{"id":173603,"date":"2023-10-20T12:03:15","date_gmt":"2023-10-20T10:03:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/10\/20\/bonifici-svuotaconto-con-sim-clonata-tribunale-di-palermo-condanna-banca\/"},"modified":"2023-10-20T16:41:22","modified_gmt":"2023-10-20T14:41:22","slug":"bonifici-svuotaconto-con-sim-clonata-tribunale-di-palermo-condanna-banca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2023\/10\/20\/bonifici-svuotaconto-con-sim-clonata-tribunale-di-palermo-condanna-banca\/","title":{"rendered":"Bonifici svuotaconto con sim clonata, Tribunale di Palermo condanna banca"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La vicenda riguarda una donna palermitana che teneva su due conti una somma di 72 mila euro. Questi soldi, nel giro di 48 ore, venivano sottratti con otto bonifici istantanei, in favore di persone sconosciute, con destinazione banche spagnole. Consapevole della frode subita, la vittima contattava tempestivamente il servizio clienti della banca, procedendo con il blocco di entrambi i conti e denunciando l\u2019accaduto alla Polizia. La mattina dopo andava in banca per evidenziare che non avevano autorizzato quelle operazioni e, dunque, ne chiedevano l\u2019annullamento. La banca rispondeva che non era possibile procedere, il tutto nonostante l\u2019operazione complessiva superasse il limite di 60 mila euro di pagamento giornaliero dal conto corrente, circostanza che avrebbe innanzitutto dovuto portare l\u2019istituto di credito a bloccare tutte le operazioni, oltre che avvertire le clienti.<br \/>La donna, visto che la banca non ascoltava le sue ragioni, decideva di rivolgersi allo studio legale Palmigiano e Associati, che si occupa di diritto bancario e, con l\u2019assistenza degli avvocati Alessandro Palmigiano e Mattia Vitale, iniziava una causa.<br \/>La tesi dei legali era chiara: \u201cla colpa di eventuali operazioni fraudolente nel sistema doveva ricadere sulla banca perch\u00e8 \u00e8 tenuta a predisporre tutte le misure necessarie per tutelare i clienti. In particolare la norma prevede che \u00e8 tenuto ad assicurare che le credenziali di sicurezza non siano accessibili a soggetti estranei; e ancora, che, qualora il cliente neghi di  avere autorizzato un\u2019operazione, \u00e8 obbligo della banca provare  che l\u2019operazione di pagamento \u00e8 stata autenticata correttamente. La banca non risponde del danno solo se dimostra la colpa grave del correntista nell\u2019avere dato i codici ad altri\u201d.<br \/>La donna non poteva essere accusata, non avendo mai fornito a nessuno il proprio codice di sicurezza e, peraltro, non avendo mai movimentato negligentemente i conti (sul conto solo poche operazioni).<br \/>La banca, a sua difesa, chiamava in giudizio una nota compagnia telefonica, della quale la vittima era cliente. Era infatti emerso durante la causa che la societ\u00e0 di telecomunicazioni aveva rilasciato ad un soggetto terzo, che si era \u201cspacciato\u201d per l\u2019intestatario una sim clone con il medesimo numero di telefono. Essendo entrati in possesso della scheda, era stato possibile scaricare l\u2019app della banca e trovare una finestra aperta sui conti della vittima.<br \/>Sebbene la difesa della banca, il Tribunale di Palermo, con sentenza numero 3783\/2023, Giudice Andrea Illuminati, appena resa nota, ha accolto la tesi di Palmigiano e Associati e disposto un rimborso totale oltre al pagamento degli interessi e delle spese legali, per un totale di oltre 100 mila euro.<br \/>\u201cLa crescita dei casi di truffe bancarie attraverso bonifici prelievi, messaggi, attraverso telefonate o email che sembrano arrivare dalle proprie banche dimostra come, in molti casi, i sistemi di sicurezza degli istituti di credito non siano sicuri \u2013 spiega l\u2019avvocato Alessandro Palmigiano -. Ci sarebbero strumenti tecnologici per evitare queste truffe ma questo richiede che le banche facciano degli investimenti in sistemi di sicurezza pi\u00f9 avanzati. Non \u00e8 possibile far ricadere il rischio di impresa sui clienti\u201d.<br \/>La banca ha proposto appello.<br \/>\u2013 foto ufficio stampa studio legale Palmigiano e Associati, da sinistra gli avvocati Mattia Vitale e Alessandro Palmigiano \u2013 <br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La vicenda riguarda una donna palermitana che teneva su due conti una somma di 72 mila euro. Questi soldi, nel giro di 48 ore, venivano sottratti con otto bonifici istantanei, in favore di persone sconosciute, con destinazione banche spagnole. 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