{"id":178644,"date":"2023-11-28T14:08:00","date_gmt":"2023-11-28T13:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/28\/global-health-e-salute-per-il-futuro-la-via-della-prevenzione-2-0\/"},"modified":"2023-11-28T14:08:00","modified_gmt":"2023-11-28T13:08:00","slug":"global-health-e-salute-per-il-futuro-la-via-della-prevenzione-2-0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/28\/global-health-e-salute-per-il-futuro-la-via-della-prevenzione-2-0\/","title":{"rendered":"Global Health e salute per il futuro, la via della prevenzione 2.0"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Prevenzione, ricerca, innovazione sono tre asset fondamentali per poter vincere la sfida della global health, sfida su cui nel nostro Paese devono convergere tutti gli attori per garantire la sostenibilit\u00e0 del sistema. Per dare le risposte necessarie alla salute globale, generare benessere e ridurre le disparit\u00e0 \u00e8 necessario un cambiamento, che ha bisogno della collaborazione di tutti gli attori coinvolti. Questo \u00e8 il messaggio attorno al quale si sono confrontati oggi a Roma esponenti istituzionali, di Governo, Parlamento, Regioni, associazioni, accademia, societ\u00e0 scientifiche e industria, nel corso della seconda edizione di &#8220;InnovaCtion&#8221; organizzata da Gsk, che vede come focus la Global Health, l&#8217;innovazione sanitaria per le comunit\u00e0 e gli investimenti necessari a generare maggiore competitivit\u00e0 e indipendenza per il Paese, e cos\u00ec ripensare la salute quale motore per il benessere globale. Entro il 2030, si prevede che il numero di persone di et\u00e0 pari o superiore a 60 anni aumenter\u00e0 di oltre un terzo raggiungendo 1,4 miliardi di persone. L&#8217;Italia \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 longevi: si conferma al secondo posto tra i 27 Stati Membri dell&#8217;Unione Europea, con 83,6 anni, dopo la Spagna. In particolare, gli over 65 italiani rappresentano il 23% (oltre 4 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto alla media UE) della popolazione totale, e nel 2050 si prevede che ne costituiranno fino al 35%. E&#8217; necessario perci\u00f2 ripensare l&#8217;attuale sistema di welfare e sanitario, considerando che 4,8 milioni di persone sono a rischio di esclusione sociale. Non parliamo solo di un costo, per\u00f2, per servizi assistenziali e sociosanitari, poich\u00e8 questa fascia costituisce una vera e propria economia che vale il 19,4% del Pil in termini di reddito, pari a 321,3 miliardi di euro (37,2% di quelli rilevati a livello nazionale) e di consumi, 176, 1 miliardi di euro, pari al 25% dei consumi delle famiglie italiane. Se si pensa poi ai cinquantenni, in dieci anni sono cresciuti pi\u00f9 del 50% tra gli occupati, ossia 8,9 milioni nel 2020 rispetto ai 5,9 del 2010. Mantenere in buona salute la popolazione adulta significa quindi favorire la ricchezza, incrementare i consumi e ridurre i costi socio-assistenziali nel tempo. In tal senso \u00e8 essenziale prevedere un percorso di salute che ruoti attorno a un nuovo concetto di prevenzione, una &#8220;Prevenzione 2.0&#8221;, una presa in carico della persona, che possa contribuire a garantire un futuro di salute alla popolazione. In tal senso, la proposta del Direttore Generale del Ministero della Salute, Francesco Vaia, di un &#8220;Calendario della salute&#8221;, che segni idealmente tutte le tappe pi\u00f9 importanti della salute della persona, rappresenta un approccio vincente. Disegnare un percorso che dall&#8217;allattamento al seno alle vaccinazioni dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, fino ad arrivare alle vaccinazioni dell&#8217;et\u00e0 adulta, ancora troppo sottovalutate, quando invece costituiscono tappe fondamentali, insieme agli screening, per un invecchiamento in salute. Infatti, per parlare di invecchiamento attivo oltre a seguire un buono stile di vita, le strategie nazionali, europee e internazionali