{"id":178796,"date":"2023-11-29T13:48:00","date_gmt":"2023-11-29T12:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/29\/lotta-alla-mafia-de-lucia-torna-al-gonzaga-per-dialogare-con-gli-studenti\/"},"modified":"2023-11-29T13:48:00","modified_gmt":"2023-11-29T12:48:00","slug":"lotta-alla-mafia-de-lucia-torna-al-gonzaga-per-dialogare-con-gli-studenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/29\/lotta-alla-mafia-de-lucia-torna-al-gonzaga-per-dialogare-con-gli-studenti\/","title":{"rendered":"Lotta alla mafia, De Lucia torna al Gonzaga per dialogare con gli studenti"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Il primo incontro era avvenuto il 3 febbraio, 18 giorni dopo la cattura di Matteo Messina Denaro (alle 9:12 del 16 gennaio), per condividere con gli studenti un momento di gioia da estendere a tutti i siciliani, ma anche di riflessione su cosa sarebbe avvenuto pi\u00f9 avanti. A dieci mesi di distanza il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, torna all\u2019Auditorium del Gonzaga Campus per dialogare con i ragazzi, stavolta mettendo al centro il libro \u2018La cattura. I misteri di Matteo Messina Denaro e la mafia che cambi\u00e0, scritto insieme al giornalista Salvo Palazzolo: anche quest\u2019ultimo \u00e8 presente all\u2019evento, cos\u00ec da creare uno spazio di ricostruzione e dibattito in cui gli studenti non sono meri interlocutori, ma intervengono direttamente con domande e spunti. All\u2019appuntamento ha partecipato anche il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini.<br \/>L\u2019incontro, tenutosi in una sala gremita, pi\u00f9 che come una presentazione vera e propria del libro \u00e8 l\u2019occasione per ribadire l\u2019impegno comune contro una mafia che \u00e8 tutt\u2019altro che finita, ma che si pu\u00f2 isolare attraverso l\u2019istruzione e la cooperazione. Per De Lucia \u00e8 fondamentale raccontare \u201cdall\u2019interno una storia in cui le informazioni sono circolate a velocit\u00e0 incontrollata: ho pensato fosse giusto dare la mia versione, lasciando per\u00f2 al lettore la possibilit\u00e0 di farsi una sua idea. C\u2019era il pericolo che la latitanza di Messina Denaro diventasse una sorta di leggenda\u201d.<br \/>Tanti i temi su cui viene interpellato l\u2019uomo che ha coordinato l\u2019arresto del capo di Cosa nostra (poi deceduto il 25 settembre): connivenze, gestione delle finanze e perfino una riflessione sul significato di \u2018uomini d\u2019onor\u00e8: \u201cAlla mafia un prete che opera sul territorio fa pi\u00f9 paura di un arresto \u2013 sottolinea De Lucia, \u2013 La cattura, anche dopo trent\u2019anni, \u00e8 comunque una vittoria dello Stato: una latitanza cos\u00ec lunga si spiega con un numero alto di fiancheggiatori, provenienti da ogni estrazione sociale. La colpa \u00e8 anche di chi ha girato la testa dall\u2019altra parte, per paura e per convenienza: adesso il nostro focus \u00e8 capire che fine hanno fatto i soldi di Messina Denaro. Non \u00e8 ammissibile che i mafiosi si siano appropriati della parola onore, facendone quasi una contrapposizione con diritto: quegli uomini con l\u2019onore non c\u2019entrano nulla, perch\u00e8 gli unici a cui appartiene sono i cittadini perbene\u201d.<br \/>Palazzolo, partendo dalla propria esperienza da studente, evidenzia quanto sia importante per i giovani farsi primi ambasciatori nel dire seccamente no a Cosa nostra: \u201cQuand\u2019ero giovane i cittadini anzich\u00e8 incoraggiare i giudici li criticavano, mentre gli unici che li sostenevano convintamente erano proprio gli studenti: ora come allora sono loro la colonna portante dell\u2019antimafia. L\u2019arresto di Messina Denaro non ha segnato la fine di Cosa nostra, dobbiamo tutti tenere la guardia alta: le indagini della magistratura ci dicono che purtroppo molti ragazzi in questa citt\u00e0 hanno continuato la missione dei padri boss, cercando di sostituirsi allo Stato nei quartieri in cui operano. Tuttavia, dire di voler aiutare la povera gente non rende la mafia buona\u201d.<br \/>Per Morosini l\u2019impegno contro la criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 estremamente ricco di insidie: \u201cForze dell\u2019Ordine e magistratura non bastano da sole a sconfiggere Cosa nostra, perch\u00e8 attecchisce quei luoghi in cui il bisogno economico \u00e8 maggiore e l\u2019ignoranza \u00e8 pi\u00f9 diffusa: la scuola \u00e8 il primo antidoto al fenomeno mafioso e questo i capi delle organizzazioni criminali l\u2019hanno capito. La latitanza cos\u00ec lunga di gente come Messina Denaro e Provenzano \u00e8 stata agevolata dalla fragilit\u00e0 sociale di alcuni territori in cui non c\u2019era lavoro e la mafia glielo ha dato: solo con una rete di fiancheggiatori importante si pu\u00f2 avere una latitanza cos\u00ec lunga\u201d. <br \/>Il presidente del Tribunale chiude con una riflessione che suona quasi come un appello ai ragazzi: \u201cNon c\u2019\u00e8 una data da fissare sulla fine di Cosa nostra: se vogliamo cancellarla, ognuno di noi deve fare la sua parte. Ogni tanto sono gli stessi genitori a chiedere che i figli vengano allontanati dal quartiere per impedirgli di finire sotto l\u2019influenza mafiosa: purtroppo capita spesso che i ragazzi vengano costretti a entrare formalmente nell\u2019organizzazione, senza avere possibilit\u00e0 di scelta. Il controllo dei quartieri dipende dall\u2019atteggiamento prevaricatore dei mafiosi e dall\u2019indifferenza di chi dovrebbe parlare ma non lo fa: la formazione delle coscienze individuali si costruisce con studio e cultura\u201d.<br \/>\u2013 foto xd8 Italpress \u2013<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Il primo incontro era avvenuto il 3 febbraio, 18 giorni dopo la cattura di Matteo Messina Denaro (alle 9:12 del 16 gennaio), per condividere con gli studenti un momento di gioia da estendere a tutti i siciliani, ma anche di riflessione su cosa sarebbe avvenuto pi\u00f9 avanti. 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