{"id":180364,"date":"2023-12-12T13:07:59","date_gmt":"2023-12-12T12:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/12\/12\/a-palermo-thesaurus-la-mostra-sul-tesoro-della-cappella-palatina\/"},"modified":"2023-12-12T13:07:59","modified_gmt":"2023-12-12T12:07:59","slug":"a-palermo-thesaurus-la-mostra-sul-tesoro-della-cappella-palatina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/12\/12\/a-palermo-thesaurus-la-mostra-sul-tesoro-della-cappella-palatina\/","title":{"rendered":"A Palermo \u201cThesaurus\u201d, la mostra sul tesoro della Cappella Palatina"},"content":{"rendered":"<div>PALERMO (ITALPRESS) &#8211; Una grande mostra che offre un approfondimento sull&#8217;aspetto spirituale del Palazzo Reale di Palermo, ossia un viaggio attraverso un corpus consistente del famoso &#8220;Tesoro della Cappella Palatina&#8221;. Quasi nove secoli non sono bastati per sbiadire l&#8217;ibridismo culturale a cui diede vita l&#8217;impulso illuminato di Ruggero II. Thesaurus \u00e8 stata presentata questa mattina a Palazzo Reale, frutto di una sinergia tra la Fondazione Federico II e il Fondo Edifici di Culto (Ministero dell&#8217;Interno) e della collaborazione con la Prefettura di Palermo, l&#8217;Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell&#8217;Identit\u00e0 Siciliana, l&#8217;Arcivescovado e il Museo Diocesano di Palermo, l&#8217;Arcivescovado e il Museo Diocesano di Monreale, la Soprintendenza di Palermo, la Soprintendenza dei Beni Archivistici, il Museo Regionale di Messina (MuMe), la Biblioteca Regionale di Palermo e l&#8217;Archivio Paladino. La mostra aprir\u00e0 al pubblico domani, 13 dicembre 2023 e rester\u00e0 aperta fino al 30 settembre 2024.<br \/>\nIl tesoro assume la funzione concreta e affascinante di &#8220;history keeper&#8221;, custode della storia: l&#8217;indiscutibile raffinatezza e magnificenza dei reperti diviene la chiave di accesso per un viaggio senza tempo alla scoperta di un periodo &#8220;meraviglioso&#8221;: il tesoro sembra contenere e voler raccontare quell&#8217;aspetto immateriale che metteva insieme maestranze di culture e prospettive religiose diverse. In questo senso il tesoro della Cappella Palatina pu\u00f2 essere definito il &#8220;Tesoro delle civilt\u00e0 mediterranee&#8221;.<br \/>\nCon questa mostra torna a splendere un patrimonio &#8220;segreto&#8221;, finora noto a pochi. Accanto al tesoro della Cappella Palatina altri reperti supportano la continuit\u00e0, forse l&#8217;immortalit\u00e0, del significato di quella pagina di storia, non a caso divenuta Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0.<br \/>\nThesaurus offre una selezione accurata e non casuale dei tesori: 56 reperti che insieme creano un vero documento del messaggio culturale universale, in grado di mantenere viva le complessit\u00e0: cofanetti, argenti raffinatissimi, pergamene, fonti battesimali, opere raffiguranti la Madonna Odigitria, gioielli appartenenti a Costanza d&#8217;Aragona, una bolla raffigurante Ruggero II, un sigillo mesopotamico trovato in uno dei cofanetti, che catapulta indietro fino a Babilonia, al terzo millennio a.C..<br \/>\n&#8216;La Fondazione Federico II &#8211; ha detto il presidente dell&#8217;Ars e della Fondazione Federico II, Gaetano Galvagno &#8211; prosegue con la mostra Thesaurus nell&#8217;opera di svelamento e valorizzazione degli infiniti contenuti del Palazzo Reale. L&#8217;iniziativa si svolge nell&#8217;ottica di una sempre crescente fruibilit\u00e0 dell&#8217;importante edificio siciliano, in linea con la mission di un sito Unesco. I manufatti oggetto della mostra narrano storie di tempi lontani e di evidenze di grandi accadimenti culturali che hanno reso la Sicilia centro nevralgico del Mediterraneo. Il tesoro della Cappella Palatina, in particolare, simboleggia l&#8217;identit\u00e0 di un popolo dalle molteplici eredit\u00e0 culturali e geopolitiche raccolte nei secoli. La mostra Thesaurus, al di l\u00e0 del pregio estetico, \u00e8 testimonianza di un patrimonio da custodire, far conoscere e preservare per l&#8217;Umanit\u00e0. Ringrazio il Fondo Edifici di Culto, il Ministero dell&#8217;Interno e tutti gli Enti prestatori per aver creduto in questa operazione culturale, che rappresenta il racconto di una pagina di storia dai valori etern\u00ec.