{"id":192510,"date":"2024-03-26T18:07:59","date_gmt":"2024-03-26T17:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/03\/26\/auditel-compie-40-anni-imperiali-la-tv-e-cambiata-ma-sempre-centrale\/"},"modified":"2024-03-26T18:07:59","modified_gmt":"2024-03-26T17:07:59","slug":"auditel-compie-40-anni-imperiali-la-tv-e-cambiata-ma-sempre-centrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/03\/26\/auditel-compie-40-anni-imperiali-la-tv-e-cambiata-ma-sempre-centrale\/","title":{"rendered":"Auditel compie 40 anni, Imperiali \u201cLa tv \u00e8 cambiata ma sempre centrale\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Televisori sempre pi\u00f9 grandi. Contenuti sempre pi\u00f9 ricchi. Competizione sempre pi\u00f9 aspra. E&#8217; il quadro del mercato TV che emerge dalla Relazione annuale al Parlamento &#8220;70 anni di TV, 40 anni di Auditel: il ruolo dei JIC nel nuovo scenario mediale&#8221;, che il Presidente di Auditel, Andrea Imperiali, ha tenuto stamane alla Camera dei Deputati. Partendo dal doppio compleanno della televisione e della societ\u00e0 che ne rileva gli ascolti, Imperiali ha esaminato i radicali cambiamenti intervenuti (e in corso) sul mercato TV e individuato le prospettive &#8211; e anche i pericoli &#8211; di una sfida sempre pi\u00f9 globalizzata fra i soggetti in campo. <br \/>Ecco i passaggi principali della Relazione. <br \/>Rottamati 40 milioni di apparecchi con tubo catodico, oggi l&#8217;Italia \u00e8 popolata da ben 120 milioni di schermi digitali, di cui oltre 97 milioni connessi. Proprio la moltiplicazione degli schermi ha segnato, negli anni, il passaggio dalla visione prevalentemente lineare di contenuti integrali, ovvero nel loro formato originale, alla visione on demand di contenuti prevalentemente frammentati. Contestualmente c&#8217;\u00e8 stato anche il passaggio &#8211; graduale &#8211; da una fruizione tipicamente condivisa (con la famiglia riunita davanti al cosiddetto &#8220;focolare domestico&#8221;) a una visione, invece, marcatamente individuale, personalizzata, tipicamente fruita in mobilit\u00e0. <br \/>&#8220;La TV italiana, grazie anche all&#8217;adozione precoce e alla rapida diffusione del digitale terrestre e dell&#8217;alta definizione, si \u00e8 adattata prontamente alla nuova realt\u00e0, rimanendo &#8211; sempre &#8211; centrale nella nostra societ\u00e0; contribuendo &#8211; sempre &#8211; alla modernizzazione del Paese; trasformandosi, gradualmente, da mezzo classico, a carattere diffusivo, a media digitale, prevalentemente interattivo. Con ottimi risultati&#8221;, ha osservato Imperiali. <br \/>Infatti, facendo leva su quantit\u00e0 e qualit\u00e0, ritualit\u00e0 e innovazione, nella stagione televisiva 2022-2023 i broadcaster italiani sono riusciti a crescere nella Total Audience (+1,4% rispetto alla stagione precedente), hanno raggiunto giornalmente oltre il 90% dei telespettatori e hanno conquistato l&#8217;82,3% del totale del tempo dedicato alla visione TV anche grazie all&#8217;ascolto incrementale generato dagli schermi digitali (crescita del 20,3% per le visualizzazioni e del 25,1% in termini di tempo speso). <br \/>Anche per Auditel nell&#8217;arco di 40 anni sono intervenuti molti cambiamenti, ma sempre a partire da un punto fermo: la Societ\u00e0 ha da subito adottato il modello di governance riconosciuto come il pi\u00f9 evoluto a livello internazionale, ovvero il Joint Industry Committee (JIC), organismo a controllo incrociato che riunisce tutte le componenti del mercato televisivo (i broadcasters, gli investitori pubblicitari, le agenzie e i centri media). <br \/>&#8220;Per anni si \u00e8 temuto che sistemi di rilevazione cos\u00ec &#8216;partecipat\u00ec potessero cristallizzare la competizione e blindare le posizioni dominanti. E&#8217; accaduto esattamente il contrario. Auditel e le sue consorelle (italiane ed europee) hanno contribuito al costante allargamento del mercato e alla crescita plurale dell&#8217;offerta di contenuti&#8221;, ha spiegato Imperiali. <br \/>Infatti, nell&#8217;arco temporale che va dalla storica liberalizzazione delle trasmissioni via etere &#8211; sancita il 28 luglio 1976 dalla Corte Costituzionale e dal quadro normativo che ne consegu\u00ec &#8211; allo storico switch off del 2012, la concorrenza \u00e8 cresciuta vertiginosamente: alle 7 storiche emittenti pubbliche e private se ne sono aggiunte ben 373, per un totale di 380 canali TV oggi rilevati da Auditel. <br \/>&#8220;Se fino a ieri si pensava che i sistemi di misurazione contribuissero solo a stabilire una misura del ritorno degli investimenti pubblicitari, oggi sono diventati un presidio fondamentale della concorrenza e della democrazia digitale &#8211; ha sottolineato Imperiali -. Sono gli unici che possono certificare con precisione le reali preferenze