{"id":179018,"date":"2023-11-30T17:08:00","date_gmt":"2023-11-30T16:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/30\/intesa-sanpaolo-ricorda-raffaele-mattioli-a-50-anni-dalla-scomparsa\/"},"modified":"2023-11-30T17:08:00","modified_gmt":"2023-11-30T16:08:00","slug":"intesa-sanpaolo-ricorda-raffaele-mattioli-a-50-anni-dalla-scomparsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/30\/intesa-sanpaolo-ricorda-raffaele-mattioli-a-50-anni-dalla-scomparsa\/","title":{"rendered":"Intesa Sanpaolo ricorda Raffaele Mattioli a 50 anni dalla scomparsa"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; <a href=\"https:\/\/www.intesasanpaolo.com\/\">Intesa Sanpaolo<\/a> e la Fondazione Raffaele Mattioli per la storia del pensiero economico hanno ricordato oggi, nel 50\u00b0 anniversario della scomparsa di Raffaele Mattioli, l&#8217;eredit\u00e0 del &#8220;banchiere umanista&#8221; e il suo contributo per la modernizzazione industriale dell&#8217;Italia e per una concezione di &#8216;banca al servizio del Paes\u00e8. La giornata, organizzata sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha visto la presenza del Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, il Presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, il Presidente ABI Antonio Patuelli e il Presidente della Fondazione Raffaele Mattioli Ricciarda Mattioli.<br \/>\nUna figura, quella di Mattioli, definita dal presidente Patuelli &#8220;uno dei principali eroi civili del mondo bancario italiano del terribile Novecento&#8221;. Nato a Vasto nel 1895, Raffaele Mattioli leg\u00f2 la sua storia alla Banca Commerciale Italiana (Comit, ndr) dove fu assunto come capo della Segreteria dell&#8217;amministratore delegato Giuseppe Toeplitz nel novembre 1925. Qui emerse subito per le sue capacit\u00e0 e fece una rapida carriera diventando gi\u00e0 nel 1931 direttore centrale, per aver elaborato valide soluzioni utili alle autorit\u00e0 governative per superare la grave crisi di liquidit\u00e0 che aveva colpito la banca in quegli anni. Nominato nel marzo 1933 amministratore delegato, condusse la Comit attraverso una difficile riforma organizzativa interna che la trasform\u00f2 da banca &#8216;mist\u00e0 in una banca di credito ordinario. Gi\u00e0 dai primi anni Trenta si prodig\u00f2 a favorire il mondo dell&#8217;alta cultura con varie iniziative e durante la guerra, su invito di padre Agostino Gemelli, insegn\u00f2 all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Milano Tecnica bancaria.<br \/>\nDopo l&#8217;8 settembre 1943 si trasfer\u00ec a Roma guidando la banca durante l&#8217;occupazione nazista della capitale e alla sua liberazione, con l&#8217;Italia divisa in due, diresse le filiali nelle zone gi\u00e0 occupate dagli Alleati.<br \/>\nDal novembre 1944 al marzo 1945 fu a capo della missione economica inviata a Washington dal Governo italiano.<br \/>\nTornato a Milano nel maggio 1945, guid\u00f2 la Comit attraverso gli anni della ricostruzione e del miracolo economico, mantenendo non solo la vocazione internazionale della Banca, ma favorendo anche lo sviluppo della piccola e media impresa. Nel 1960 fu nominato presidente della Banca Commerciale Italiana, mantenendo una forte influenza nella gestione dell&#8217;Istituto.