{"id":189946,"date":"2024-03-06T20:17:59","date_gmt":"2024-03-06T19:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/03\/06\/investono-100-mila-euro-e-perdono-tutto-banca-condannata-a-risarcire\/"},"modified":"2024-03-06T20:17:59","modified_gmt":"2024-03-06T19:17:59","slug":"investono-100-mila-euro-e-perdono-tutto-banca-condannata-a-risarcire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/03\/06\/investono-100-mila-euro-e-perdono-tutto-banca-condannata-a-risarcire\/","title":{"rendered":"Investono 100 mila euro e perdono tutto, banca condannata a risarcire"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Colpiti da un lutto per un tragico incidente stradale che cost\u00f2 la vita al figlio, una coppia di Partinico investe i 100 mila euro ottenuti come risarcimento, ma perde tutto per avere puntato su obbligazioni sbagliate. Lo studio Palmigiano e Associati assiste i coniugi e la banca, Monte dei Paschi di Siena, viene condannata a restituire l\u2019intera somma. <br \/>Protagonisti un uomo, contrattista precario al Comune di Partinico e la moglie, casalinga. I due, fanno sapere dallo studio legale, nel 2009 persero uno dei loro tre figli in un incidente stradale per il quale furono risarciti successivamente con 100 mila euro. Una cifra che non pu\u00f2 mai compensare una perdita cos\u00ec grande ma che per la loro situazione patrimoniale (l\u2019unico reddito a loro disposizione era uno stipendio di 850 euro mensili), era assolutamente da tutelare anche per poter garantire un domani il futuro delle altre due figlie. Cos\u00ec la coppia decise di conservare i soldi in banca, andando nella filiale di Partinico del Monte dei Paschi di Siena. Dopo qualche anno vennero contattati dai funzionari dell\u2019istituito di credito, che avrebbero suggerito loro di investire in titoli che a detta della banca non solo erano sicuri, ma avrebbero pure garantito dei guadagni. \u201cUn\u2019operazione consigliata senza considerare la totale mancanza di esperienza dei coniugi in materia, oltre che nessuna competenza al riguardo (entrambi hanno come titolo di studi la terza media)\u201d, evidenziano dallo studio legale. Cos\u00ec, a seguito dei consigli e delle rassicurazioni, nel 2014, la coppia firm\u00f2 i documenti per l\u2019acquisto di un pacchetto di obbligazioni, investendo l\u2019intera somma. Ma nel giro di due anni, la situazione precipit\u00f2 e nel 2016 la coppia venne contattata urgentemente dai funzionari della filiale per disinvestire immediatamente le obbligazioni di cui erano titolari e ad acquistare un altro prodotto per una somma di 85 mila euro. Dopo qualche anno, nel 2018, l\u2019amara sorpresa: avevano perso tutto.<br \/>Disperati e provati dalla vicenda, che rendeva ancora pi\u00f9 \u201cmaledetta\u201d quella somma ottenuta dopo l\u2019incidente, decisero di affidarsi allo studio legale Palmigiano e Associati, che si occupa da oltre trent\u2019anni di tutela di imprese e privati nei confronti delle banche. A seguirli, Alessandro Palmigiano, managing partner dello studio, e l\u2019avvocato Elisabetta Violante, avviando cos\u00ec un giudizio davanti al tribunale di Palermo. Palmigiano e Violante hanno evidenziato quindi la violazione degli obblighi informativi previsti dalla normativa di settore, sia con riferimento alle caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto dell\u2019investimento effettuato, che all\u2019adeguatezza dello stesso rispetto al proprio profilo di rischio. \u201cIn sostanza, la banca conosceva le limitate competenze in materia di prodotti finanziari dei correntisti, i quali non avevano mai acquistato prodotti azionari e\/o illiquidi, non conoscevano prodotti speculativi ma avevano come reale obiettivo destinare alle figlie quella somma\u201d.<br \/>Il tribunale di Palermo, V sezione civile, con il giudice  Claudia Turco ha dato ragione a Palmigiano e Associati, condannando la banca a restituire il capitale perso, evidenziando che, nel caso in esame, \u201cl\u2019attivit\u00e0 di profilatura sia stata quanto meno frettolosa e superficiale, se non addirittura mirata a rendere il profilo (apparente) del cliente adeguato all\u2019investimento, invece che a verificare l\u2019adeguatezza di quest\u2019ultimo al profilo effettivo degli investitore, violando le norme a tutela dei correntisti\u201d. Allo scadere dei trenta giorni, l\u2019istituto di credito ha presentato appello.<br \/>\u201cSiamo felici del risultato \u2013 hanno dichiarato gli avvocati Alessandro Palmigiano ed Elisabetta Violante \u2013 perch\u00e8 sapevamo che per i clienti era importante recuperare la cifra per il futuro delle figlie, dopo la tragedia vissuta. La sentenza rende giustizia ai clienti coinvolti, spianando la strada anche ad altri risparmiatori, e condanna una serie di pratiche illecite purtroppo spesso comuni nel mondo finanziario. Non \u00e8 accettabile che i risparmi di tante persone vengano messi a rischio con tanta superficialit\u00e0\u201d.<br \/>\u2013 foto ufficio stampa, da sinistra Elisabetta Violante e Alessandro Palmigiano \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Colpiti da un lutto per un tragico incidente stradale che cost\u00f2 la vita al figlio, una coppia di Partinico investe i 100 mila euro ottenuti come risarcimento, ma perde tutto per avere puntato su obbligazioni sbagliate. 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