{"id":176197,"date":"2023-11-10T14:08:04","date_gmt":"2023-11-10T13:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/10\/nuovi-strumenti-per-la-lotta-al-fumo-esperti-firmano-un-decalogo\/"},"modified":"2023-11-10T14:08:04","modified_gmt":"2023-11-10T13:08:04","slug":"nuovi-strumenti-per-la-lotta-al-fumo-esperti-firmano-un-decalogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/11\/10\/nuovi-strumenti-per-la-lotta-al-fumo-esperti-firmano-un-decalogo\/","title":{"rendered":"Nuovi strumenti per la lotta al fumo, esperti firmano un decalogo"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Dieci proposte per rinnovare le strategie di contrasto al fumo, tracciate da medici, psicologi, presidi, ricercatori e giornalisti per superare la situazione di stallo del fenomeno in Italia. E&#8217; questo il principale risultato dell&#8217;incontro &#8220;Esperienze a confronto per una nuova politica nella lotta contro il fumo&#8221;, che ha avuto luogo a Roma su iniziativa di SICS, societ\u00e0 italiana di comunicazione scientifica.<br \/>Tra le proposte del decalogo, la promozione di campagne di prevenzione e informazione a partire dalle scuole, con l&#8217;obiettivo di contrastare l&#8217;iniziazione di qualsiasi prodotto con nicotina; l&#8217;aggiornamento del sistema e delle metodologie di indagine e di rilevamento statistico dei dati ai fini di una pi\u00f9 realistica capacit\u00e0 di lettura del fenomeno; la riorganizzazione e il rafforzamento dei centri antifumo; l&#8217;introduzione della riduzione del rischio per i fumatori che non smettono, come principio operativo nell&#8217;elaborazione di strategie di salute pubblica; e ancora, garantire l&#8217;applicazione delle normative esistenti, rafforzando le misure volte ad impedire l&#8217;acquisto di prodotti con nicotina da parte dei minori; interventi sulla medicina territoriale, massimizzando il coinvolgimento delle farmacie; campagne di Educazione Continua in Medicina (ECM) per tutti gli operatori sanitari (pediatri, medici di medicina generale, medici dello sport, odontoiatri) a cura delle societ\u00e0 scientifiche.<br \/>A 20 anni dalla Legge Sirchia, che ha rappresentato un importante intervento su scala nazionale per combattere il fumo di sigaretta, i dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS) mostrano che i fumatori in Italia sono ancora il 20,5% della popolazione (10,5 milioni di persone) &#8211; un dato rimasto sostanzialmente stabile nell&#8217;ultimo decennio. Diventa quindi indispensabile, secondo gli esperti, ripensare le strategie di contrasto al fumo analizzando cosa ha funzionato, quali sono le attivit\u00e0 da potenziare e quali le nuove iniziative da adottare per raggiungere l&#8217;obiettivo di un pi\u00f9 deciso miglioramento della salute pubblica, integrando le tradizionali politiche di cessazione e prevenzione con il principio di riduzione del rischio per i fumatori che non smettono.<br \/>&#8220;Su questo tema &#8211; ha evidenziato Iolanda Romano, fondatrice di Avventura Urbana &#8211; vi \u00e8 una totale assenza di dialogo. La lotta al fumo \u00e8 un tema che direttamente o indirettamente riguarda tutti, ma non se ne parla abbastanza. Tutti gli stakeholder concordano sul fatto che il fumo di sigaretta sia un fattore di rischio per la salute, ma le politiche attivate in Italia non sono state cos\u00ec efficaci come ci si sarebbe aspettato. Il concetto di riduzione del rischio viene trattato con manifesta chiusura con una cesura di tipo ideologico. La conseguenza di questo approccio \u00e8 un danno ai consumatori, perch\u00e8 mancano informazioni equilibrate e autorevoli&#8221;.<br \/>La sfida principale rimane persuadere i fumatori a smettere e prevenire che i giovani inizino.<br \/>&#8220;L&#8217;indagine che il Censis ha effettuato su un campione di 1.314 fumatori italiani di 18 anni e oltre e su due sub-campioni di utilizzatori di sigarette elettroniche e di prodotti a tabacco riscaldato &#8211; ha ricordato Ketty Vaccaro, Responsabile area Welfare e Salute del Censis &#8211; ha messo in evidenza che le fonti prevalenti di informazione di chi conosce o utilizza la sigaretta elettronica e i prodotti a tabacco riscaldato sono il passaparola, il consiglio del conoscente. Un&#8217;informazione per cos\u00ec dire &#8216;autogestit\u00e0 nel 49% dei casi, guidata da riferimenti autorevoli in una percentuale limitata di casi (solo il 16% si \u00e8 informato presso il proprio medico). E&#8217; evidente che da questo punto di vista sarebbe necessario cambiare le cose e far s\u00ec che chi vuole smettere di fumare o voglia semplicemente informarsi abbia a disposizione una o pi\u00f9 voci autorevoli&#8221;.<br \/>L&#8217;obiettivo del documento \u00e8 quello di stimolare il confronto tra esperti e figure autorevoli nel campo scientifico e sottoporlo alle istituzioni, per integrare le tradizionali politiche di contrasto con strategie innovative.<br \/>Come riferisce Francesco Fedele, presidente dell&#8217;Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari e responsabile Riabilitazione Cardio-Respiratoria San Raffaele Monte Compatri, &#8220;esistono molte persone che non vogliono smettere di fumare e, in questi casi, avere a disposizione un approccio strategico di riduzione del danno pu\u00f2 essere estremamente utile: nel mondo della prevenzione esiste un continuum nelle patologie croniche, nella loro progressione e anche nella loro prevenzione, e in questo quadro la non completa abolizione del rischio, ma la sua riduzione, rappresenta una valida strategia. Molti paesi si sono dimostrati attivi in questo, come il Regno Unito e la Nuova Zelanda, altri si pongono a met\u00e0 strada come Canada e Usa, altri sono completamente chiusi su una linea forte di proibizionismo come l&#8217;Australia. Anche noi abbiamo condotto un&#8217;indagine con numerosi stakeholder proponendo un questionario e siamo arrivati alle stesse conclusioni: purtroppo c&#8217;\u00e8 ostruzionismo e preconcetto nei confronti dell&#8217;approccio di riduzione del danno da fumo, non se ne vuole parlare, mentre penso sia importante iniziare a parlarne&#8221;.<br \/>Per Alberto Baldazzi, giornalista scientifico, esperto di Sanit\u00e0, &#8220;nei corsi di medicina non c&#8217;\u00e8 un focus su cos&#8217;\u00e8 la prevenzione delle malattie tabacco correlate, che mietono 93.000 morti l&#8217;anno e sono la prima causa di morte evitabile nel mondo occidentale. Persino i nostri medici sono poco informati e spesso non hanno elementi critici avanzati, oltre a non avere formazione continua su questo tema. Il documento presentato oggi rappresenta un importante punto di partenza, ma quello che dobbiamo decidere \u00e8 se, dopo 12 anni di presenza sul mercato delle sigarette elettroniche e pi\u00f9 o meno la met\u00e0 per i prodotti a tabacco riscaldato, vogliamo adottare o meno il principio della riduzione del danno. Si tratta di un&#8217;area su cui la ricerca prosegue e che merita la dovuta attenzione&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto SICS &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Dieci proposte per rinnovare le strategie di contrasto al fumo, tracciate da medici, psicologi, presidi, ricercatori e giornalisti per superare la situazione di stallo del fenomeno in Italia. 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