{"id":190687,"date":"2024-03-13T15:07:59","date_gmt":"2024-03-13T14:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/03\/13\/intelligenza-artificiale-ferri-ey-la-ricerca-e-il-fattore-chiave\/"},"modified":"2024-03-13T15:07:59","modified_gmt":"2024-03-13T14:07:59","slug":"intelligenza-artificiale-ferri-ey-la-ricerca-e-il-fattore-chiave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/03\/13\/intelligenza-artificiale-ferri-ey-la-ricerca-e-il-fattore-chiave\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale, Ferri (Ey) \u201cLa ricerca \u00e8 il fattore chiave\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;La via italiana verso l&#8217;Intelligenza artificiale passa dalla capacit\u00e0 di intrecciare la dimensione industriale e quella della Pubblica Amministrazione. Le scelte vanno orientate principalmente verso alcuni settori che possano dare al nostro Paese la capacit\u00e0 di occupare uno spazio a livello europeo, perch\u00e8 il nostro \u00e8 un mercato &#8220;B2B&#8221; pi\u00f9 che &#8220;B2C&#8221; e questo teoricamente ci d\u00e0 un vantaggio verso altri mondi che hanno pi\u00f9 possibilit\u00e0 d&#8217;investimenti&#8221;. Cos\u00ec Donato Ferri, EY Managing Partner Europe West Consulting, nel corso del suo intervento all&#8217;evento &#8220;L&#8217;Intelligenza Artificiale per l&#8217;Italia&#8221;, organizzato dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e AgID &#8211; Agenzia per l&#8217;Italia Digitale. &#8220;L&#8217;economia dei dati \u00e8 un&#8217;occasione irripetibile: oggi rappresenta il 3,2 % del PIL italiano, ma mettendo al centro l&#8217;IA pu\u00f2 passare al 5,9% entro il 2030 &#8211; ha aggiunto -. Questo a condizione di creare coerenza tra l&#8217;opportunit\u00e0 tecnologica e il tessuto imprenditoriale e industriale del Paese. Ecco, quindi, perch\u00e8 la ricerca \u00e8 il fattore chiave oggi e domani: i fondi del PNRR e quelli aggiuntivi che l&#8217;attuale governo metter\u00e0 in campo rappresentano un patrimonio di opportunit\u00e0 che dobbiamo valorizzare, raccordando il filone della ricerca pubblica con quello della ricerca privata, sia sulla parte di intelligenza artificiale sia sulla parte di supercalcolo&#8221;. Secondo Ferri &#8220;questi investimenti ci consentiranno di accelerare la trasformazione delle grandi imprese ma anche delle piccole e medie, a partire da un quadro regolatorio chiaro e coerente con l&#8217;attenzione che in Italia dedichiamo agli aspetti di privacy, di tutela dei diritti intellettuali ed etici. A cornice di tutto, abbiamo la responsabilit\u00e0 di ragionare nel lungo termine su quelli che saranno gli impatti occupazionali, le necessit\u00e0 di creare nuove competenze e di reskilling di quelle esistenti&#8221;.<br \/>Per Ferri &#8220;un punto fondamentale \u00e8 quello che sta succedendo adesso, perch\u00e8 questo \u00e8 un mercato che va veloce. La capacit\u00e0 del pubblico, gi\u00e0 dimostrata con il Pnrr, di mettere in campo dei fondi per la ricerca &#8211; 1,6 miliardi per l&#8217;Ia, circa 2 miliardi per la parte relativa al super computing, unita al miliardo circa come indicato questa mattina -, ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 come Italia di scalare la parte della ricerca che \u00e8 fondamentale e lo sar\u00e0 almeno nell&#8217;avvio di questa fase&#8221;, ha aggiunto Ferri. <br \/>&#8220;Ulteriore punto da considerare sono i fattori competitivi, che in questa partita sono fondamentali perch\u00e8, nel passaggio dalla ricerca all&#8217;azione, occorrer\u00e0 un certo numero di sviluppatori software e di persone in grado di fare gli algoritmi, sar\u00e0 necessaria una capacit\u00e0 computazionale per modellare e anche la capacit\u00e0 delle aziende di dotarsi di una governance che dal punto di vista organizzativo sia in grado di mettere a sistema la ricerca e sviluppo con la capacit\u00e0 produttiva, evitando la parte dei rischi&#8221;.<br \/>&#8220;L&#8217;ultimo punto, forse il pi\u00f9 importante, \u00e8 la fiducia, il trust. Questa &#8211; ha spiegato Ferri &#8211; \u00e8 una tecnologia che crea delle preoccupazioni anche umanamente comprensibili. Questo aspetto, per\u00f2, se lo andiamo a vedere su una scala pi\u00f9 ampia, dev&#8217;essere declinato come modello di sviluppo delle persone all&#8217;interno delle organizzazioni. Quindi, quale sar\u00e0 l&#8217;impatto dell&#8217;IA a 5-7 anni sulla forza lavoro dell&#8217;azienda? Noi stimiamo che l&#8217;80% degli 800 profili professionali italiani oggi avranno un impatto significativo. Pertanto diventa fondamentale il tema del reskilling, ma orientato in maniera puntuale perch\u00e8 non si pu\u00f2 pensare di riskillare allo stesso modo tutte le persone.  Altrettanto importante sar\u00e0 capire quei lavori che potranno essere sostituiti senza creare alcuna problematica. In ultimo, dobbiamo evitare il rischio della &#8220;sostituzione dei cervelli&#8221; o peggio lo &#8220;spegnimento dei cervelli&#8221;. Il rischio \u00e8 un p\u00f2 quello dello spegnimento dei cervelli. In EY &#8211; ha aggiunto Ferri &#8211; abbiamo dedicato un laboratorio a Roma, EY wavespace, connesso con laboratori EY in tutto il mondo, dove ci sono circa 50 ricercatori di psicologia comportamentale e neuroscienza che studiano quali saranno gli impatti dell&#8217;IA sul cervello delle persone che dovranno interagire con essa nelle diverse fasi dell&#8217;implementazione&#8221;. &#8220;Noi &#8211; conclude &#8211; crediamo che questo dar\u00e0 concretezza ai discorsi sull&#8217;etica dell&#8217;algoritmo&#8221;.<br \/>-foto ufficio stampa Ey-<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;La via italiana verso l&#8217;Intelligenza artificiale passa dalla capacit\u00e0 di intrecciare la dimensione industriale e quella della Pubblica Amministrazione. 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