{"id":176464,"date":"2023-11-13T15:28:49","date_gmt":"2023-11-13T14:28:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=176464"},"modified":"2023-11-13T15:28:50","modified_gmt":"2023-11-13T14:28:50","slug":"la-semplice-storia-di-bruno-falcone-raccontata-dal-figlio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/13\/la-semplice-storia-di-bruno-falcone-raccontata-dal-figlio\/","title":{"rendered":"La &#8220;semplice storia&#8221; di Bruno Falcone, raccontata dal figlio"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Diego Celi<\/strong> recensisce &#8220;La semplice storia di mio padre&#8221;, un breve pamphlet scritto da <strong>Gaetano Falcone<\/strong> (Lithos Edizioni 2003), arricchito dalla prefazione del giornalista <strong>Enzo Basso<\/strong> e dalla postfazione di <strong>Raffaele Manduca.<\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Lo scritto narra la storia del padre Bruno, che come tanti emigranti lascia la propria terra in cerca di fortuna. <strong>Bruno Falcone<\/strong>, a 11 anni, viene affidato dai genitori ad un amico di famiglia che partendo da Tramonti (SA), definita la repubblica dei pizzaioli migranti, si era affermato. Anche Bruno Falcone realizza il suo sogno e, infatti dopo anni di duro lavoro diviene titolare della pizzeria Maxim a Padova. <div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso i figli manifestano quella che il grande Konrad-Lorenz defin\u00ec l&#8217;ubbidienza ritardata, ma che nel rispetto dei genitori e della tradizione, garantisce il fondamentale equilibrio del vivere. Non \u00e8 un testo celebrativo, ma una storia vera perch\u00e8 il racconto del figlio non nasconde i limiti e i difetti di un padre per il resto tanto amato e venerato.Persino i suoi vizi che non vengono annullati in una catartica abreazione, sono mostrati mentre accompagnano la sua fortuna professionale (dalla postfazione di Raffaele Manduca). Nel Veneto divenuto dagli anni &#8217;70 terra di immigrazione, Bruno Falcone si inserisce, lotta e si afferma portandosi dentro tuttavia la Costiera Amalfitana ricca di colori e piante mediterranee, i muretti a secco a difesa delle frane, un modo di sentirsi sospesi per sempre in bilico sull&#8217;emozione di sinfonie e richiami che ti entrano dentro&#8230; (dalla prefazione di Enzo Basso). In questa avventura la moglie Raffaella \u00e8 stata il porto sicuro, la pietra angolare. Mia madre, scrive l&#8217;autore ha governato la biga alla quale era attaccato mio padre, ma questi da purosangue spesso ha mal sopportato le briglie. <\/p>\n\n\n\n<p>Divenuto paron, Bruno deve affrontare la crisi finanziaria del 2008 nata in America in seguito ai mutui subprime che investe tutto il mondo. In seguito a ci\u00f2 la ristorazione \u00e8 duramente colpita e le banche non brillano per generosit\u00e0. Ma il carattere indomito, l&#8217;ottimismo e la professionalit\u00e0 permettono di superare il momento di difficolt\u00e0. Quando tutto sembra rasserenarsi, Bruno Falcone muore per ischemia miocardica acuta. Aveva 56 anni. Per la famiglia Falcone \u00e8 un duro colpo: al dolore per la perdita del caro congiunto si associa il disagio per la gestione dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa. Fu in quel momento che Maria mia sorella, scrive Gaetano Falcone, dimostra il suo carattere di leonessa: \u00e8 presente in questa giovane madre un carattere indomito, un attaccamento viscerale alla famiglia e alle tradizioni alle quali \u00e8 stata educata fortissimi. Come nella saga dei Florio, in questa famiglia, ci sono donne eccezionali che sacrificano tutto per la stabilit\u00e0 come Raffaella o per continuare una tradizione lavorativa come Maria. Nell&#8217;arte ereditata, si perpetua la memoria del padre: una memoria fatta del palpitante, ma immateriale affetto dei figli e della sposa. Questa storia, che il figlio narra \u00e8 anche un riuscito esempio di integrazione di chi ha inciso positivamente nel territorio del suo nuovo insediamento. Un lascito, quello di Bruno Falcone, che la seconda generazione dovr\u00e0 trasmettere a sua volta in futuro&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diego Celi recensisce &#8220;La semplice storia di mio padre&#8221;, un breve pamphlet scritto da Gaetano Falcone (Lithos Edizioni 2003), arricchito dalla prefazione del giornalista Enzo Basso e dalla postfazione di Raffaele Manduca. &#8220;Lo scritto narra la storia del padre Bruno, che come tanti emigranti lascia la propria terra in cerca di fortuna. 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