dovrebbero dare priorit\u00e0 alla protezione e alla prevenzione. In questo senso, i programmi di immunizzazione &#8220;durante il corso della vita&#8221; sono una delle misure pi\u00f9 efficaci per tutelare la salute pubblica, l&#8217;economia e ridurre le disparit\u00e0 sociali. Tuttavia, se si esclude quanto fatto per il Covid-19, quasi l&#8217;80% dei Paesi europei investe meno dello 0,5% della propria spesa sanitaria per i programmi di vaccinazione. E l&#8217;Italia investe lo 0,7% della spesa farmaceutica totale (20,5 miliardi nel 2022 secondo AIFA) nei vaccini per adulti, ovvero circa 144 milioni di euro. Eppure, grazie all&#8217;innovazione farmaceutica, in 20 anni in Italia la mortalit\u00e0 per le patologie croniche \u00e8 diminuita del 40% e nel 2022 il settore si \u00e8 confermato fra quelli a pi\u00f9 alto tasso di innovazione, con investimenti pari a 3,3 miliardi di euro, di cui 1,4 destinati agli impianti di produzione e 1,9 alla ricerca e sviluppo. Sempre nel 2022, l&#8217;Italia ha raggiunto un valore di produzione farmaceutica di oltre 49 miliardi di euro, in cui le aziende a capitale estero costituiscono un motore trainante per l&#8217;innovazione, con un&#8217;incidenza in termini di valore della produzione maggiore del 60%. Un comparto che gi\u00e0 oggi rappresenta il 2% del PIL e che potrebbe generare ulteriore benessere in termini di salute per una popolazione in progressivo invecchiamento, per l&#8217;export, il lavoro e la crescita economica. GSK ha scelto l&#8217;Italia dagli inizi del 900 per insediare poli strategici di ricerca e produzione e per investire nel paese, dove oggi pu\u00f2 contare su oltre 3.600 dipendenti di 47 nazionalit\u00e0 diverse, di cui il 65% di laureati e il 51% di donne di cui, a sua volta, il 44% occupa posizioni manageriali. Nel 2022 l&#8217;azienda ha impiegato 355 milioni in lavoro e retribuzioni, sviluppando un fatturato di 1,2 miliardi di euro di cui il 40% per l&#8217;export di prodotti e servizi. Ancora pi\u00f9 rilevante l&#8217;impegno quinquennale di Gsk negli investimenti che vede, nel periodo 2020-2025 un totale previsto di 800 milioni di euro, di cui il 59% destinato ai vaccini ed il 41% ai farmaci mentre alla sola ricerca va il 14% del totale. &#8220;GSK ha scelto da tempo l&#8217;Italia per insediare poli strategici di ricerca e produzione e ha continuato a farli crescere negli anni, ottenendo notevoli risultati in termini di farmaci e vaccini innovativi messi a disposizione di tutto il mondo. Noi crediamo nel Sistema Paese e vogliamo continuare a contribuirvi, ma come tutto il settore siamo soggetti alla pressione competitiva di altri paesi che sanno attrarre gli investimenti con migliori condizioni di accesso all&#8217;innovazione, di tutela della propriet\u00e0 intellettuale e con sistemi decisionali e regolamentari pi\u00f9 rapidi&#8221;, ha dichiarato Fabio Landazabal, Presidente e AD di GSK Italia. &#8220;Con i cambiamenti dell&#8217;economia e il progressivo invecchiamento della popolazione non basta per\u00f2 aumentare le risorse a disposizione per migliorare la salute della popolazione, salvaguardare l&#8217;economica ed incoraggiare il settore. Serve un nuovo piano nazionale per le scienze della vita, pensato insieme da politica, istituzioni nazionali e regionali, accademia, associazioni e settore privato che integri le nuove tecnologie e consenta una presa in carico della persona a 360 gradi, nella prevenzione e nel trattamento e che faciliti l&#8217;accesso all&#8217;innovazione, generando attrattivit\u00e0 all&#8217;investimento e sviluppo per il Paese&#8221;, ha aggiunto. <br \/>-foto xb1-<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Prevenzione, ricerca, innovazione sono tre asset fondamentali per poter vincere la sfida della global health, sfida su cui nel nostro Paese devono convergere tutti gli attori per garantire la sostenibilit\u00e0 del sistema. 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