{"id":189169,"date":"2024-02-29T14:18:03","date_gmt":"2024-02-29T13:18:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/02\/29\/brancaccio-il-ponte-sullo-stretto-e-necessario-per-sviluppo-del-paese\/"},"modified":"2024-02-29T14:18:03","modified_gmt":"2024-02-29T13:18:03","slug":"brancaccio-il-ponte-sullo-stretto-e-necessario-per-sviluppo-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/02\/29\/brancaccio-il-ponte-sullo-stretto-e-necessario-per-sviluppo-del-paese\/","title":{"rendered":"Brancaccio \u201cIl Ponte sullo Stretto \u00e8 necessario per sviluppo del Paese\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cIl Ponte sullo Stretto favorir\u00e0 quelle aree economiche del Paese troppo lontane dai centri nevralgici. Siamo favorevoli come costruttori, anche perch\u00e8 \u00e8 una grande opera di ingegneria. Bisognerebbe, per\u00f2, dare pi\u00f9 valore anche a tutte le infrastrutture complementari, sia quelle direttamente connesse al Ponte, sia quelle necessarie a far s\u00ec che il Ponte possa sviluppare l\u2019economia del Mezzogiorno\u201d. Lo ha detto la presidente nazionale dell\u2019Ance, Federica Brancaccio, che a Palermo ha incontrato il Sistema regionale delle imprese edili di Ance Sicilia, guidato da Santo Cutrone. <br \/>Brancaccio ha osservato che \u201cil Ponte avr\u00e0 certamente un impatto forte sull\u2019occupazione durante gli anni di costruzione, ma \u00e8 importante l\u2019impatto che dovr\u00e0 avere una volta completato, per dare un reale ritorno a questo ingente investimento che sta facendo tutta l\u2019Italia. Ed \u00e8 importante che gi\u00e0 ora si programmino e si realizzino tutte le infrastrutture che servono per arrivare al Ponte\u201d.<br \/>In proposito, Brancaccio si \u00e8 soffermata sul \u201cPnrr\u201d, che deve essere \u201cuna grande opportunit\u00e0 per il Paese. Per questo non basta fare le infrastrutture, occorre anche realizzare le riforme che servono a fare camminare da solo e crescere tutto il Paese dopo il 2026. Il \u2018Pnrr\u2019 deve essere una palestra: usiamolo per fare tutte le opere necessarie, anche quelle minori nei Comuni, ma anche le riforme, affinch\u00e8 l\u2019Italia, che negli ultimi anni ha camminato troppo piano, possa invece correre\u201d.<br \/>Ma il \u201cPnrr\u201d non basta a completare la rete delle infrastrutture al Sud: \u201cPer colmare il gap di infrastrutture fra Nord e Sud occorre recuperare decenni in cui il famoso 40% di risorse riservato al Sud non \u00e8 stato rispettato \u2013 ha sottolineato -. Il \u2018Pnrr\u2019 finir\u00e0, cerchiamo di usare meglio questi fondi, ma pretendiamo anche \u2013 e vogliamo sostenerle in ci\u00f2 \u2013 che le nostre amministrazioni spendano tutti i fondi europei e nazionali, obiettivo che al Sud non si riesce a raggiungere. Quest\u2019anno faremo una battaglia, e sosterremo in ci\u00f2 l\u2019Italia in Europa, affinch\u00e8 dal Patto di stabilit\u00e0 vengano esclusi i cofinanziamenti nazionali dei programmi europei. Questo ci consentirebbe, senza sforare i limiti del Patto, di cofinanziare molti pi\u00f9 progetti\u201d.<br \/>A livello europeo, con particolare riferimento alla direttiva sulle \u201ccase green\u201d, la presidente dell\u2019Ance ha annunciato che \u201cil Presidente dei costruttori europei sar\u00e0 italiano. A maggio Pietro Petrucco, attuale vicepresidente di Ance, si insedier\u00e0 alla guida della Federazione dei costruttori europei. E\u2019 vero che sul piano normativo il \u2018Superbonus\u2019 \u00e8 un capitolo chiuso, ma un riordino degli incentivi si far\u00e0 e si deve fare. Quell\u2019obiettivo al 2050 \u00e8 quasi impossibile da raggiungere, ma almeno per avvicinarsi bisogna ottenere un Fondo europeo per l\u2019ambiente, perch\u00e8 la transizione ecologica non \u00e8 a costo zero, \u00e8 una spesa che non pu\u00f2 ricadere tutta sui cittadini. L\u2019Italia