dei consumatori; risultano indispensabili nella corretta distribuzione del finanziamento pubblico; mettono a nudo, per contrasto, i pericoli insiti nel gap informativo &#8211; lo squilibrio nell&#8217;accessibilit\u00e0 e nella verificabilit\u00e0 dei dati &#8211; che impatta sul funzionamento del mercato, con implicazioni sempre pi\u00f9 rilevanti in termini economici, di concorrenza, di sicurezza e anche di data protection; contribuiscono, in ultima analisi, all&#8217;integrit\u00e0 e all&#8217;equit\u00e0 complessiva del sistema, con evidenti ricadute anche sul pluralismo e sulla qualit\u00e0 dell&#8217;informazione&#8221;. <br \/>Oggi sul mercato globale dello streaming operano 27 diverse piattaforme. Nel 2012 c&#8217;era solo Netflix. L&#8217;eccesso di offerta non potr\u00e0 che spingere verso una fase di consolidamento e concentrazione, dinamica destinata a rafforzare ulteriormente la dimensione egemonica di pochi soggetti globali che gi\u00e0 dispongono di dimensioni di scala impressionanti. &#8220;Proprio le elezioni europee e i conseguenti nuovi assetti istituzionali, con la normativa che sta prendendo forma sull&#8217;evoluzione dei sistemi di intelligenza artificiale, offrono l&#8217;opportunit\u00e0 di completare in logica di trasparenza, di equit\u00e0 e soprattutto di sostenibilit\u00e0, il quadro regolatorio dell&#8217;Unione in un settore cos\u00ec delicato per l&#8217;interesse generale. E, tenuto conto della velocit\u00e0 con cui viaggia, non possiamo permetterci di compiere con l&#8217;intelligenza artificiale gli stessi errori, gli stessi ritardi, gli stessi vuoti legislativi che hanno caratterizzato la crescita e lo sviluppo disordinato del settore digital\u00e8, ha sottolineato il presidente di Auditel. <br \/>Tanto pi\u00f9 avendo la consapevolezza che le leve dell&#8217;intelligenza artificiale sono nelle mani degli stessi giganti tecnologici gi\u00e0 oggi in posizione dominante e nella consapevolezza che l&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 portatrice di nuovi disequilibri, oltrech\u00e8 di rilevanti pericoli sul fronte della privacy. &#8220;E&#8217; un lavoro urgente e non pi\u00f9 differibile. Senza trasparenza, senza parit\u00e0 competitiva, senza equit\u00e0 fiscale \u00e8 davvero inimmaginabile garantire a tutti i soggetti un reale level playing field, ossia la possibilit\u00e0 di competere nei 27 Paesi all&#8217;interno di un quadro legislativo unico, che protegga i consumatori, garantisca un uso etico e responsabile della tecnologia e includa &#8211; naturalmente &#8211; anche i sistemi di misurazione&#8221;, ha concluso Imperiali.<br \/>Secondo Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati, &#8216;negli ultimi decenni il settore dei media ha sub\u00ecto una trasformazione senza precedenti, guidata dall&#8217;avvento della tecnologia e dalla interconnessione digitale. Questa evoluzione ha portato nuove sfide e opportunit\u00e0, ma anche sollevato preoccupazioni sotto il profilo delle dinamiche concorrenziali, della protezione dei consumatori e della tutela dei principi del pluralismo informativo. La relazione di Auditel &#8211; ha spiegato &#8211; offre uno sguardo dettagliato su questo universo mutevole, fornendo un&#8217;analisi attenta delle criticit\u00e0 del settore. Esse includono la moltiplicazione dell&#8217;offerta da parte di soggetti che non rispettano i principi di trasparenza e responsabilit\u00e0, lo squilibrio tra la dimensione globale dei giganti statunitensi e quella locale degli operatori europei e il rischio di un ulteriore consolidamento delle posizioni oligopolistiche dominanti. Tali fattori minacciano seriamente non solo l&#8217;assetto economico e concorrenziale del mercato dei servizi audiovisivi, ma anche la libert\u00e0, la qualit\u00e0 e il pluralismo dell&#8217;informazione. In questo contesto, i sistemi di rilevazione degli indici di ascolto si confermano sempre pi\u00f9 cruciali per il corretto funzionamento del mercato dei media. L&#8217;incontro di oggi ha offerto interessanti spunti di riflessione sulle strategie da adottare per assicurare trasparenza, equit\u00e0 e competitivit\u00e0&#8217;.