{"id":184972,"date":"2024-01-26T11:08:00","date_gmt":"2024-01-26T10:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/26\/salutequita-regioni-ancora-indietro-con-le-reti-oncoematologiche\/"},"modified":"2024-01-26T11:08:00","modified_gmt":"2024-01-26T10:08:00","slug":"salutequita-regioni-ancora-indietro-con-le-reti-oncoematologiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/26\/salutequita-regioni-ancora-indietro-con-le-reti-oncoematologiche\/","title":{"rendered":"Salutequit\u00e0 \u201cRegioni ancora indietro con le reti oncoematologiche\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Neoplasie ematologiche: sono il 10 per cento di tutti i tumori. Oggi oltre 300.000 persone vivono con diverse forme di leucemia o dopo una diagnosi di linfoma di hodgkin o non hodgkin e nel 2023 si sono registrate 24.000 nuove diagnosi solo per leucemie e linfoma non hodgkin (I numeri del cancro, 2023).<br \/>L&#8217;ultimo Piano oncologico nazionale (2023-2027) dichiara che &#8220;Il cancro \u00e8 la patologia cronica potenzialmente pi\u00f9 prevenibile e oggi anche pi\u00f9 &#8220;curabile&#8221;, dedica un paragrafo ai tumori onco-ematologici sottolineando che rivestono un ruolo di primo piano nel SSN. In ambito onco-ematologico esistono neoplasie come la leucemia linfatica cronica o la leucemia mieloide cronica in cui il concetto di cronicit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 esplicitamente espresso con il &#8220;nome della patologia&#8221;. Sono anche tra le neoplasie ematologiche in cui i traguardi scientifici raggiunti, grazie alla ricerca, hanno modificato radicalmente i percorsi di cura, l&#8217;aspettativa di vita (che nella maggioranza dei casi pu\u00f2 raggiungere quella della popolazione non malata) e le esigenze di presa in carico.<br \/>Prendendo ad esempio la Leucemia Linfatica Cronica,\u00a0forma di leucemia pi\u00f9 frequente negli adulti in occidente e tipica dell&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 avanzata, il 40% delle diagnosi \u00e8 effettuato oltre i 75 anni. Ma l&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 sottolinea come possa &#8216;essere molto difficile affrontare una diagnosi di\u00a0leucemia linfatica cronica, sia dal punto di vista pratico che emotivo e che\u00a0la malattia generalmente ha una progressione molto lenta e pu\u00f2 essere curata e mantenuta efficacemente sotto controllo molto a lung\u00f2.<br \/>Il Piano Oncologico Nazionale individua la risposta alla complessit\u00e0 nelle reti cliniche e come indicatore di monitoraggio specifico per l&#8217;oncoematologia la &#8220;Presenza formale di reti oncoematologiche regionali&#8221;.<br \/>Tuttavia, se in onco-ematologia si prospetta lo stesso percorso sviluppato per quelle oncologiche, tempi e risultati possono essere lunghi e non scontati ed \u00e8 necessario tener conto che debbano essere progettate come nodi di un&#8217;unica rete (almeno) nazionale per assicurare l&#8217;omogeneit\u00e0 sia nell&#8217;approccio diagnostico che nell&#8217;erogazione delle terapie e nel monitoraggio della patologia, mantenendo basso l&#8217;impatto logistico ed il costo (attraverso, ad esempio, l&#8217;impiego di strutture di riferimento interregionali laddove non sia necessario replicarne oltre un certo numero per assicurare efficienza e qualit\u00e0).<br \/>I servizi presenti, i costi e l&#8217;approccio multidisciplinare A prendersi cura delle persone con neoplasie ematologiche sono oltre 100 centri ematologici (la Fondazione GIMEMA &#8211; Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell&#8217;Adulto che promuove, gestisce e coordina protocolli di ricerca clinica indipendente sulle malattie del sangue &#8211; ne annovera poco meno di 150), diffusi sul territorio nazionale con una lieve maggiore concentrazione in alcune regioni del nord insieme a Lazio e Sicilia. Il Piano Oncologico sottolinea che &#8220;eterogenea \u00e8 la situazione relativa alle strutture e ai servizi con compiti di supporto diagnostico e terapeutico ai centri clinici ematologici sul piano della distribuzione territoriale, della dotazione strumentale e dei livelli qualitativi delle prestazioni, dei reparti di radiodiagnostica, radioterapia, laboratori di citometria, citogenetica e biologia molecolare&#8221;.<br \/>Un recente studio di Altems, l&#8217;Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, sull&#8217;approccio multidisciplinare in alcune neoplasie ematologiche croniche come Macroglobulinemia di Waldenstrom e dalla Leucemia linfatica cronica ha dimostrato che il team multidisciplinare si \u00e8 dimostrato cruciale per seguire il paziente in modo pi\u00f9 completo durante il percorso di cura e per assistere l&#8217;ematologo nella gestione delle comorbidit\u00e0.<br \/>Il peso economico totale stimato da EEHTA-CEIS, -Facolt\u00e0 di Economia Universit\u00e0 degli studi di Roma Tor Vergata, per le due patologie \u00e8 pari ad oltre 317,5 milioni di euro annui, circa 256 milioni annui dovuti alla LLC e circa 62 alla Waldenstrom. In altre parole, una media per paziente di oltre 41mila euro. L&#8217;82% \u00e8 riferito a costi diretti; il 18% a quelli indiretti (prestazioni previdenziali e assistenziali erogate ai pazienti, anche attraverso indennit\u00e0 di accompagno e invalidit\u00e0 o giorni di lavoro persi di paziente o caregiver).