<br \/>\n&#8220;Le grandi capacit\u00e0 bancarie, la sua indipendenza da tutti i potentati di ogni genere e il suo grande prestigio permisero a Mattioli di evitare condizionamenti e di rimanere alla guida della Banca Commerciale in contesti politici molto diversi, dagli anni del regime a quelli pi\u00f9 drammatici della guerra, dalle grandi speranze e dall&#8217;impegno nella ricostruzione, al &#8220;miracolo economico&#8221; degli anni cinquanta e sessanta, fino ai primi anni settanta &#8211; ha proseguito Patuelli &#8211; A cinquant&#8217;anni dalla morte, Raffaele Mattioli ci ha lasciato tanti sempre attuali insegnamenti, insieme bancari, culturali, morali e civili che rappresentano indirizzi sicuri su cui poggiare l&#8217;ulteriore crescita economica, civile e sociale di un&#8217;Italia europea che ragioni sempre con grandi orizzonti internazionali di pace e di prosperit\u00e0&#8221;.<br \/>\nIl presidente di Intesa Sanpaolo, Gros-Pietro, ha voluto sottolineare che &#8220;come ricordava Mattioli, e come anche oggi avviene in Intesa Sanpaolo, alla formazione occorreva affiancare la costruzione di un vero e proprio vivaio interno di giovani talenti in grado di portare le loro competenze a vantaggio del Paese. Ed \u00e8 questo consapevole obiettivo di lavorare a vantaggio del paese in cui si opera (che vale anche per le controllate estere) che costituisce oggi uno dei segni distintivi di maggiore significato per le persone di Intesa Sanpaolo, e che esse apprezzano maggiormente&#8221;.<br \/>\n&#8220;Di qui a cent&#8217;anni &#8211; si chiedeva Mattioli &#8211; basteranno le risorse di tutti i paesi messi insieme per assicurare un minimo di benessere alla pullulante popolazione del pianeta? Questo \u00e8 il &#8220;miracolo&#8221; da impetrare. E i problemi che ancora ci assillano proprio qui in Italia sono ancora tanti e tali che le risorse disponibili vanno inventariate e utilizzate secondo una ben graduata e concatenata scala di priorit\u00e0. Altrimenti non vi sar\u00e0 alcun miracolo&#8221;, ha aggiunto Gros-Pietro.<br \/>\nPer il Chief Economist Intesa Sanpaolo Gregorio de Felice, l&#8217;eredit\u00e0 di Mattioli &#8220;\u00e8 la sua concezione di fare banca: deve avere profitti perch\u00e8 altrimenti non \u00e8 indipendente, ma ci sono profitti e profitti. Alcuni non dettati da operazione speculative e quindi di grande sostenibilit\u00e0. L&#8217;altro grande punto \u00e8 questa attenzione per il credito che non doveva eccedere, memore delle crisi dei grandi gruppi industriali negli anni &#8217;30. Seppur in uno scenario economico-regolamentare completamente diverso, tutto questo mi sembra molto attuale oggi e Intesa Sanpaolo li porta avanti. La banca al servizio dello sviluppo del paese: questo era Mattioli e questo \u00e8 oggi Intesa Sanpaolo&#8221;.<br \/>\nNel suo intervento, il Ceo Messina ha sottolineato che &#8220;l&#8217;accelerazione che ho dato sul fronte delle disuguaglianze, del sociale, di chi ha pi\u00f9 bisogno, nasce da una conversazione di diversi anni fa con Guzzetti: mi parl\u00f2 della povert\u00e0 educativa dei bambini a Milano, non ci avevo mai riflettuto. A Milano ci saranno 30-40 mila bambini poveri. Mi parlava di quello che bisogna fare per le persone che sono in difficolt\u00e0 &#8211; ha spiegato -. Mi ha fatto riflettere su come la forza della nostra banca, fermo restando la giusta remunerazione da dare agli azionisti, la banca sia considerata dagli investitori internazionali un punto di riferimento nasce proprio da questo, se generiamo dei redditi importanti, dobbiamo fare in modo che vadano anche a chi si trova in condizione di disuguaglianze&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Intesa Sanpaolo e la Fondazione Raffaele Mattioli per la storia del pensiero economico hanno ricordato oggi, nel 50\u00b0 anniversario della scomparsa di Raffaele Mattioli, l&#8217;eredit\u00e0 del &#8220;banchiere umanista&#8221; e il suo contributo per la modernizzazione industriale dell&#8217;Italia e per una concezione di &#8216;banca al servizio del Paes\u00e8. 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