{"id":185525,"date":"2024-01-31T16:08:08","date_gmt":"2024-01-31T15:08:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/31\/enpaia-censis-welfare-in-crisi-per-78-italiani-prestazioni-allosso\/"},"modified":"2024-01-31T16:08:08","modified_gmt":"2024-01-31T15:08:08","slug":"enpaia-censis-welfare-in-crisi-per-78-italiani-prestazioni-allosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/31\/enpaia-censis-welfare-in-crisi-per-78-italiani-prestazioni-allosso\/","title":{"rendered":"Enpaia-Censis, welfare in crisi. Per 78% italiani prestazioni all\u2019osso"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sanit\u00e0 e previdenza sono i due fronti critici nel rapporto tra cittadini e Stato, poich\u00e8 il 78% degli italiani \u00e8 convinto che il welfare pubblico non potr\u00e0 che coprire solo una parte dei bisogni sociali, mentre il resto sar\u00e0 in capo alle risorse private delle persone. E&#8217; quanto emerge dal terzo report dell&#8217;Osservatorio Enpaia-Censis del mondo agricolo su &#8220;Gli italiani e il welfare plurale: nuovi modelli di tutela sociale&#8221;, che vede come unica soluzione quella mutualistica.<br \/>La ricerca mette in rilievo la nuova ondata di incertezza sociale, che era gi\u00e0 in crescita a causa dell&#8217;erosione del modello pi\u00f9 tradizionale di tutela dai rischi sociali fondato sul welfare pubblico, e che si \u00e8 andata a potenziare a seguito delle emergenze avvenute in questi anni.<br \/>Nella psicologia collettiva degli italiani, \u00e8 netta la percezione della ritirata del welfare pubblico, sia sul fronte della sanit\u00e0 che su quello della previdenza.<br \/>Guardando al futuro prossimo, il 69,2% degli italiani ritiene che non tutti potranno curarsi, perch\u00e8 la sanit\u00e0 non sar\u00e0 in grado di garantire cure sufficienti ai fabbisogni sanitari degli italiani. E&#8217; un&#8217;opinione condivisa dal 61% dei giovani, dal 73% degli adulti e dal 68,2% degli anziani. E poi dal 66,5% dei residenti nel Nord-Ovest, dal 66,0% nel Nord-Est, dal 69,2% nel Centro e dal 73,1% nel Sud e isole.<br \/>La sanit\u00e0, su cui pi\u00f9 si erano concentrate le promesse &#8211; dopo l&#8217;emergenza causata dalla pandemia da Covid 19 &#8211; di una rinascita del welfare pubblico assieme all&#8217;espansione delle risorse investite e all&#8217;innovazione dei modelli organizzativi e di governance, genera oggi negli italiani il timore che essa non sar\u00e0 in grado di garantire la tutela universalistica che sin dalle origini ne \u00e8 stata la mission.<br \/>I disequilibri strutturali legati alla demografia regressiva sono stati affrontati con provvedimenti che hanno reso l&#8217;accesso alla pensione pi\u00f9 difficile o subordinato a riduzioni di reddito.<br \/>Il rialzo dell&#8217;et\u00e0 pensionabile o il taglio della pensione in caso di scelta di anticipare il proprio pensionamento rispetto all&#8217;et\u00e0 di riferimento prevista, sono indicatori delle difficolt\u00e0 crescenti del sistema previdenziale di garantire la copertura dalla vecchiaia con la stessa ampiezza ed efficacia di cui hanno beneficiato le generazioni precedenti di pensionati.<br \/>Il 73,8% degli italiani, secondo l&#8217;Osservatorio, ritiene che nel futuro prossimo non ci sar\u00e0 un numero sufficiente di lavoratori per pagare le pensioni degli anziani che escono dal mercato del lavoro. Nello specifico, lo pensa il 71,7% dei giovani, il 76,0% degli adulti ed il 71,3% degli anziani.<br \/>A questo scenario oscuro atteso si affianca la convinzione collettiva che il welfare, come tutela sociale dai grandi rischi, sia componente essenziale delle nostre societ\u00e0. Per questo gli italiani si attendono una sua evoluzione nelle modalit\u00e0 operative per poter fronteggiare questioni di grande impatto come, ad esempio, l&#8217;invecchiamento della popolazione.<br \/>In merito a ci\u00f2, \u00e8 gi\u00e0 operativo, e lo sar\u00e0 nel futuro prossimo, un welfare pluralista in cui cresce la rilevanza degli organismi, che si fondano su forme collettive di ridistribuzione del rischio sociale.<br \/>Al momento \u00e8 urgente uscire dalla dicotomia semplicistica che contrappone il tutto pubblico al tutto privato, poich\u00e8 l&#8217;evoluzione concreta del welfare italiano ha mostrato che \u00e8 fondamentale integrare l&#8217;offerta pubblica con l&#8217;azione di una molteplicit\u00e0 di organismi intermedi, che hanno lo scopo di non lasciare sole le persone in caso di insorgenza di bisogni sociali.<br \/>Si pu\u00f2, quindi, guardare con fiducia ad una stagione nuova del sistema di welfare, non in contraddizione con il tradizionale, basato sull&#8217;adeguamento dell&#8217;offerta alle nuove condizioni finanziarie e su una soluzione mutualistica al fine di non lasciare sole le persone in condizioni di bisogno e contenere le crescenti disparit\u00e0 sociali.<br \/>-foto Agenzia Fotogramma &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sanit\u00e0 e previdenza sono i due fronti critici nel rapporto tra cittadini e Stato, poich\u00e8 il 78% degli italiani \u00e8 convinto che il welfare pubblico non potr\u00e0 che coprire solo una parte dei bisogni sociali, mentre il resto sar\u00e0 in capo alle risorse private delle persone. 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