<br \/>La necessit\u00e0 di istituire le reti oncoematologiche \u00e8 pi\u00f9 recente rispetto a quelle oncologiche, previste in uno specifico documento del 2014 &#8220;Linee guida per l&#8217;implementazione delle reti oncologiche&#8221; e del pi\u00f9 recente aggiornamento nel 2019 che spiega come la &#8220;Formazione di Rete rappresenta un obiettivo prioritario, con particolare riferimento alle modalit\u00e0 di lavoro multi-professionale e multidisciplinare, all&#8217;integrazione ospedale-territorio, alle azioni di supervisione e tutoraggio dei nuovi assunti e all&#8217;utilizzo di audit clinico e training strutturati&#8221;. E&#8221; opportuno sottolineare che da oltre 40 anni sono operative in Italia reti ematologiche nazionali, attraverso l&#8217;implementazione delle cosiddette &#8220;reti di professionisti&#8221;: GIMEMA, per tutte le leucemie acute e croniche dell&#8217;adulto (operante dal 1982), AIEOP (per tutte le neoplasie pediatriche), FIL (per tutti i linfomi dell&#8217;adulto), GITMO (per il trapianto di cellule staminali), per assicurare omogeneit\u00e0 di percorsi diagnostici e terapeutici in Italia, secondo gli approcci pi\u00f9 innovativi su scala mondiale.<br \/>La situazione delle reti oncologiche e oncoematologiche nelle Regioni Stando per\u00f2 al monitoraggio Agenas, l&#8217;Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ancora in sette Regioni nel 2022 non \u00e8 stato formalizzato con atto regionale il coordinamento funzionale della rete tumori rari (tumori oncoematologici rari, pediatrici, solidi dell&#8217;adulto) con la Rete oncologica regionale: Basilicata, Calabria, Lazio, Lombardia, Molise, Sicilia, Umbria.<br \/>Secondo Agenas, le reti oncologiche regionali (ROR) possono contare su un piano economico-finanziario per assicurare la continuit\u00e0 operativa della rete in sole cinque regioni (Campania, Piemonte, Toscana, Valle d&#8217;Aosta e Veneto); integra le sue attivit\u00e0 con la rete territoriale come da DM 77 in sole 13 Regioni (manca in Basilicata, FVG, Marche, Molise, PA Bolzano, Puglia, Sicilia, Umbria); quota parte del tempo dei professionisti per le specifiche attivit\u00e0 di rete \u00e8 formalmente dedicata all&#8217;aggiornamento professionale e\/o collaborazione con centri ad alta specializzazione solo in 9 Regioni (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d&#8217;Aosta e Veneto) e solo in 7 di queste partecipano alle attivit\u00e0 di equipe itineranti (Campania e Lombardia non lo prevedono); in 13 regioni il coordinamento della ROR non ha definito indicatori e strumenti per misurare il raggiungimento degli obiettivi (monitoraggio).<br \/>A oggi lo stato dell&#8217;arte in Italia, ricostruito dall&#8217;Osservatorio Salutequit\u00e0, mostra che le reti ematologiche\/oncoematologiche formalizzate sono presenti in nove Regioni: Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia.<br \/>&#8216;Tra i principali problemi da affrontare &#8211; spiega Tonino Aceti, presidente di Salutequit\u00e0 (nella foto) &#8211; c&#8217;\u00e8 la gestione delle neoplasie ematologiche, soprattutto nell&#8217;anziano, e la presenza di comorbidit\u00e0, fragilit\u00e0 e necessit\u00e0 di personalizzazione delle scelte terapeutiche che sono condizionate da valutazioni logistiche e che richiedono una forte collaborazione tra i diversi professionisti, non solo per specialit\u00e0, ma anche ospedale-territorio, cos\u00ec come socio-sanitari\u00e0.<br \/>&#8216;E&#8217; necessario poi &#8211; aggiunge Marco Vignetti, Presidente Fondazione GIMEMA Franco Mandelli onlus &#8211; lavorare sulla necessit\u00e0 di garantire e mantenere un equo accesso ai centri di eccellenza nelle strutture e servizi con compiti di supporto diagnostico e terapeutico ai centri clinici ematologici, necessari per diagnosi e controllo di molte patologie, attraverso l&#8217;investimento e l&#8217;istituzionalizzatone delle reti ematologiche sia diagnostiche (quali Labnet, che permette da oltre 10 anni di offrire a tutti i pazienti lo stesso percorso di diagnosi e di monitoraggio molecolare) che terapeutiche, in coordinamento con l&#8217;attuazione delle reti ematologiche regionali, che non devono diventare un percorso destinato a cancellare l&#8217;eccellenza esistente, ma anzi devono rappresentare l&#8217;occasione per &#8220;sfruttarla&#8221; e per valorizzarl\u00e0. <br \/>&#8216;Soprattutto per\u00f2 &#8211; conclude Aceti &#8211; il\u00a0Piano Nazionale della Cronicit\u00e0 deve iniziare ad occuparsi anche di neoplasie ematologiche croniche, disegnando\u00a0un modello di presa in carico della dimensione di cronicit\u00e0 che le caratterizza e descrivendo obiettivi e indicatori di misurazione. A oggi n\u00e8 il Piano oncologico nazionale, n\u00e8 quello delle cronicit\u00e0 prevedono indicatori specifici per la capacit\u00e0 di presa in carico di tali patologie, nonostante la cronicit\u00e0 in oncologia sia prioritaria e diversa dalla\u00a0lungo sopravvivenza.\u00a0E sappiamo gi\u00e0 che ci troveremo a fare i conti con carenze specialistiche, se non si invertir\u00e0 la tendenza registrata quest&#8217;anno con il 37% di non immatricolati nella scuola di specializzazione in ematologi\u00e0.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto Ipa Agency &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Neoplasie ematologiche: sono il 10 per cento di tutti i tumori. 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