00e0 degli Enti Gestori di Forme Obbligatorie di Previdenza e Assistenza Sociale, ha sottolineato che &#8220;l&#8217;economia italiana sta attraversando un periodo di relativa resistenza e stabilit\u00e0, diversamente dalla Francia e dalla Germania. In questo momento si parla di competitivit\u00e0 non tanto perch\u00e8 serve a noi, ma perch\u00e8 serve ad altri: avendo risanato con un percorso doloroso la nostra economia, non siamo pi\u00f9 noi i &#8220;malati&#8221; d&#8217;Europa. Il nostro interesse \u00e8 la crescita&#8221;, ora &#8220;occorre ripartire da un recupero di una sana flessibilit\u00e0 di bilancio. Le nuove regole vanno nella direzione giusta&#8221;, ha sottolineato.<br \/>Lo sguardo \u00e8 rivolto soprattutto alle prossime elezioni europee. &#8220;Per la prima volta si voter\u00e0 mentre c&#8217;\u00e8 una guerra in Europa: quali saranno le conseguenze della guerra sul piano dei comportamenti elettorali \u00e8 un elemento su cui riflettere. La pandemia, la crisi dei debiti sovrani, la guerra e le sue implicazioni energetiche hanno creato una paura del futuro&#8221; e &#8220;la priorit\u00e0 dei cittadini europei \u00e8 diventata la difesa&#8221;, ha spiegato Sergio Fabbrini, professore di Scienza Politica e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli. Queste elezioni saranno &#8220;le pi\u00f9 certe sul piano dei risultati elettorali e le pi\u00f9 incerte sugli esiti politici. Sul piano nazionale \u00e8 probabile un successo significativo della destra-destra o della destra-centro&#8221;.<br \/>Per Enzo Moavero Milanesi, professore di Diritto  dell&#8217;Unione Europea alla LUISS Guido Carli e gi\u00e0 ministro degli Esteri, &#8220;la maggioranza che scaturir\u00e0 dalle prossime elezioni europee non avr\u00e0 modo di esprimere il governo dell&#8217;Europa &#8211; nel senso del potere esecutivo &#8211; perch\u00e8 la Commissione europea sar\u00e0 principalmente espressa dai governi degli Stati&#8221;. I parlamentari europei &#8220;non hanno iniziativa legislativa, che \u00e8 riservata alla Commissione: ci sono dinamiche molto diverse da quelle nazionali&#8221;, ha ricordato. Secondo Vittorio Emanuele Parsi, professore ordinario di Relazioni Internazionali all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, &#8220;stiamo andando verso un assetto multipolare del mondo&#8221; e &#8220;bisogna capire se emerger\u00e0 una governance collettiva. Se pensiamo al futuro, chi avr\u00e0 la leadership nella globalizzazione&#8221; stabilir\u00e0 &#8220;come sar\u00e0 gestito il rapporto tra economia e politica&#8221; e se la leadership del futuro &#8220;sar\u00e0 cinese, russa o saudita, la nuova globalizzazione sar\u00e0 meno liberale, innanzitutto per i diritti politici e civili&#8221;. Gli scenari degli ultimi anni dimostrano che le sfide del futuro riguarderanno soprattutto la difesa e l&#8217;energia, ha aggiunto poi Joaqu\u00ecn Almunia, gi\u00e0 vicepresidente della Commissione Europea e commissario Europeo per gli Affari economici e monetari. &#8220;Dobbiamo investire in difesa&#8221; e &#8220;bisogna puntare anche sull&#8217;indipendenza energetica&#8221;, ha aggiunto.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto f04\/Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il Sense of Italy, Sofi, vale 123 miliardi di saldo tra esportazioni ed importazioni. 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