<br \/>Per Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, &#8216;la presentazione della Relazione Annuale Auditel 2024 \u00e8 un momento di importante riflessione. In pochi anni siamo passati da una fruizione dei contenuti multimediali vincolata a una tipologia di sistema prevalente, e da un mercato audio-visivo articolato su operatori nazionali, a un ecosistema integrato di smart tv e piattaforme cui contribuiscono molteplici attori. Il Pacchetto Europeo sui Servizi Digitali compone il nostro perimetro di riferimento. Un quadro regolamentare in cui dobbiamo ricomprendere anche il processo di aggiornamento del TUSMA e del Codice delle comunicazioni elettroniche e la prossima riforma del Codice di autoregolamentazione media e minori. Il processo di aggiornamento interessa anche il Contratto di Servizio RAI, in cui viene dato rilievo ad ambiti quali la promozione dell&#8217;alfabetizzazione digitale del pubblico, il processo di trasformazione in media company della Concessionaria grazie allo sviluppo di contenuti multipiattaforma, fino alla promozione del Made in Italy e il sostegno all&#8217;industria dell&#8217;audiovisivo nazionale, in termini di investimenti in produzioni e in tecnologia trasmissiva. Come richiamato dalla relazione Auditel 2024 &#8211; ha spiegato &#8211; adesso si affacciano ulteriori sfide come quella rappresentata dall&#8217;Intelligenza Artificiale, uno dei temi centrali del recente G7 a Presidenza italiana, occasione per rimarcare principi guida che consentiranno al settore di continuare a innovare e crescere nel pieno rispetto degli utenti, dei minori e dell&#8217;inclusivit\u00e0&#8217;.<br \/>Per Anna Ascani, vicepresidente della Camera dei Deputati, &#8216;la Relazione annuale Auditel 2024 arriva in un anniversario importante sia per Auditel stessa che per la televisione. Ogni ambito dell&#8217;economia e della societ\u00e0 \u00e8 stato fortemente impattato, se non stravolto, dall&#8217;evoluzione tecnologica. Il mondo della televisione non \u00e8 rimasto estraneo a questo processo che ha cambiato l&#8217;oggetto insieme alla parola. In questa esplosione dell&#8217;offerta il broadcasting continua a ricoprire un ruolo fondamentale. I dati Auditel ci dicono che la televisione mantiene l&#8217;audience e una grande eterogeneit\u00e0 di pubblico. L&#8217;ingresso di nuovi attori con contenuti e nuove modalit\u00e0 di fruizione pu\u00f2 essere utile se segue regole condivise e di questo l&#8217;Europa si sta occupando. In questo senso, Auditel \u00e8 stata pioniera sull&#8217;adozione e sul perseguire un corretto modello di governanc\u00e8.<br \/>Per Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all&#8217;Informazione e all&#8217;Editoria, &#8216;la parte pi\u00f9 strategica all&#8217;interno della Relazione Auditel \u00e8 il tema della creazione di un campo di gioco comune che abbia regole certe e sicure per tutti, sia a livello nazionale che per stranieri. Siamo di nuovo in presenza di una rivoluzione del sistema dei media che ovviamente fa riferimento alle potenzialit\u00e0 dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Il recente passato &#8211; ha evidenziato &#8211; pu\u00f2 insegnarci molto, perch\u00e8 abbiamo faticosamente capito che la distribuzione di un contenuto pu\u00f2 superare l&#8217;importanza di produrlo. Infatti, nel nostro fragilissimo mondo dell&#8217;informazione sta avvenendo l&#8217;abbassamento della qualit\u00e0 del contenuto perch\u00e8 al centro del processo non ci sono pi\u00f9 la creazione e la creativit\u00e0 in ambito giornalistico, ma la distribuzione. Ogni innovazione deve essere accompagnata da un sistema di regole che non deve frenare il suo sviluppo, ma \u00e8 proprio la norma che pu\u00f2 consentire una crescita basata sulla capacit\u00e0 dell&#8217;uomo di produrre benesser\u00e8.<br \/>Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, ha spiegato che &#8216;Auditel rimarca la necessit\u00e0 del numero nelle questioni di politica pubblica, infatti i dati vanno visti non solo come numeri ma come simboli. Voi chiedete una regolamentazione dei JIC attraverso una veste giuridica. In questo senso, \u00e8 importante che Auditel venga in audizione per trasformare l&#8217;indirizzo di Relazione annuale in richieste formali al Parlamento italiano per migliorare anche il mercato pubblicitario. Bisogna intervenire prontamente come legislatori per mantenere un aggiornamento costante della materi\u00e0.<br \/>Per Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM, &#8216;la Relazione conferma ancora una volta l&#8217;importanza del lavoro di Auditel, che svolge da 40 anni, in un settore che \u00e8 in costante mutamento. Auditel ha dato riprova della propria capacit\u00e0 di expertise originaria. AGCOM non pu\u00f2 che convenire con questa analisi e ne ha costantemente incoraggiato l&#8217;approccio e l&#8217;organizzazione, impegnandosi a estendere questi aspetti sulle radio e sul web. AGCOM continuer\u00e0 a profondere ogni sforzo necessario per una sempre pi\u00f9 attenta tutela dei diritti con l&#8217;aiuto di quanti hanno a cuore un ecosistema digitale aperto, trasparente e sicur\u00f2.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa ItalCommunications &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Televisori sempre pi\u00f9 grandi. Contenuti sempre pi\u00f9 ricchi. Competizione sempre pi\u00f9 aspra. 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