{"id":183508,"date":"2024-01-13T09:07:59","date_gmt":"2024-01-13T08:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/13\/gozzi-lacciaio-e-strategico-lex-ilva-puo-essere-salvata\/"},"modified":"2024-01-13T09:07:59","modified_gmt":"2024-01-13T08:07:59","slug":"gozzi-lacciaio-e-strategico-lex-ilva-puo-essere-salvata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2024\/01\/13\/gozzi-lacciaio-e-strategico-lex-ilva-puo-essere-salvata\/","title":{"rendered":"Gozzi \u201cL\u2019acciaio \u00e8 strategico, l\u2019ex Ilva pu\u00f2 essere salvata\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;ex Ilva pu\u00f2 ancora essere salvata. Ne \u00e8 convinto il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, secondo cui ne vale la pena: &#8220;Per due ragioni &#8211; spiega in un&#8217;intervista al Corriere della Sera -. Se ordino acciaio all&#8217;ex Ilva mi arriva in 30-40 giorni. Se lo ordino in Asia viene consegnato dopo 3-4 mesi. E in questo lasso di tempo il prezzo dell&#8217;acciaio pu\u00f2 variare. Nel senso che posso trovarmi a lavorare acciaio comprato ieri a un prezzo oggi fuori mercato&#8221;. La seconda ragione? &#8220;Per coprirmi dal rischio che l&#8217;acciaio non arrivi in tempo, devo tenere i magazzini sempre pieni. E questo \u00e8 un onere per le imprese, soprattutto in un momento di tassi d&#8217;interesse elevati. Per questi motivi nessun Paese industriale rinuncia alla sua siderurgia per dipendere dagli altri&#8221;. Il piano di ArcelorMittal prevedeva 6-8 milioni di tonnellate l&#8217;anno, &#8220;oggi sarebbe realistico pensare a 5 milioni di tonnellate&#8221;, sottolinea Gozzi. &#8220;Qui bisogna essere consapevoli di una cosa: da quest&#8217;anno le acciaierie a ciclo integrale come l&#8217;Ilva dovranno pagare per le loro emissioni di CO2 &#8211; spiega -. E&#8217; una norma dell&#8217;Unione europea di cui io penso tutto il peggio, ma \u00e8 cos\u00ec. A ogni milione di tonnellate di acciaio prodotto a ciclo integrale corrispondono due milioni di tonnellate di CO2. Per produrre quattro milioni di tonnellate l&#8217;ex Ilva dovrebbe tirare fuori dalle proprie tasche 800 milioni l&#8217;anno. Tutto ci\u00f2 rende svantaggioso produrre acciaio a ciclo integrale. Produrre con il forno elettrico al posto dell&#8217;altoforno (quindi utilizzando il rottame o il preridotto per alimentare i forni al posto del coke e del minerale di ferro) diminuisce le emissioni di CO2 di quattro quinti&#8221;. <br \/>Quindi l&#8217;ex Ilva dovrebbe passare dal ciclo integrale al forno elettrico &#8220;il tutto nel giro di cinque anni visto che la normativa per il pagamento della CO2 sar\u00e0 a regime entro il 2029&#8221;, afferma Gozzi, che alla domanda se ci sia un industriale della siderurgia italiana in grado di affrontare una sfida del genere, risponde: &#8220;Credo di s\u00ec. Non \u00e8 possibile non pensare al pi\u00f9 grande produttore di prodotti piani in Italia che \u00e8 Arvedi&#8221;. Arvedi ha gi\u00e0 rilevato le acciaierie di Terni, si parla inoltre di Arvedi per rilanciare Piombino&#8230; &#8220;Parlo con cognizione di causa&#8221;, puntualizza Gozzi.<br \/>Arvedi era anche nella cordata antagonista di ArcelorMittal, &#8220;ma si preferirono i franco-indiani &#8211; ricorda -. Perch\u00e8, seguendo i parametri europei, si diede pi\u00f9 importanza all&#8217;offerta che al piano industriale&#8221;. Tornando all&#8217;oggi, che ruolo dovrebbe avere lo Stato? &#8220;Dovrebbe essere sicuramente presente anche per negoziare in Europa la possibilit\u00e0 di sostenere la riconversione dell&#8217;Ilva con fondi pubblici &#8211; dice Gozzi -. D&#8217;altra parte lo hanno fatto i tedeschi garantendo 2,5 miliardi a Thyssen Krupp, non vedo perch\u00e8 dovrebbe essere impedito a noi&#8221;. Ed alla domanda se l&#8217;altoforno 5, il pi\u00f9 grande d&#8217;Europa, pu\u00f2 essere riacceso, risponde: &#8220;Credo che ormai non converrebbe pi\u00f9. Costerebbe 650 milioni e ci vorrebbero tre anni. Non avrebbe senso. Meglio utilizzare due degli altoforni pi\u00f9 piccoli&#8221;.<br \/>A quali condizioni un privato come Arvedi potrebbe valutare un&#8217;operazione del genere? &#8220;Principalmente tre &#8211; aggiunge -. L&#8217;uscita di ArcelorMittal, d&#8217;altra parte mi pare sia questa la strada imboccata dal governo con le dichiarazioni del ministro Urso; una seria due diligence per valutare gli investimenti e la manutenzione necessaria agli impianti; il fatto di non doversi fare carico dei debiti accumulati fino a qui&#8221;. Quanto dovrebbe restare socio lo Stato? Con quale quota? &#8220;Non mi pare ora il momento di parlare di quote. Lo Stato dovrebbe restare quanto necessario per realizzare gli interventi di decarbonizzazione e far ripartire il gruppo, non un minuto di pi\u00f9&#8221;, conclude.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;ex Ilva pu\u00f2 ancora essere salvata. Ne \u00e8 convinto il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, secondo cui ne vale la pena: &#8220;Per due ragioni &#8211; spiega in un&#8217;intervista al Corriere della Sera -. Se ordino acciaio all&#8217;ex Ilva mi arriva in 30-40 giorni. 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