{"id":189167,"date":"2024-02-29T14:18:00","date_gmt":"2024-02-29T13:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/02\/29\/svelato-il-telamone-del-tempio-di-zeus-ad-agrigento-schifani-giorno-importante\/"},"modified":"2024-02-29T14:18:00","modified_gmt":"2024-02-29T13:18:00","slug":"svelato-il-telamone-del-tempio-di-zeus-ad-agrigento-schifani-giorno-importante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/02\/29\/svelato-il-telamone-del-tempio-di-zeus-ad-agrigento-schifani-giorno-importante\/","title":{"rendered":"Svelato il \u201cTelamone\u201d del tempio di Zeus ad Agrigento, Schifani \u201cGiorno importante\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>AGRIGENTO (ITALPRESS) \u2013 Dopo venti anni di studi, ricerche e restauri il \u2018gigante di pietr\u00e0 dell\u2019antica Akragas si \u00e8 rialzato. Il \u2018telamon\u00e8, una delle colossali statue antropomorfe che sostenevano l\u2019architrave del tempio di Zeus Olimpio, l\u2019Olympieion, simbolo della Valle dei templi, \u00e8 stato riportato in posizione eretta. <br \/>Stamattina la cerimonia di presentazione del telamone ricostruito con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, l\u2019assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi, Roberto Sciarratta, il sindaco di Agrigento, Francesco Miccich\u00e8, il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, il curatore del progetto di musealizzazione, Carmelo Bennardo, e l\u2019esperto scientifico del progetto, Alessandro Carlino.<br \/>La statua, alta quasi 8 metri, \u00e8 sostenuta da una struttura in acciaio di 12 metri alla quale sono ancorate delle mensole dove sono collocati i singoli pezzi del monumento riassemblato. <br \/>\u2018Oggi \u2013 dice il presidente Renato Schifani \u2013 \u00e8 un giorno importante per Agrigento e per tutta la Sicilia. Certifica la grande attenzione del governo regionale per la tutela e la valorizzazione dell\u2019immenso patrimonio artistico e culturale che la nostra Isola custodisce. Il telamone, che oggi consegniamo alla collettivit\u00e0 nella sua straordinaria imponenza, rappresenta uno dei migliori biglietti da visita di Agrigento Capitale della cultura. Questo gigante di pietra dell\u2019antica Akragas, che dopo tanti anni di studi e ricerche possiamo osservare nella sua posizione naturale, \u00e8 il cuore di un importante progetto di musealizzazione dell\u2019intera area del tempio di Zeus\u2019.<br \/>\u2018Tuttavia \u2013 sottolinea il presidente della Regione Siciliana \u2013  la giornata di oggi non va intesa come punto di arrivo, ma deve servire da stimolo a tutti gli addetti ai lavori, per fare di pi\u00f9 e meglio. Occorre migliorare la capacit\u00e0 attrattiva e la fruizione del nostro inestimabile patrimonio culturale. Nonostante i dati sul turismo del 2022 e del 2023 ci dicano che la Sicilia \u00e8 una delle mete turistiche pi\u00f9 gettonate, il rapporto tra patrimonio culturale e flussi turistici non \u00e8 ancora, a mio avviso, soddisfacente. Si pu\u00f2 fare di pi\u00f9 e meglio. Dobbiamo migliorare i servizi di accoglienza, soprattutto per le persone con disabilit\u00e0, dobbiamo aumentare la capacit\u00e0 ricettiva nei confronti dei turisti stranieri, occorre lavorare per rendere attrattivi i nostri gioielli 365 giorni all\u2019anno, nell\u2019ottica di processo di destagionalizzazione dei flussi turistic\u00ec. <br \/>\u2018Il telamone \u2013  osserva  l\u2019assessore regionale ai Beni culturali, Scarpinato \u2013 diventer\u00e0 uno dei punti di attrazione della Valle dei templi, un nuovo ambasciatore internazionale di un sito archeologico unico al mondo che, proprio lo scorso novembre, ha superato il milione di visitatori in un anno. Grazie a un progetto di valorizzazione che include visite guidate, un progetto di realt\u00e0 aumentata e anche una particolare illuminazione per favorire le visite notturne, potremo far conoscere questa imponente opera alla comunit\u00e0 internazional\u00e8. <br \/>L\u2019intero progetto di musealizzazione dell\u2019area dell\u2019Olympieion, che finora \u00e8 costato 500 mila euro di fondi del Parco, include la prossima ricostruzione a terra di una parte della trabeazione e della cornice del tempio, in modo rendere un\u2019idea pi\u00f9 concreta delle dimensioni colossali e dell\u2019unicit\u00e0 del monumento ma, nello stesso tempo, proteggere i reperti. <br \/>Nel 2004, il Parco della Valle dei templi ha avviato un\u2019estesa campagna di studi e ricerche sull\u2019Olympieion affidata all\u2019Istituto archeologico germanico di Roma (Dai Rome) e guidata da Heinz-J\u00f9rgen Beste. Lo studio, oltre a nuove conoscenze sul monumento, ha portato alla precisa catalogazione degli elementi ancora in situ. Sono stati cos\u00ec individuati pi\u00f9 di 90 frammenti che appartenevano ad almeno otto diversi telamoni e, di uno di essi, si conservavano circa i due terzi degli elementi originari che lo componevano. Questo nucleo omogeneo di blocchi \u00e8 stato utilizzato per la ricostruzione del telamone, \u2018fratell\u00f2 di quello gi\u00e0 ricostruito a fine Ottocento, ospitato al Museo archeologico \u2018Pietro Griff\u00f2 dove \u00e8 tuttora. Il curatore del