ha una situazione molto complessa in termini di vetust\u00e0 del patrimonio immobiliare e di grande frammentazione della propriet\u00e0 privata e di regole che impediscono la demolizione e ricostruzione in programmi di rigenerazione urbana. Si dovr\u00e0 intervenire sul vecchio e questo sar\u00e0 molto costoso\u201d. Quanto al \u201cSuperbonus\u201d, Brancaccio ha rilanciato la denuncia delle imprese che, dopo la chiusura della misura, \u201cancora hanno crediti fiscali che non riescono a smobilizzare e a monetizzare. Continuiamo a temere grandi rischi di fallimenti e contenziosi fra condomini e imprese perch\u00e8 non si riesce a completare i lavori\u201d.<br \/>E ancora, \u201call\u2019Europa \u2013 ha aggiunto Brancaccio \u2013 chiediamo che vengano recepite in Italia alcune normative pi\u00f9 avanzate per il nostro settore. Ma anche una politica comune sul fronte fiscale e su quello dei lavori extra-Ue, per il quale punteremo attraverso la Federazione a joint-ventures fra costruttori europei. Cio\u00e8, stringere alleanze perch\u00e8 ci sia un\u2019Europa veramente unita; \u00e8 l\u2019Europa, e non pi\u00f9 solo l\u2019Italia, che deve concorrere con il resto del mondo\u201d.<br \/>Brancaccio ha analizzato la situazione della Sicilia: \u201cL\u2019Isola ha una grande tradizione nei lavori pubblici, ma \u00e8 meno specializzata sugli investimenti privati, sul partenariato pubblico-privato, sulla rigenerazione urbana. Chiediamo fortemente alle Istituzioni locali, alle Regioni e ai Comuni del Sud di andare oltre i fondi del \u2018Pnrr\u2019, che saranno sempre di meno, e di investire con tutte le fonti finanziarie possibili per trasformare le nostre citt\u00e0 senza consumare suolo. La rigenerazione urbana, oltre a migliorare la qualit\u00e0 della vita di tutti i cittadini, darebbe anche tanto lavoro al settore, che \u00e8 trasversale\u201d.<br \/>Sul tema della sicurezza nei cantieri, la presidente dell\u2019Ance ha ricordato l\u2019incontro di luned\u00ec scorso a Palazzo Chigi con la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone: \u201cLa prima avvertenza, secondo noi, \u00e8 di non adottare mai provvedimenti normativi su un tema cos\u00ec delicato sull\u2019onda dell\u2019emotivit\u00e0. Le regole ci sono, abbiamo chiesto pi\u00f9 ispettori e che questi, cos\u00ec come avviene in altri Paesi europei, inizialmente svolgano un\u2019attivit\u00e0 di consulenza per accompagnare l\u2019impresa nella cultura della sicurezza, utile a prevenire le tragedie. E\u2019 chiaro che dopo, se si riscontrano gravi irregolarit\u00e0, bisogna intervenire con le sanzioni. Questo \u00e8 un tipo di approccio nuovo che comporta un grande rafforzamento degli organici dell\u2019Ispettorato del lavoro\u201d.<br \/>Infine, in evidenza anche il \u201ccaro-materiali\u201d che ha fatto saltare i conti di tante imprese: \u201cIl decreto 50 \u2013 ha osservato Federica Brancaccio \u2013 aveva provato a risolvere il problema nel settore delle opere pubbliche riconoscendo un parziale ristoro alle imprese danneggiate: peccato che stiamo ancora aspettando i pagamenti del primo semestre 2022, mentre i ristori del 2023 sono stati erogati. Invece nel mercato privato il problema \u00e8 molto pi\u00f9 serio: non ci sono stati n\u00e8 una modifica normativa n\u00e8 un ristoro con fondi pubblici. Bisognerebbe fare valere alcuni articoli del Codice civile che gi\u00e0 consentono di fermare i lavori se diventano troppo onerosi\u201d.<br \/>\u2013 foto ufficio stampa Ance, da sinistra Santo Cutrone e Federica Brancaccio \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cIl Ponte sullo Stretto favorir\u00e0 quelle aree economiche del Paese troppo lontane dai centri nevralgici. Siamo favorevoli come costruttori, anche perch\u00e8 \u00e8 una grande opera di ingegneria. 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