<br \/>\n&#8220;L&#8217;iniziativa della Fondazione Federico II &#8211; dice il Direttore centrale degli affari dei culti e per l&#8217;amministrazione del Fondo edifici di culto, Prefetto Fabrizio Gallo &#8211; \u00e8 piena di consapevolezza scientifica, ma anche direi di una passione ed un&#8217;urgenza civile che colpiscono. Gli oggetti esposti nella mostra Thesaurus sono il portato di tradizioni culturali e religiose diverse, a volte anche in conflitto, ma che nel meridione d&#8217;Italia, governato dai Normanni, trovavano la loro originale sintesi. Credo che l&#8217;urgenza civile della Federico II parta da questa considerazione e dal convincimento che quell&#8217;esperienza storica, testimoniata da oggetti muti eppure eloquenti, abbia molto da dire ancora oggi al nostro Paese ed al Mezzogiorno. Si tratta di un&#8217;urgenza che caratterizza anche l&#8217;azione del Fondo edifici di culto, ente proprietario del Tesoro della Cappella palatina, amministrato dal Ministero dell&#8217;Interno, ed \u00e8 rivolta a soddisfare l&#8217;esigenza di rendere fruibile l&#8217;ingente patrimonio culturale, civile e religioso posseduto ad un pubblico sempre pi\u00f9 vasto, nel convincimento che la bellezza e la conoscenza devono essere disponibili per tutti e che occorra promuovere ogni tipo di azione positiva affinch\u00e8 la tradizione culturale del passato vivifichi il presente e predisponga al futur\u00f2.<br \/>\n&#8216;Quando abbiamo programmato la realizzazione della mostra Thesaurus &#8211; ha affermato Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II &#8211; avevamo gi\u00e0 consapevolezza del rilievo che una mostra di tale portata dovesse assumere rispetto al processo di valorizzazione inteso come miglioramento delle condizioni di conoscenza e come incentivazione di una fruizione in grado di trasmettere valori di cui il patrimonio in esposizione \u00e8 portatore. Abbiamo progettato un allestimento in grado non solo di porre il visitatore in rapporto con le opere in relazione alla percezione estetica, ma anche di favorire la comprensione di una eredit\u00e0 corrispondente ad un patrimonio universale e transgenerazionale. In effetti il riconoscimento Unesco del Palazzo Reale e della Cappella Palatina quali Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0 ha proprio questo significat\u00f2.<br \/>\nSe si venisse assaliti dal dubbio della effettiva longevit\u00e0 e contemporaneit\u00e0 nell&#8217;arte di quella eredit\u00e0 culturale, questa mostra offre una risposta. Chiss\u00e0 se l&#8217;arte riconosce ancora l&#8217;attualit\u00e0 della grandezza di allora, se riconosce il fascino di quella cultura. La Fondazione Federico II pone al visitatore questa prospettiva (applicata anche ad altri eventi espositivi) e intende fugare quel dubbio: s\u00ec, esiste ancora oggi un&#8217;arte contemporanea che mantiene vivo, quasi eterno, quell&#8217;impulso. Ecco perch\u00e8 in esposizione, troviamo due opere di Mimmo Paladino che rappresentano la la cartina di tornasole. Il fascino di quella cultura esercita un forte impulso atemporale, al punto da stimolare uno dei pi\u00f9 grandi artisti internazionali contemporanei. In esposizione una scultura di bronzo (2018) e un quadro ottagonale (2011), entrambe di grandi dimensioni ed entrambe intitolate &#8220;Stupor Mundi&#8221;.<br \/>\nTornando al tesoro della Cappella Palatina, tra i cofanetti in esposizione, il cofano di foggia rettangolare (Secolo XII) \u00e8 particolarmente significativo poich\u00e8 chiara testimonianza della coesistenza tra iconografie cristiane e islamiche. Queste iconografie sono un perfetto palinsesto evocativo della Sala di Ruggero del Palazzo Reale, del soffitto ligneo a muqarnas della Cappella Palatina.<br \/>\nIl cofanetto di foggia ellittica \u00e8 (secolo XII-XIII) \u00e8 unico nel suo genere nel medioevo per ornamentazione. La forma del coperchio bombato \u00e8 una vera rarit\u00e0 nell&#8217;arte islamica. E&#8217; uno dei pezzi pi\u00f9 pregiati del tesoro della Capella Palatina. E&#8217; caratterizzato da un testo epigrafico con iscrizioni arabe in caratteri naskhi. Il Di Marzo data il cofanetto in fase normanna e pertanto lo attribuisce a maestranze siculo-islamiche.<br \/>\nIl cofanetto di foggia rettangolare con chiusura a scorritoio in legno e rivestito in avorio (secolo IX-XI) rappresenta, invece, gli stilemi tipici della cultura bizantina.<br \/>\nOgni personaggio rappresentato \u00e8 inquadrato in uno spazio delimitato da piccoli fiori stilizzati con otto petali, in grado di ricordare le sezioni decorative stellate del soffitto a muqarnas della Cappella Palatina di Palermo, costituendo un rapporto costante tra le culture mediterranee che trovarono un crocevia ideale nel territorio siciliano.