progetto \u00e8 l\u2019architetto Carmelo Bennardo, attuale direttore del Parco archeologico di Siracusa, mentre l\u2019esperto scientifico \u00e8 l\u2019architetto Alessandro Carlino. <br \/>\u2018Il lavoro che abbiamo condotto sul telamone e sull\u2019intera area dell\u2019Olympeion \u2013 dice Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei templi \u2013 risponde perfettamente alla nostra mission di tutela e valorizzazione della Valle dei templi, insieme all\u2019identificazione, alla conservazione, agli studi, alla ricerca e alla promozione di ogni intervento che porti lo sviluppo di risorse del territorio. Sin dal 2019, da quando sono alla guida del Parco, ho fatto mio il progetto del precedente direttore Pietro Meli, ma ho anche risposto al grande fascino esercitato da questi colossi di pietra, dal tempo antico ad ogg\u00ec.<br \/>Il Parco Valle dei templi, con il supporto di CoopCulture, ha gi\u00e0 annunciato eventi formativi per le guide turistiche a cui parteciperanno studiosi e archeologi coinvolti nel progetto di musealizzazione. E\u2019 stata integrata, inoltre, l\u2019app gratuita per i visitatori della Valle con notizie sul telamone e sull\u2019antico Olympieion e sono stati realizzati cartelli esplicativi in italiano e inglese lungo il percorso che conduce all\u2019area del tempio. E\u2019 nata anche una linea di merchandising dedicata al telamone, in vendita nei bookshop della Valle dei templi. Sempre a cura di CoopCulture, nella prima domenica del mese (3 marzo, alle 16) a ingresso gratuito sar\u00e0 invece organizzata una visita laboratorio, quasi una caccia al tesoro tra i ruderi del tempio, per bambini tra 6 e 12 anni che potranno cos\u00ec scoprire le caratteristiche, i segreti e le curiosit\u00e0 dell\u2019antica e colossale struttura. <br \/>Altre iniziative coinvolgeranno gli studenti dell\u2019Accademia di Belle Arti di Agrigento: si sta lavorando a un puzzle in 3D che rester\u00e0 nel Parco e all\u2019organizzazione di giornate di \u201cdisegno en plein air\u201d, sullo stile degli acquerellisti del Gran Tour, usando le diverse tecniche artistiche.<br \/>Il tempio di Zeus Olimpio sorgeva a sud della citt\u00e0 antica, sulla parte occidentale della collina dei templi. Venne eretto in segno di ringraziamento per la vittoria di Akr\u00e0gas sui Cartaginesi dopo il 480 a.C. per celebrare il prestigio del tiranno Terone. Furono escogitate soluzioni architettoniche mai viste prima, come le altissime semicolonne scanalate, in ognuna delle quali \u2018poteva stare comodamente un uom\u00f2 (scrive Diodoro Siculo). Di dimensioni colossali, basti pensare che misurava circa 112 x 56 metri (il Partenone ad Atene misura 69,54 x 30,87 m.), occupava 6340 mq e fu realizzato in blocchi di calcarenite locale. A pianta inusuale (pseudoperipteroeptastilo, 7 semicolonne doriche sui lati corti e 14 sui lati lunghi), con l\u2019architrave, composto da tre filari di blocchi, sormontato da un fregio dorico, dal geison e dalla sima. Negli spazi tra le colonne (intercolumni), a circa 11 metri d\u2019altezza, erano posizionate le statue monumentali (telamoni) nell\u2019atto di reggere con le braccia un gravoso carico. Il tempio fu irrimediabilmente compromesso da un terremoto nel 1401, poi depredato nel XVIII secolo  e i suoi blocchi utilizzati per costruire il molo di Porto Empedocle. <br \/>Con il tempio della Concordia e i templi di Paestum, l\u2019Olympieion affascin\u00f2 viaggiatori ed eruditi tra \u2018700 e \u2018800, soprattutto Winckelmann, padre della moderna storia dell\u2019arte, che ne sottoline\u00f2 le dimensioni enormi paragonando le sue colonne a quelle di San Pietro. Con il contributo delle incisioni e degli acquerelli di Jean Houel e Philipp Hackert, nacque il mito del misterioso Olympieion. Gli archeologi si interrogavano su dimensioni e struttura, ma fu un giovane architetto britannico, Charles R. Cockerell, nel 1812, a individuare per primo l\u2019esistenza dei telamoni \u2013 riconobbe una testa rinvenuta durante scavi borbonici, erroneamente attribuita al frontone \u2013 e combinarli in una prima figura. Sar\u00e0 poi Pirro Marconi, intorno al 1920, a portare alla luce i diversi reperti che oggi fanno parte dell\u2019attuale progetto di musealizzazione; e fu l\u2019allora sovrintendente Pietro Griffo nel 1965, a collocare nel neonato Museo archeologico (a lui oggi intitolato) il primo telamone ricostruito. Negli anni successivi, il crescente interesse per i resti dei misteriosi colossi mai menzionati nella descrizione del tempio fatta da Diodoro, ha visto proseguire un acceso dibattito internazionale tra gli archeologi, che prosegue tutt\u2019ora.<br \/>\u2013 foto ufficio stampa Regione Siciliana \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGRIGENTO (ITALPRESS) \u2013 Dopo venti anni di studi, ricerche e restauri il \u2018gigante di pietr\u00e0 dell\u2019antica Akragas si \u00e8 rialzato. Il \u2018telamon\u00e8, una delle colossali statue antropomorfe che sostenevano l\u2019architrave del tempio di Zeus Olimpio, l\u2019Olympieion, simbolo della Valle dei templi, \u00e8 stato riportato in posizione eretta. 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