{"id":183731,"date":"2024-01-16T08:32:59","date_gmt":"2024-01-16T07:32:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/16\/messina-denaro-un-anno-dopo-dalle-indagini-alla-svolta\/"},"modified":"2024-01-16T08:32:59","modified_gmt":"2024-01-16T07:32:59","slug":"messina-denaro-un-anno-dopo-dalle-indagini-alla-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/16\/messina-denaro-un-anno-dopo-dalle-indagini-alla-svolta\/","title":{"rendered":"Messina Denaro un anno dopo, dalle indagini alla svolta"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Era il 16 gennaio 2023 e intorno alle 8.20 di un freddo luned\u00ec mattina veniva arrestato, dopo quasi trent\u2019anni di latitanza, Matteo Messina Denaro, l\u2019ultimo boss delle stragi di Mafia. Quell\u2019uomo qualunque con un giubbotto di pelle, che si era recato alla clinica La Maddalena di Palermo per una seduta di chemioterapia, era in realt\u00e0 il super latitante ricercato dagli inquirenti per decenni e, sotto la falsa identit\u00e0 di Andrea Bonafede, malato di un tumore al colon che lo avrebbe poi stroncato lo scorso 25 settembre nel carcere dell\u2019Aquila.<br \/>\nUn anno fa si chiudeva cos\u00ec un cerchio dopo anni di indagini e depistaggi, reti di protezione e verit\u00e0 mai venute a galla, e veniva consegnato alla giustizia l\u2019ultimo boss del biennio stragista di Cosa Nostra. Non si esaurisce di certo qui il contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata, ma il 16 gennaio scorso \u00e8 stato assestato un colpo importante. A catturare Messina Denaro, che non oppose resistenza e conferm\u00f2 la propria identit\u00e0, sono stati i Carabinieri del ROS in collaborazione col GIS, dopo giorni serrati di appostamenti, intercettazioni e indagini: quell\u2019uomo, conosciuto come Andrea Bonafede e cos\u00ec registrato nei sistemi informatici della clinica La Maddalena, era in realt\u00e0 uno dei dieci principali ricercati al mondo e da diverso tempo si recava a Palermo per le proprie cure, per ironia della sorte a poche centinaia di metri dalla sede della Direzione Investigativa Antimafia.<br \/>\nGi\u00e0 da tempo, del resto, erano insistenti le voci per le quali Messina Denaro fosse gravemente malato e gli inquirenti hanno battuto con determinazione su questa pista.<br \/>\nDopo anni di rigoroso metodo investigativo, la svolta \u00e8 arrivata per caso a dicembre del 2022, con il rinvenimento di alcuni documenti conservati nell\u2019abitazione della sorella del boss. Gli uomini del ROS dei Carabinieri si erano introdotti in casa per collocare delle microspie all\u2019interno del piede cavo di una sedia, e un vero e proprio colpo di fortuna ha consentito di accelerare improvvisamente in un\u2019indagine nella quale la fortuna c\u2019entra veramente poco, come ha pi\u00f9 volte ricordato il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia. In quello che per gli investigatori sembrava essere un ottimo nascondiglio, erano effettivamente gi\u00e0 stati collocati degli incartamenti che ripercorrevano la storia sanitaria di un individuo, un vero e proprio diario clinico nel quale erano stati annotati date, interventi chirurgici, cicli di chemioterapia. Partendo da queste informazioni, attraverso controlli incrociati, si \u00e8 potuta fare una scrematura dei possibili profili.<br \/>\nE quello di un tale di nome Andrea Bonafede nascondeva una grossa incongruenza: circa un anno prima, nel giorno in cui risultava essersi sottoposto a un\u2019operazione, si trovava in realt\u00e0 presso la propria abitazione di Campobello di Mazara, particolare che ha fatto convergere le indagini sulla possibilit\u00e0 concreta che fosse proprio questa l\u2019identit\u00e0 dietro la quale si nascondeva Messina Denaro. A quel punto, con indagini svolte da remoto, penetrando nei sistemi informatici del Ministero della Salute e della clinica La Maddalena, \u00e8 arrivata la conferma che i magistrati cercavano, infine \u00e8 stata appurata la data della successiva visita. Per l\u2019appunto, la mattina del 16 gennaio: non restava che organizzare il blitz per la cattura. Quella mattina, la struttura sanitaria fu accerchiata dagli uomini del raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri e Messina Denaro, che era stato accompagnato da uno dei tanti fiancheggiatori, l\u2019autista Giovanni Luppino, venne fermato nei pressi dell\u2019ingresso. Una cattura senza manette ai polsi n\u00e9 clamore o uso di violenza, un breve dialogo nel quale il boss conferm\u00f2 la propria identit\u00e0, poi il furgone dei Carabinieri che si muove tra gli applausi e le urla dei passanti e degli altri pazienti, che col passaparola hanno pian piano realizzato di essere stati testimoni di una giornata destinata a lasciare un segno per la citt\u00e0 di Palermo e per l\u2019Italia intera.<br \/>\n\u2013 foto Agenzia Fotogramma \u2013<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Era il 16 gennaio 2023 e intorno alle 8.20 di un freddo luned\u00ec mattina veniva arrestato, dopo quasi trent\u2019anni di latitanza, Matteo Messina Denaro, l\u2019ultimo boss delle stragi di Mafia. 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