<br \/>\nIl sigillo mesopotamico \u00e8 stata la sorpresa pi\u00f9 gradita e inattesa che ha riservato il cosiddetto Cofano X: solo nel 1981, esattamente il 20 gennaio, Monsignor Benedetto Rocco, prete-archeologo del capitolo palatino, trov\u00f2 una chiave arrugginita e finalmente riusc\u00ec ad aprirlo: all&#8217;interno questo piccolo cilindro-sigillo di pietra dura (aragonite) risalente al lontano terzo millennio a.C. . La datazione, che tiene conto della iconografia e della mancanza di epigrafe \u00e8 ritenuta concordemente del III millennio a.C. E&#8217; il primo sigillo mesopotamico entrato a far collezione in Europa.<br \/>\nLa bolla regia di Ruggero II fu confezionata a partire dall&#8217;acquisizione del titolo di re di Sicilia (25 dicembre 1130) per accompagnare i documenti emessi dalla sua cancelleria al fine di conferire loro valore legale e svolgeva anche la funzione di materializzare la presenza fisica del re l\u00ec raffigurato ai sudditi di tutte le terre del Regno. Nonostante le dimensioni ridotte di questa bolla in piombo (35 millimetri), l&#8217;immagine del Re \u00e8 molto dettagliata e si distingue efficacemente.<br \/>\nLa vasca battesimale (1135), esposta alla mostra Thesaurus, \u00e8 proveniente dalla Chiesa del SS. Salvatore di Messina e oggi custodita al MUME ed \u00e8 simile ad un&#8217;altra vasca battesimale, ubicata un tempo all&#8217;Abbazia di Santa Maria del Pat\u00ecr in Calabria ed esposta attualmente al Metropolitan Museum di New York. commissionate dallo stesso archimandrita ed entrambe realizzate da Gandolfo, scultore attivo durante il regno di Ruggero II.<br \/>\nIl Palazzo Reale, nota fucina di respiro cosmopolita, fu durante la fase normanno-sveva un luogo di sintesi artistica tra latini, bizantini e islamici, cos\u00ec come raccontato dai documenti ufficiali, dai viaggiatori e dai membri della corte. Ne \u00e8 un esempio l&#8217;acquasantiera di marmo con inserti musivi, databile tra il XII e il XIII secolo, che ricorda negli inserti musivi la tipica decorazione definita arabo-normanna con motivi geometrici realizzati con tessere musive lapidee, dorate e vitree che riconducono agli elementi geometrici presenti nella Cappella Palatina o all&#8217;interno della Sala di Re Ruggero.<br \/>\nIl libro-catalogo &#8211; 396 pagine con un&#8217;edizione in italiano e una in inglese &#8211; propone una ulteriore e autorevole pagina di approfondimento secondo un approccio multidisciplinare grazie al contributo di importanti studiosi stranieri (Henri Bresc, Vera Falkenhausen, Kristian Toomaspoeg e William Tronzo) e italiani (Fabrizio Agnello, Maria Giulia Aurigemma, Monica Chiovaro, Roberta Civiletto, Franco D&#8217;Angelo, Maria Concetta Di Natale, , Antonio Di Maggio, Antonio Giuffrida, Marco Masseti, Carlo Aloe Nero, Giuseppe Sarcinelli, Lucinia Speciale, Giovanni Travagliato, Lucia Travaini, Mirko Vagnoni). Il risultato \u00e8 un&#8217;analisi storica, storico-artistica, antropologica, semiotica, archeologica, archivistica, architettonica, zoologica e paleologica con riferimento al Vicino Oriente e al Mediterraneo.<br \/>\nCon la mostra e in modo particolare con il libro-catalogo, la Fondazione Federico II rende omaggio alla memoria di Vlado Zoric, storico innamorato della Sicilia scomparso nel 2021, con cui la Fondazione ha avuto il privilegio di collaborare. Zoric ha saputo donare chiavi di lettura per nulla trascurabili di questo mondo complesso, in cui l&#8217;architettura \u00e8 parte integrante della storia e ha offerto, inoltre, quella capacit\u00e0 unica di leggere visioni che questa mostra vuole raccontare. &#8220;Ci ha insegnato a ricercare nell&#8217;architettura e nei reperti la forza espressiva e rivelatrice che \u00e8 stimolo sempre attivo nei secoli. Dedicato a Vlado che con i suoi studi ci ha ricordato che l&#8217;arte e la cultura sono al servizio dell&#8217;Umanit\u00e0&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Fondazione Federico II &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) &#8211; Una grande mostra che offre un approfondimento sull&#8217;aspetto spirituale del Palazzo Reale di Palermo, ossia un viaggio attraverso un corpus consistente del famoso &#8220;Tesoro della Cappella Palatina&#8221;. Quasi nove secoli non sono bastati per sbiadire l&#8217;ibridismo culturale a cui diede vita l&#8217;impulso illuminato di Ruggero II. 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